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	<title>vendita capolavori in guerra Archivi - Istituto Matteucci</title>
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	<description>Studio e catalogazione dell&#039;arte italiana del XIX secolo</description>
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		<title>Storia dell&#8217;arte in guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Istituto Matteucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 05:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie ad Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Opere d'arte in vendita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marco Carminati, Il Sole 24 Ore 6 aprile 2014 &#160; Immaginiamo che uno spettatore un po&#8217; deluso dal film [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.istitutomatteucci.it/storia-dell-arte-in-guerra/">Storia dell&#8217;arte in guerra</a> proviene da <a href="https://www.istitutomatteucci.it">Istituto Matteucci</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Carminati, Il Sole 24 Ore 6 aprile 2014</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><span id="more-10358"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br data-mce-bogus="1" /></strong>Immaginiamo che uno spettatore un po&#8217; deluso dal film <em>Monuments Men</em> esca dal cinema però tutto infervorato dall&#8217;argomento e corra in libreria per approfondire il tema dell&#8217;arte messa in pericolo dalle guerre. oltre al libro bellissimo di Robert&nbsp; M. Edsel <em>Monument Men</em>&nbsp; (Sperling &amp; Kupfer), da cui il film di George Clooney è tratto, sugli scaffali potrà trovare fresche di stampa due biografie di Rodolfo Siviero (di Francesca Bottari per Castelvecchi e di Luca Scarlini per Skira) assieme alle peripezie del tesoro di Montecassino brillantemente raccontate da Benedetta Gentile e Francesco Bianchini (Le Lettere), e forse trovare ancora disponibile l&#8217;avvincente <em>Salvate Venere</em> di Ilaria Dagnini Brey (Mondadori). In arrivo sugli scaffali sono, inoltre, libri come <em>Operazione Salvataggio</em>, <em>Gli eroi sconosciuti che hanno salvato le opere d&#8217;arte dalle guerre</em> di Salvatore Giannella (Chiarelettere, in libreria il 30 aprile) e il secondo volume dei <em>Monuments Men. Missione Italia</em> di Robert M. Edsel (Sperling &amp;Kupfer in libreria il 27 maggio).</p>
<p>Sembra molto ma è ancora poco. Sul vasto argomento dell&#8217;arte messa in pericolo dalle guerre sono stati scritti libri memorabili, oggi di difficile reperibilità, come ad esempio <em>I furti d&#8217;arte </em>di paul Wescher (Einaudi), dedicato alle spoliazioni napoleoniche, oppure <em>The rape of Europa</em> di I.H.Nicolas, sulle razzie del Terzo Reich, o ancora <em>Lost Treasure in Europe</em> di H. La Farge, sulla situazione dell&#8217;arte alla fine del conflitto. A tutto ciò andrebbero aggiunti i diari di Rose Valland, Palma Bucarelli, Rodolfo Siviero e Pasquale Rotondi, editi tra il 1960 e il 2000.</p>
<p>Siamo scesi nel dettaglio. Ma chi volesse farsi velocemente un&#8217;idea generale sul tema, che cosa dovrebbe leggere? la risposta è facile: il piccolo, delizioso libretto appena pubblicato da sergio Romano per la collana &#8220;Sms&#8221; di&nbsp; Skira con il itolo che va diretto al tema:<em> L&#8217;Arte in guerra</em>.</p>
<p>Redatto con chiarezza e sintesi esemplari, quest&#8217;aureo libretto definisce subito il campo d&#8217;azione cronologico (dalla Rivoluzione francese ai nostri giorni) mettendo a fuoco momenti e temi di particolare rilevanza, come l&#8217;Età napoleonica, il Risorgimento italiano, i saccheggi coloniali, la politica artistica di Hitler, la Guerra civile spagnola, la Prima e soprattutto la Seconda guerra mondiale, le restituzioni alla fine del conflitto.</p>
<p>Dovendo lavorare di sintesi, il libro definisce subito anche i &#8220;moventi&#8221; che hanno scatenato la caccia alle opere d&#8217;arte durante le guerre. Sono sostanzialmente due, in forte contrapposizione: primo, la conquista dell&#8217;arte (amata e adorata) quale simbolo del potere e del prestigio di chi la detiene e dunque premio per la vittoria; secondo, la rapina e distruzione dell&#8217;arte in quanto simbolo (odiato e disprezzato) dell&#8217;esecrando nemico.</p>
