Dizionario degli Artisti

Qui di seguito sono elencati gli artisti censiti nella Banca dati dell'Istituto Matteucci. Ad ogni nome corrisponde una serie di dipinti archiviati, di cui l'Istituto, dietro richiesta, è in grado di trasmettere copia della relativa scheda. Ciò risponde alla volontà di mettere a disposizione di studiosi, mercanti d’arte, collezionisti o semplici appassionati uno strumento agile e efficace per soddisfare le diverse esigenze legate al mondo dell’arte, prima fra tutte l’approfondimento dell’attività di pittori, scultori, incisori, fotografi etc. Il “Dizionario degli artisti” si propone, quindi, come repertorio ragionato di nomi, talvolta accompagnati, se contrassegnati da asterisco, da biografia e da alcuni esempi di firma.


Le biografie sono tratte dal Dizionario degli artisti curato da Cristina Bonagura, parte integrante dell’opera Pittori & pittura dell’Ottocento italiano (1996-1997) coordinata da Giuliano Matteucci con la collaborazione di Paul Nicholls  e realizzata dalle Redazioni Grandi Opere dell’Istituto Geografico De Agostini, alle quali va il sincero ringraziamento dell'Istituto Matteucci per aver autorizzato la diffusione in rete dei testi.

Vaccaro Giuseppe *

VACCARO GIUSEPPE
Caltagirone (Catania) 1793 -1866
Fratello del pittore Francesco, sedicenne studiò i modelli tardobarocchi presso il conterraneo I. Boscari. Nel 1815 si trasferì a Palermo presso la Reale Accademia di Nudo diretta da G. Velasco (copie tratte dai quadri del maestro sono conservate nel Museo Civico di Caltagirone). Dopo un esordio incerto, la personalità del pittore si precisò con il definitivo abbandono della cifra settecentesca. Legati a modelli del Classicismo cinque-secentesco risultano il Perdono di Assisi (1823, chiesa di Santa Maria di Gesù, Pietraperzia, Enna) e la Comunione di san Girolamo (1823, ex chiesa Matrice di Caltagirone). Nel 1832 eseguì con il fratello gli affreschi delle volte nella cattedrale di Caltagirone con le Storie dell'Antico e Nuovo Testamento (bozzetti presso il Museo Civico di Caltagirone). Ancora in collaborazione con Francesco, firmò opere come il Miracolo di san Eligio (chiesa di San Giuseppe, Pietraperzia, Enna), San Giuseppe da Copertino (1843, chiesa di San Francesco, Piazza Armerina), I cartaginesi offrono la corona d'oro a Damarete (1845, Caltagirone, Museo Civico). Nel 1856 partecipò con il fratello all’Esposizione di Belle Arti di Palermo, presentando Empedocle che guarda l'Etna e Sacra Famiglia. Nel 1861 fu colpito da una grave malattia che ridusse notevolmente la sua produzione.
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