{"id":33971,"date":"2026-02-04T10:24:01","date_gmt":"2026-02-04T09:24:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.istitutomatteucci.it\/?p=33971"},"modified":"2026-03-13T12:33:50","modified_gmt":"2026-03-13T11:33:50","slug":"la-dove-sorge-il-mito-il-fascino-inesauribile-delloriente-romantico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.istitutomatteucci.it\/en\/la-dove-sorge-il-mito-il-fascino-inesauribile-delloriente-romantico\/","title":{"rendered":"L\u00e0 dove sorge il mito: il fascino inesauribile dell\u2019Oriente romantico"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text uncode_shortcode_id=&#8221;256306&#8243;]Dagli albori della letteratura cos\u00ec come della pittura, scrittori, poeti ed artisti hanno sempre immaginato paesi lontani e favolosi dove ambientare le loro storie. Alcuni di loro sono stati cos\u00ec fortemente radicati a un luogo tanto da identificarvisi o associarvi per un certo periodo il proprio nome come, ad esempio, Shakespeare a Verona, Dostoevskij a San Pietroburgo o Joyce a Dublino e, al tempo stesso, vi sono luoghi che nella percezione pi\u00f9 comune e diffusa hanno assunto indelebilmente volti letterari e pittoreschi. L\u2019Oriente \u00e8 uno di questi. Proprio in ambito letterario, nella prima e seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, l\u2019adesione al diffuso clich\u00e9 romantico di un luogo altro, cio\u00e8 alternativo rispetto al mondo occidentale cos\u00ec come il tema dell\u2019incontro tra due civilt\u00e0 differenti ha dato luogo ad uno dei filoni pi\u00f9 controversi della produzione romantica, vedi i casi di Gerard de Nerval, Alphonse de Lamartine, Th\u00e9ophile Gautier o Pierre Loti. E che dire poi, in campo musicale, della grande fortuna dei melodrammi rossiniani come <em>Il Turco in Italia<\/em> o <em>L\u2019italiana in Algeri<\/em>? Cos\u00ec i dipinti di Jean-Auguste-Dominique Ingres, Carlo Bossoli, <a href=\"https:\/\/www.istitutomatteucci.it\/dizionario-artisti\/caffi-ippolito\/\">Ippolito Caffi<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.istitutomatteucci.it\/dizionario-artisti\/hayez-francesco\/\">Francesco Hayez,<\/a> Giuseppe Molteni, Domenico Morelli e <a href=\"https:\/\/www.istitutomatteucci.it\/dizionario-artisti\/pasini-alberto\/\">Alberto Pasini<\/a> con la loro forza persuasiva, mantenendosi distanti dai <em>topoi<\/em> pittoreschi del Grand Tour e da raffigurazioni stereotipate tese a soddisfare cultori di seducenti erotismi, ci hanno trasportato idealmente verso il lontano est dove sorge il sole e dove, al calore dei suoi raggi, sono fiorite civilt\u00e0 e tradizioni contrapposte all\u2019Occidente. Ma se il tema dell\u2019Oriente ha riguardato una produzione pittorica tutto sommato ben caratterizzata e numericamente inferiore agli altri generi, \u00e8 pur vero che ha avuto lunga vita sopravvivendo addirittura alla corrente realistica, vedi i casi, ad esempio, di <a href=\"https:\/\/www.istitutomatteucci.it\/dizionario-artisti\/ussi-stefano\/\">Stefano Ussi<\/a>, Fausto Zonaro, Edoardo Tofano, Giovanni Costa o Fabio Fabbi, grazie anche all\u2019ampia diffusione delle descrizioni di citt\u00e0, di cortili o di chiassosi <em>suk<\/em> pubblicate su giornali, riviste e volumi come il <em>carnet de voyage<\/em> dedicato da Edmondo De Amicis a Costantinopoli ritenuto ancora oggi, secondo Orhan Pamuk, il miglior libro su Istanbul del diciannovesimo secolo. Personalmente, mi sono sempre chiesta come, attraversando i variopinti e pulsanti vicoli multietnici dell\u2019odierna Istanbul, si possa rimanere insensibili e non trasalire pensando, ad esempio, che dietro tutto quel variopinto frastuono si celino l\u2019ottomana Bisanzio e, successivamente, la mitica Costantinopoli, a lungo vagheggiata da molti scrittori occidentali. Servono occhi, per\u00f2, in grado di cogliere il riaffiorare impercettibile del mito; un cuore che ne percepisca il respiro e menti disposte a lasciarsi condurre, ad occhi