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	<title>caschi blu e nucleo operativo di tutela patrimonio carabinieri Archivi - Istituto Matteucci</title>
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	<description>Studio e catalogazione dell&#039;arte italiana del XIX secolo</description>
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		<title>L&#8217;Italia lancia a Firenze il primo G7 della cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Istituto Matteucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Apr 2017 05:41:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[G7 Firenze e tutela patrimonio storico-culturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Antonello Cherchi, da Il Sole 24 Ore, 27 marzo 2017 &#160; &#160; &#160; “…Dopo quella della droga e delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.istitutomatteucci.it/l-italia-lancia-a-firenze-il-primo-g7-della-cultura/">L&#8217;Italia lancia a Firenze il primo G7 della cultura</a> proviene da <a href="https://www.istitutomatteucci.it">Istituto Matteucci</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Antonello Cherchi, da Il Sole 24 Ore, 27 marzo 2017</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-10454"></span></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">“…Dopo quella della droga e delle armi – spiega il generale Fabrizio Parrulli, a capo dei Carabinieri di tutela del patrimonio culturale&nbsp; &#8211; il traffico delle opere d’arte rubate e contraffatte è uno dei più rilevanti”. Solo i recuperi effettuati l’anno scorso all’estero dal nucleo hanno un valore di circa 40 milioni. Due fronti – quello del contrasto al furto di opere d’arte el’altro, più generale, di tutela del patrimonio storico-artistico – che verranno dibattuti nel G7. Anche riguardo ai furti, infatti, la sinergia internazionale diventa sempre più stringente, perché si riducono i luoghi fisici di smercio dei reperti rubati.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">“I maggiori flussi – aggiunge Parrulli, che al G7 svolgerà una relazione – viaggiano sulle piattaforme digitali”. Il traffico di opere d’arte è diventato più sofisticato: “Anche se gli autori dei furti sono spesso persone senza un’organizzazione criminale alle spalle – afferma il comandante del nucleo di tutela – ora c’è meno “leggerezza” nella gestione delle vendite. Anche perché rispetto al passato i musei prestano maggiore attenzione ai reperti che si mettono in casa. Gli acquirenti, dunque, sono soprattutto privati”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Per contrastarlo l’Italia può contare su una banca dati unica al mondo, dove sono catalogate 1,2 milioni di opere finite nel corso degli anni sul mercato clandestino, compresi i reperti rubati all’estero e segnalati dall’Interpool e dalle altre polizie straniere. Nell’archivio sono, inoltre, censite 6 milioni di opere che, a vario titolo, sono gravitate nell’attività di controllo dei Carabinieri.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">E’ attraverso lo scambio di tali informazioni che si può realizzare una sempre più efficace tutela del patrimonio culturale mondiale. Così come attraverso l’attivazione di strumenti quali i Caschi blu della cultura, esperienza che il nostro Paese illustrerà al G7. L’operazione ha preso spunto da un altro incontro internazionale, quello di 83 ministri della cultura tenutosi a Milano, nell’agosto 2015 durante l’Expo, quando venne sottoscritta la dichiarazione per la difesa del patrimonio culturale dalle guerre.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I Caschi blu, che a ottobre 2015hanno avuto il benestare dell’Unesco, sono ora una realtà, tanto più che nei giorni scorsi hanno ricevuto anche l’avallo di una risoluzione italo-francese, votata all’unanimità &nbsp;dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con la quale si condanna la distruzione e il saccheggio del patrimonio mondiale&nbsp; e si chiede di prevedere una componente culturale nelle missioni di pace Onu.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I Caschi blu della cultura sono già operativi. Sono una forza di pronto intervento formata da 30 Carabinieri del nucleo di protezione del patrimonio e da altrettanti tecnici del ministero dei Beni culturali. L atask force può intervenire in ambito internazionale e sul fronte interno. “La nostra prima operazione, tuttora in corso, è stata &#8211; commenta &nbsp;Parrulli – nelle zone del terremoto lo scorso agosto. Abbiamo recuperato e messo in sicurezza oltre 13mila opere. Si avvicina anche l’impegno internazionale, perché stiamo mettendo a punto con il Governo iracheno un accordo bilaterale che ci permetta di operare in quel Paese. Lo faremo come unità nazionale che lavora a favore dell’Unesco. Perché, invece , si possa intervenire sotto l’egida dell’Unesco ci vorrà ancora un po’ di tempo. Il ministero degli Esteri ci sta lavorando”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.istitutomatteucci.it/l-italia-lancia-a-firenze-il-primo-g7-della-cultura/">L&#8217;Italia lancia a Firenze il primo G7 della cultura</a> proviene da <a href="https://www.istitutomatteucci.it">Istituto Matteucci</a>.</p>
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