Dizionario degli Artisti

Qui di seguito sono elencati gli artisti censiti nella Banca dati dell'Istituto Matteucci. Ad ogni nome corrisponde una serie di dipinti archiviati, di cui l'Istituto, dietro richiesta, è in grado di trasmettere copia della relativa scheda. Ciò risponde alla volontà di mettere a disposizione di studiosi, mercanti d’arte, collezionisti o semplici appassionati uno strumento agile e efficace per soddisfare le diverse esigenze legate al mondo dell’arte, prima fra tutte l’approfondimento dell’attività di pittori, scultori, incisori, fotografi etc. Il “Dizionario degli artisti” si propone, quindi, come repertorio ragionato di nomi, talvolta accompagnati, se contrassegnati da asterisco, da biografia e da alcuni esempi di firma.


Le biografie sono tratte dal Dizionario degli artisti curato da Cristina Bonagura, parte integrante dell’opera Pittori & pittura dell’Ottocento italiano (1996-1997) coordinata da Giuliano Matteucci con la collaborazione di Paul Nicholls  e realizzata dalle Redazioni Grandi Opere dell’Istituto Geografico De Agostini, alle quali va il sincero ringraziamento dell'Istituto Matteucci per aver autorizzato la diffusione in rete dei testi.

Vaccaro Francesco *

VACCARO FRANCESCO
Caltagirone (Catania) 1808 - 1882
Si formò dapprima con il fratello maggiore Giuseppe, poi presso le botteghe dei conterranei I. Boscari, S. e B. Bongiovanni, M. Ognibene, infine compì un ulteriore apprendistato sotto la guida di G. Patania. A Palermo soggiornò fra il 1832 e il 1833, frequentando la Reale Accademia del Nudo di V. Riolo (Studio di nudo, 1832 ca., Caltagirone, Museo Civico). Al 1834 si fa risalire la sua prima opera matura: L'incendio di Judica (Caltagirone, Museo Civico). Tornato nella città natale, cominciò una duratura collaborazione col fratello Giuseppe; numerose furono le opere a carattere devozionale, eseguite a quattro mani e firmate sinteticamente “Fratelli Vaccaro” (fra le altre: affreschi, 1835 ca., chiesa madre di San Michele di Ganzaria, Catania; Le nozze di Cana, 1850, chiesa madre di Gela; Gesù fra i dottori, 1859, cattedrale di Caltagirone; Il Perdono di Assisi, 1861, chiesa di San Francesco a Erice). Negli anni '60, forse a seguito di un viaggio a Firenze, puntualizzò una più autonoma cifra stilistica, evidente nel Miracolo di san Biagio (1862 ca., Caltagirone, Museo Civico) o nella raffaellesca Madonna del Carmine (1876, parrocchiale di Santa Venerina, Catania). Fra i ritratti si ricorda quello di Giacomo Bongiovanni (1835, Caltagirone, Museo Civico). Una delle ultime opere eseguite fu L'Annunciazione (1878, chiesa del Carmine, Caltagirone).
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