chiusi e senza opporre alcuna resistenza proprio l\u00e0 dove ancora aleggia il suo spirito. E allora s\u00ec che avviene il miracolo\u2026miracolo destinato eternamente a rinnovarsi. Basta trovarsi di fronte a un ritratto di un nobile europeo vestito \u201calla turca\u201d come quello di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Jean_Etienne_L%C3%ACotard_-_Ritratto_di_Maria_Adelaide_di_Francia_vestita_alla_turca_-_Google_Art_Project.jpg\">Maria Adelaide di Francia<\/a> (1753) di Jean-\u00c9tienne Liotard o perdersi nei versi profondamente malinconici di Konstantinos Kavafis\u2026Capolavori che continuano a regalarci piccole estasi permettendoci di approdare miracolosamente, con la leggerezza di un uccellino che vola di ramo in ramo, in quell\u2019altrove tanto agognato. Piccole oasi \u201ccontro il logorio della vita moderna\u201d come declamava la vecchia r\u00e9clame di un noto amaro, cos\u00ec salutari per il nostro equilibrio psicofisico.<\/p>\n<p>Ma quando comincia ad insinuarsi nella pittura italiana, alla stregua di quella francese ed inglese, il fascino sempre pi\u00f9 seducente di un mondo alternativo ed esotico, ricco di spunti nuovi? Il tema dell\u2019Oriente inizia ad esercitare una forte attrazione sui pittori sin dall\u2019epoca neoclassica. A determinare le condizioni sar\u00e0 la scia del grande successo riportato dalle spedizioni archeologiche come quella intrapresa in Egitto alla fine degli anni Venti da Jean-Fran\u00e7ois Champollion con l\u2019archeologo Ippolito Rosellini, il medico Alessandro Ricci e il disegnatore Giuseppe Angelelli per decifrare i misteriosi crittogrammi dell\u2019antica civilt\u00e0 nata sulle sponde del Nilo. Proprio successivamente a quell\u2019esperienza nasceranno freschi acquerelli e disegni tradotti poi in incisioni per <em>I monumenti della Nubia e dell\u2019Egitto illustrati da Ippolito Rosellini<\/em>, edito tra il 1832 e il 1844.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, per\u00f2, un altro motivo ancora fortemente radicato che spinger\u00e0 i pittori viaggiatori a intraprendere avventurosi percorsi via mare alla ricerca delle antiche radici della civilt\u00e0 mediterranea: il richiamo per la difesa di un Oriente epico ed eroico. La lotta della Grecia per la liberazione dal giogo ottomano (1821-1829) contribuir\u00e0 a connotare la pittura storica e letteraria di questa declinazione. Molti artisti, tra cui Hayez, Ludovico Lipparini e Giacomo Tr\u00e9court, aderiranno al movimento filoellenico poich\u00e9 per loro testimoniare la<\/p>\n<p>propria solidariet\u00e0 alla resistenza del popolo greco significher\u00e0, implicitamente, sostenere la lotta per l\u2019indipendenza del popolo italiano.<\/p>\n<p>Ad alimentare una smania di fuga verso un mondo che va dall\u2019Andalusia e dal Marocco e, attraversando il Mediterraneo, giunge fino alla Persia, all\u2019India e al Giappone contribuiranno altres\u00ec oltre al retaggio ancora vivo dell&#8217;epopea napoleonica, il desiderio di conoscere nuove scritture, culture e societ\u00e0 appartenenti ad un passato remoto che lentamente sta riaffiorando. Anche l\u2019apertura nel 1869, dopo dieci anni di scavi, del canale di Suez e la politica culturale promossa dal khediv\u00e9 Ismail Pasci\u00e0, con il richiamo di artisti europei invitati a partecipare alle decorazioni di edifici pubblici come il Teatro dell\u2019Opera del Cairo, favoriranno il perdurare del mito. E alle campagne di espansione coloniale si aggiungeranno poi le prime missioni diplomatiche dell\u2019Italia unita negli stati del mondo islamico oltre ad interessi e desideri personali.