Dizionario degli Artisti

Qui di seguito sono elencati gli artisti censiti nella Banca dati dell'Istituto Matteucci. Ad ogni nome corrisponde una serie di dipinti archiviati, di cui l'Istituto, dietro richiesta, è in grado di trasmettere copia della relativa scheda. Ciò risponde alla volontà di mettere a disposizione di studiosi, mercanti d’arte, collezionisti o semplici appassionati uno strumento agile e efficace per soddisfare le diverse esigenze legate al mondo dell’arte, prima fra tutte l’approfondimento dell’attività di pittori, scultori, incisori, fotografi etc. Il “Dizionario degli artisti” si propone, quindi, come repertorio ragionato di nomi, talvolta accompagnati, se contrassegnati da asterisco, da biografia e da alcuni esempi di firma.


Le biografie sono tratte dal Dizionario degli artisti curato da Cristina Bonagura, parte integrante dell’opera Pittori & pittura dell’Ottocento italiano (1996-1997) coordinata da Giuliano Matteucci con la collaborazione di Paul Nicholls  e realizzata dalle Redazioni Grandi Opere dell’Istituto Geografico De Agostini, alle quali va il sincero ringraziamento dell'Istituto Matteucci per aver autorizzato la diffusione in rete dei testi.

Cingolani Giovanni*

CINGOLANI GIOVANNI
Montecassiano (Macerata) 1859 - Santa Fe (Argentina) 1932
Compiuti i primi studi sotto la guida del conterraneo A. Jachini, si perfezionò all'Accademia di Perugia con G. Moretti e V. Baldini, apprendendo anche l'arte del restauro. Trasferitosi a Roma dopo il 1880, svolse un’intensa attività in Vaticano, sia come ritrattista sia come restauratore. Intorno al 1890 iniziò una delle sue opere di maggior impegno che presentò, insieme a un San Lorenzo, all'Esposizione Marchigiana di Macerata del 1905: il Torquato Tasso che presenta la Gerusalemme Liberata all'Accademia dei Catenati (Macerata, Palazzo della Prefettura), legato agli esempi romani della pittura di ricostruzione storica. Lasciò diverse opere a Macerata (Ritratti, in Villa Pampinoni) e a Montecassiano (Autoritratto, Salone del Priorato; affreschi nella cappella Ferri, Cimitero) e a Pollenza (affreschi nella chiesa di San Biagio). Nel 1909 Cingolani si trasferì in Argentina dove diresse una scuola d'arte.
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