Dizionario degli Artisti

Qui di seguito sono elencati gli artisti censiti nella Banca dati dell'Istituto Matteucci. Ad ogni nome corrisponde una serie di dipinti archiviati, di cui l'Istituto, dietro richiesta, è in grado di trasmettere copia della relativa scheda. Ciò risponde alla volontà di mettere a disposizione di studiosi, mercanti d’arte, collezionisti o semplici appassionati uno strumento agile e efficace per soddisfare le diverse esigenze legate al mondo dell’arte, prima fra tutte l’approfondimento dell’attività di pittori, scultori, incisori, fotografi etc. Il “Dizionario degli artisti” si propone, quindi, come repertorio ragionato di nomi, talvolta accompagnati, se contrassegnati da asterisco, da biografia e da alcuni esempi di firma.


Le biografie sono tratte dal Dizionario degli artisti curato da Cristina Bonagura, parte integrante dell’opera Pittori & pittura dell’Ottocento italiano (1996-1997) coordinata da Giuliano Matteucci con la collaborazione di Paul Nicholls  e realizzata dalle Redazioni Grandi Opere dell’Istituto Geografico De Agostini, alle quali va il sincero ringraziamento dell'Istituto Matteucci per aver autorizzato la diffusione in rete dei testi.

Mancini Ardizzone Francesco *

MANCINI ARDIZZONE FRANCESCO
Acireale (Catania) 1863 - 1948
Studiò presso il pittore locale A. Bonaccorsi e in seguito, beneficiando di una pensione comunale, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove venne a contatto con le correnti del realismo partenopeo. Dal 1885 al 1886 fu a Roma, dove presentò i suoi paesaggi alle mostre degli Amatori e Cultori (1886, In dicembre, Marina). Fu poi attivo soprattutto nella sua cittadina d'origine con opere di carattere religioso, ritratti e paesaggi (Sacra famiglia, oratorio dei Filippini; affreschi nella cupola della cattedrale, 1895-1899; figurazioni a encausto nella collegiata di San Sebastiano, 1899-1901). In severe forme accademiche realizzò dipinti devozionali anche a Catania (chiesa dei Minoriti) e nella provincia (chiesa di San Giovanni Battista, Acitrezza). Più felici e connotate da un tocco libero risultano le prove di carattere profano, come i nume-rosi quadri donati dall’autore alla Pinacoteca Zelantea di Acireale (La Marina di Acitrezza). Espose fra l’altro alla Mostra di Torino del 1884 e a Venezia nel 1887 (Spiaggia, Il Castello d'Aci).
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