<p>L&#8217;arte in guerra è sempre stata una duplice vittima, di chi l&#8217;ha distrutta durante i conflitti e di chi, approfittando della vittoria, se ne è impossesssato come simbolo del trionfo. E questo da sempre, come sottolinea Sergio Romano, citando casi antichi ed emblematici quali la sottrazione della Menorah dopo la conquista di Gerusalemme o il furto dei cavalli di san marco dopo il saccheggio di Costantinopoli.</p>
<p>A questo punto si entra nell&#8217;alveo della storia. Durante la prima fase della Rivoluzione francese, le opere d&#8217;arte corsero pericoli gravissimi perchè, caricate di forti valenze ideologiche, vennero sommariamente considerate simboli dell&#8217;odiato Antico regime e pertanto brutalmente assaltate e distrutte (il volume racconta il caso tristissimo delle statue della facciata di Notre-Dame a Parigi). Per fortuna, qualche anno più tardi, i rivoluzionari cambiarono radicalmente rotta ideologica: l&#8217;arte &#8211; seppur creata durante le odiate monarchie &#8211; doveva essere ora salvaguardata ed esposta in pubblici musei, a servizio dell&#8217;educazione del popolo e quale simbolo della conquistata libertà.</p>
<p>Napoleone si mosse in quest&#8217;ottica attivando il più grande trasloco di opere d&#8217;arte della storia. A seguito delle campagne militari, il generale convogliò su Parigi i tesori artistici delle nazioni &#8220;liberate&#8221; dalle antiche tirannie. Com&#8217;è risaputo, l&#8217;Italia e i suoi staterelli diedero un contributo enorme alla &#8220;bella idea&#8221;, che però &#8211; tramontata la stella di Napoleone &#8211; venne ritenuta del tutto illegittima. Nel 1815 le nazioni europee si organizzarono per avviare la stagione dei &#8220;recuperi&#8221;, facendo tornare in patria le opere d&#8217;arte asportate dai francesi.</p>
<p>Nella seconda metà dell&#8217;Ottocento, l&#8217;Europa incrementò un tipo di saccheggio artistico finito oggi un po&#8217; in ombra, ma che il libro di Romano non dimentica: quello legato alle guerre coloniali. L&#8217;Asia e l&#8217;Africa sono state letteralmente setacciate dagli europei e il frutto di queste &#8220;rapine&#8221; si trova oggi tranquillamente esposto nei musei &#8220;orientali&#8221; e &#8220;etnologici&#8221; di Parigi, Bruxelles, Roma, Venezia, Lione, Londra eccetera. </p>
<p>Sergio Romano ci ricorda anche un&#8217;altra storia poco nota, quelle delle rivendicazioni artistiche dell&#8217;Italia Unita nei confronti dell&#8217;Austria, che &#8211; si era portata via un sacco di opere d&#8217;arte importanti come, ad esempio, la <em>Bibbia di Borso d&#8217;Este</em> da Modena.</p>
<p>Il libro dedica spazio alle peripezie delle opere d&#8217;arte durante la Guerra di Spagna, indaga la fame patologica di prodotti artistici espressa personalmente da Hitler e da Goering, ricostruisce la nascita delle loro folli collezioni, frutto di vendite coatte e di furti a danno degli stati occupati e delle comunità ebraiche decimate.</p>
<p>Durante l&#8217;ecatombe del secondo conflitto mondiale, anche sul fronte dell&#8217;arte si poterono distinguere due &#8220;eserciti&#8221; contrapposti: da un lato i tedeschi, con il loro &#8220;kunstschutz&#8221;, un corpo creato per &#8220;salvare&#8221; i capolavori dell&#8217;Europa e dell&#8217;Italia dalle mani dei &#8220;barbari&#8221; alleati trasferendoli in Germania e Austria e nascondendoli in tunnel ferroviari e miniere. Dall&#8217;altro i &#8220;Monuments Men&#8221; alleati, che salvarono a loro volta gli stessi capolavori andandoseli a riprendere nei nascondigli tedeschi e restituendoli ai legittimi proprietari. Al contrario dei russi, che ritennero i bottini artistici di guerra sottratti ai nazisti un loro sacrosanto diritto, per cui prelevarono molte opere d&#8217;arte dalla Germania e le portarono in Russia, nascondendole alla vista per decenni, come nei celebri casi della <em>Madonna Sistina</em> di Raffaello e del <em>Tesoro di Priamo</em>.</p>
<p>Oggi i pericoli sono finiti? No, dice sergio Romano: laddove ci sono disordini e guerre (Siria, Irak, Egitto eccetera) anche l&#8217;arte, purtroppo, è sempre in guerra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.istitutomatteucci.it/storia-dell-arte-in-guerra/">Storia dell&#8217;arte in guerra</a> proviene da <a href="https://www.istitutomatteucci.it">Istituto Matteucci</a>.</p>
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