Dizionario degli Artisti

Qui di seguito sono elencati gli artisti censiti nella Banca dati dell'Istituto Matteucci. Ad ogni nome corrisponde una serie di dipinti archiviati, di cui l'Istituto, dietro richiesta, è in grado di trasmettere copia della relativa scheda. Ciò risponde alla volontà di mettere a disposizione di studiosi, mercanti d’arte, collezionisti o semplici appassionati uno strumento agile e efficace per soddisfare le diverse esigenze legate al mondo dell’arte, prima fra tutte l’approfondimento dell’attività di pittori, scultori, incisori, fotografi etc. Il “Dizionario degli artisti” si propone, quindi, come repertorio ragionato di nomi, talvolta accompagnati, se contrassegnati da asterisco, da biografia e da alcuni esempi di firma.


Le biografie sono tratte dal Dizionario degli artisti curato da Cristina Bonagura, parte integrante dell’opera Pittori & pittura dell’Ottocento italiano (1996-1997) coordinata da Giuliano Matteucci con la collaborazione di Paul Nicholls  e realizzata dalle Redazioni Grandi Opere dell’Istituto Geografico De Agostini, alle quali va il sincero ringraziamento dell'Istituto Matteucci per aver autorizzato la diffusione in rete dei testi.

Riolo Vincenzo *

RIOLO VINCENZO
Palermo 1772 - 1837
Allievo in patria di F. Sozzi e A. Manno, proseguì gli studi a Roma (1792-1798) dove si formò allo stile nobile e severo del Neoclassicismo di J. B. Wicar e V. Camuccini. Rientrato a Palermo, lavorò a opere di carattere devozionale (Crocifisso e la Vergine dolente, 1799, chiesa dell'Addolorata, Milazzo) e, pur legato da parentela con l’affermato G. Velasco, stentò a inserirsi nel circuito della committenza ufficiale (Storie di Ruggero, salone delle Udienze, Palazzo Reale, Palermo). Fra il 1805 e il 1809 lavorò nella camera Ercolanea e nella sala Pompeiana della Palazzina Cinese (parco della Favorita, Palermo), dove eseguì affreschi e tele con soggetti mitologici e allegorici, manifestando un'elegante sensibilità per l’antico. Temi mitologici e letterari compaiono anche nei bozzetti conservati presso la Galleria Civica d'Arte Moderna di Palermo, caratterizzati da un linguaggio sintetico e dalla scelta di poche tonalità brune fortemente chiaroscurate (La Notte). Nelle opere tarde (Maddalena penitente, Pastore con zampogna, Palermo, Galleria Civica d’Arte Moderna) adottò una forma accademica dalle sapienti stesure levigate. Nel 1827 succedette a Velasco nella direzione della Scuola del Nudo presso l'università di Palermo.
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