Dizionario degli Artisti

Qui di seguito sono elencati gli artisti censiti nella Banca dati dell'Istituto Matteucci. Ad ogni nome corrisponde una serie di dipinti archiviati, di cui l'Istituto, dietro richiesta, è in grado di trasmettere copia della relativa scheda. Ciò risponde alla volontà di mettere a disposizione di studiosi, mercanti d’arte, collezionisti o semplici appassionati uno strumento agile e efficace per soddisfare le diverse esigenze legate al mondo dell’arte, prima fra tutte l’approfondimento dell’attività di pittori, scultori, incisori, fotografi etc. Il “Dizionario degli artisti” si propone, quindi, come repertorio ragionato di nomi, talvolta accompagnati, se contrassegnati da asterisco, da biografia e da alcuni esempi di firma.


Le biografie sono tratte dal Dizionario degli artisti curato da Cristina Bonagura, parte integrante dell’opera Pittori & pittura dell’Ottocento italiano (1996-1997) coordinata da Giuliano Matteucci con la collaborazione di Paul Nicholls  e realizzata dalle Redazioni Grandi Opere dell’Istituto Geografico De Agostini, alle quali va il sincero ringraziamento dell'Istituto Matteucci per aver autorizzato la diffusione in rete dei testi.

Allason Silvio *

ALLASON SILVIO
Torino 1845 - 1912
Fratello di Ugo, nel 1866 abbandonò l’impiego ministeriale per studiare all’Accademia Albertina, fino al 1868 con E. Gamba, poi con A. Gastaldi e con il paesaggista E. Perotti. Contemporaneamente completava la sua formazione sotto la guida del cugino Ernesto. Esordì nel 1869 alla Promotrice di Torino con il paesaggio Il Sangone presso Stupinigi e, nello stesso anno, al Circolo degli artisti con Vicinanze di Stura; negli anni successivi continuò a partecipare alle Promotrici di Torino, della cui direzione divenne membro. Fu presente anche alle esposizioni di Milano, Napoli e Genova e all’Esposizione Nazionale di Venezia del 1887. Fu ini-zialmente attratto dai temi storici (Atala viene la prima volta a Chactas) e di genere (L'aspettativa delusa, 1874; Sconfitti, 1880), che ambientava in vasti paesaggi con effetti di suggestione e verosimiglianza come in L'agguato, del 1873, e in Un episodio dell'ultima persecuzione dei Valdesi (Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna) esposto con successo alla Promotrice del 1875. Dedicatosi poi alla pura veduta, partecipe della stagione realista del paesaggismo piemontese, realizzò opere misurate, di tranquillo naturalismo. Prese come soggetto per le sue vedute le montagne della val Pellice, della val di Susa, della Valle d'Aosta (I primi raggi sul Monte Bianco, 1881; Il Gran Cervino dal bacino di Breuil in val Tournanche, esposto a Torino nel 1884; Mattino di Gignod- alta valle di Challant, esposto a Torino nel 1902), ma anche la laguna di Venezia (A Rialto, esposto a Genova nel 1883), le marine liguri (Varazze, 1890, Torino, Galleria Civica d’Arte Mo-derna). Alcuni paesaggi tardi (Primi solchi, 1897, Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna) sono caratterizzati dal taglio basso e allungato e da un accordo di colori luminosi.
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