<\/p>\n<p>Ma il viaggio in Egitto rivestir\u00e0 anche il fascino avventuroso della spedizione geografica poich\u00e9 non soltanto ci si recher\u00e0 per visitare Alessandria, Il Cairo e le piramidi ma pure per compiere un vero e proprio pellegrinaggio laico alle fonti del Nilo. Quello intrapreso nel 1843 dal bellunese Caffi, alla volta di Atene, Costantinopoli, Asia Minore, Siria e Alto e Basso Egitto gli offrir\u00e0 l\u2019occasione di avventurarsi nel deserto al seguito di una carovana e di eseguire una serie di disegni, acquerelli e dipinti come il celebre <em>Il simun nel deserto<\/em>. Raffaele Carelli e Filippo Palizzi, invece, accompagnando esponenti dell\u2019aristocrazia, documenteranno le visioni archeologiche e le suggestioni etniche vissute dai loro committenti. Gi\u00e0 nel 1834, infatti, il nobile William Spencer, sesto duca di Chatsworth aveva reclutato Carelli a Napoli per documentare le vestigia classiche in Sicilia e a Malta. E cinque anni dopo, nel 1839 insieme con l\u2019architetto giardiniere Joseph Paxton, la meta perseguita sarebbe stata l\u2019Oriente. Seguendo la volont\u00e0 del committente, Carelli avrebbe dovuto realizzare tre dipinti al giorno ma, la parte predominante oggi documentata nelle collezioni di Devonshire \u00e8 rappresentata soprattutto, come la pratica dal vero richiede, da disegni ed acquerelli di vivace immediatezza e spirito romantico tipico della Scuola di Posillipo.<\/p>\n<p>Ed oggi, in che modo possiamo osservare i dipinti orientalisti e comprenderne l\u2019essenza ed il fascino complesso che continuano a esercitare? Se tale corrente non rappresent\u00f2 l\u2019Oriente come realmente era ma come l\u2019Occidente immaginava, temeva o desiderava che fosse, allora il nostro sguardo credo dovrebbe essere accompagnato da un sentimento di nostalgico disincanto quale \u00e8 quello generato dall\u2019eterna illusione di credere che la nostra civilt\u00e0 mediterranea sia stata ai suoi albori certamente pi\u00f9 seducente di quella attuale. La pittura, dunque, come la letteratura, la poesia e, parallelamente, la musica, assolvendo all\u2019originaria vocazione di arti sorelle, rappresentano il lasciapassare ideale, il mezzo pi\u00f9 adatto a recuperare la quintessenza di un luogo decifrandone, fosse anche la prima volta che ne solchiamo il suolo, il misterioso spirito, ci\u00f2 che comunemente \u00e8 noto come il <em>genius loci<\/em>.<\/p>\n<p>Ecco dunque che le opere realizzate dai pittori romantici orientalisti animate da harem o minareti, fez e seducenti odalische, hanno compiuto il prodigio di fermare il tempo. Un tempo che non abbiamo vissuto ma che \u00e8 necessario e vitale evocare poich\u00e9 racchiude una serie di significati storici, culturali e simbolici che ci invitano a riflettere su epoche, tradizioni, atmosfere, memorie visive e identit\u00e0 oramai perdute. Sono finestre su un altrove che aiutano ad instaurare un dialogo pi\u00f9 consapevole tra culture diverse proprio per assicurare un futuro al nostro passato. E, come un passante che smarrita la strada, distratto dal transito dei propri pensieri, tutto a un tratto riconosca nel proprio campo visivo una sagoma o un\u2019insegna a lui cara, ammirando una di queste opere avvertiremo la sensazione di riassaporare qualcosa di profondamente familiare assimilabile all\u2019incontro con un vecchio amico d\u2019infanzia non pi\u00f9 visto da tempo. Un amico appena tornato da un lungo viaggio, capace di rivelarci con i propri racconti ci\u00f2 che un tempo siamo stati e non ricordiamo pi\u00f9.[\/vc_column_text][vc_single_image media=&#8221;33972&#8243; caption=&#8221;yes&#8221; media_lightbox=&#8221;yes&#8221; media_width_percent=&#8221;50&#8243; uncode_shortcode_id=&#8221;182863&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text uncode_shortcode_id=&#8221;137609&#8243;]di Elisabetta Matteucci da Il Giornale dell&#8217;Arte, gennaio 2026 [\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text uncode_shortcode_id=&#8221;256306&#8243;]Dagli albori della letteratura cos\u00ec come della pittura, scrittori, poeti ed artisti hanno sempre immaginato paesi lontani e favolosi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-33971","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - 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