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Cusani Alessandro Carlo*

CUSANI ALESSANDRO CARLO
Genova 1815 - 1864
Aristocratico di origine lombarda, legato all'ambiente industriale genovese e alla cultura anglofila, fu pittore e architetto dilettante. Negli anni '40 partecipò ad alcune mostre dell’Accademia Ligustica (1843, 1844 e 1846), esponendo paesaggi di gusto romantico con implicazioni realiste (oggi dispersi). Ai modelli anglosassoni e alla impostazione romantica va anche riferita l’unica opera di architettura che gli è attribuita, cioè la nota villa neogotica costruita per Orso Serra a Comago (Sant'Olcese in val Polcevera).


Cusa Michele*

CUSA MICHELE
Rimella (Vercelli) 1799 - 1872
Di origine valsesiana fu allievo di G. Avondo alla Scuola di Disegno di Varallo e poi di G. Mazzola a Brera; fra il 1828 e il 1832 usufruì del pensionato del Regno Sardo a Roma. Rientrato a Torino fu coinvolto nei lavori per il Palazzo Reale voluti da Carlo Alberto, che gli commissionò due ritratti dei Savoia per la sala del Consiglio (Il Venerabile Pietro, La Beata Margherita), tre tele per la galleria del Daniele e tre soggetti storici per la sala del Caffè (Caterina Segurana, Pietro Micca, Carlo Emanuele I giovinetto incontra S. Carlo Borromeo). La sua affermazione torinese venne sancita dalla Mostra di Industria e Arte del 1838 dove espose anche una copia da G. Ferrari e Giovane donna di Albano, allusivo al periodo degli studi romani. Fu ancora presente alla Promotrice di Torino nel 1842 (Il Tempo che seco porta Amore, Contadina romana, Affetto materno) e nel 1843 (Testa del Redentore). Ormai impostosi nell’ambiente accademico torinese quale erede del conterraneo Mazzola, fu prima segretario dell’Albertina e dal 1850 professore di figura. In seguito la sua fortuna venne calando per la rilevata arretratezza stilistica delle sue opere (Martiri cristiani nel circo, 1856, Varallo, Pinacoteca Civica). Il fratello Francesco (Rimella 1803 - Torino 1850), anch’egli formatosi a Roma, con il pensionato Caccia di Novara, e qui premiato dall’Accademia di San Luca, fu autore di dipinti di ispirazione accademica (ancona della chiesa di Ferrera di Cravagliana, Vercelli; Ascensione di Gesù nel presbiterio della chiesa di Rimella) e di ritratti (Il Duca Ferdinando di Genova, Varallo, Società d’Incoraggiamento).


Curtis Raffaele*

CURTIS RAFFAELE
Venezia 1859 - ?
L’artista ritrasse, soprattutto ad acquerello, paesaggi e brani di vita di paesi esotici, seguendo un gusto largamente diffuso all’epoca. Alla mostra di Venezia del 1887 inviava uno Studio dal vero, Scirocco, Ricordi di Tangeri, Cigarreras sevillanas e Acquasanta, dove era raffigurato un animato interno della basilica di San Marco. Alla mostra della Società delle Belle Arti di Firenze del 1896-1897 partecipò presentando le opere Bazar in Birmania, Studio in Algeria e Schizzo a Tangeri.


Cuppini Giuseppe*

CUPPINI GIUSEPPE
Ravenna 1750 - 1843
Dopo una prima formazione artistica a Bologna, si recò a Roma dove si specializzò negli studi di architettura e ornato e nella progettazione di apparati funebri e celebrativi. Rientrato nella città natale, vi svolse una lunga attività didattica presso l’Accademia di Belle Arti. Delle sue numerose opere, affreschi e quadri con vedute prospettiche ed elaborate decorazioni di gusto piranesiano, ci sono pervenuti solamente gli affreschi della tribuna della chiesa ravennate di Santa Maria Maddalena (Gesù che resuscita Lazzaro e La Maddalena penitente, 1784) e quelli della chiesa della Madonna del Torrione a Ravenna, eseguiti nell'ultimo scorcio del XVIII secolo.


Crosti Giuseppe*

CROSTI GIUSEPPE
Attivo a Città di Castello (Perugia) all'inizio del XIX secolo
Noto soprattutto per la sua attività didattica, ebbe fra i suoi allievi artisti come i fratelli Chialli, V. Barboni, N. Consoni. Crosti lasciò testimonianza della propria modesta produzione nelle decorazioni di alcuni soffitti del Palazzo Vescovile di Città di Castello (1801) raffiguranti scene ispirate alla mitologia e alla storia antica (Incendio di Roma) e nella serie di “uomini illustri”, fra cui il Ritratto di Ferdinando Betti (1830, Città di Castello, Pinacoteca Comunale).


Crosa Giovanni Battista*

CROSA GIOVANNI BATTISTA
Attivo a Torino fra il 1859 e il 1882
Le rare notizie lo dicono torinese, emigrato giovanissimo nell’America Latina e vissuto tra San Paolo del Brasile e l'Avana, dove seppe farsi apprezzare per la sicurezza del disegno e il fine uso del colore (Donna che versa da bere, Genova, Galleria di Palazzo Rosso). Crosa è poi documentato nei cataloghi delle esposizioni della Società Promotrice di Torino, con soggetti prevalentemente storici, negli anni '60 (1859, La ridda dei morti; 1860, La convalescenza di un soldato francese in Italia; 1864, Machiavelli in esilio) e con quadri di genere durante gli anni '80 (1881, Un brindisi; 1882 Cantami una canzone d’amore).


Croff Luigi*

CROFF LUIGI
Milano 1806 - 1885
Frequentò l’Accademia di Brera e studiò privatamente con P. Palagi. Dopo essersi aggiudicato, nel 1831, un premio straordinario per il concorso di figura di Brera con Solone prima di partire per l'Egitto fa giurare le sue leggi agli ateniesi (Milano, Pinacoteca di Brera), dipinse prevalentemente composizioni storiche, come Oberto Pallavicini caccia gli inquisitori da Milano e Giuramento della lega lombarda in Pontida (esposti a Brera, insieme ad altre sette tele nel 1837) e quadri di soggetto religioso (S. Gerolamo nel deserto, eseguito su commissione di P. Marchesi). Nella sua opera si avvertono gli influssi della migliore scuola accademica milanese.


Croci Ernesto*

CROCI ERNESTO
Trieste 1857 - 1943
Fu paesaggista, annoverato accanto ai più noti triestini G. Barison, G. Grimani e G. Zangrando e come gli altri legato alla corrente verista. Fu in amicizia con C. Wostry e frequentò il Circolo Artistico Triestino, par-tecipando alla prima esposizione (1890, Mercato). Oltre che a Trieste (1891, due Studi) fu presente alle rassegne di Basilea, Zurigo, Vienna, Graz e Dresda. Nei suoi paesaggi è sempre presente una forte componente verista (Paesaggio, 1902, Trieste, Museo Revoltella).


Criscuolo Antonio*

CRISCUOLO ANTONIO
Mesagne (Taranto) 1813 - Taranto 1871
Dopo aver frequentato l’istituto di Belle Arti di Napoli, dove si era distinto alla Scuola del Nudo, fece ritorno nel paese natale e, in seguito, si trasferì a Taranto, dedicandosi all’insegnamento del disegno. È ricordato come autore di dipinti a soggetto sacro, di ritratti, specie di ecclesiastici (Ritratto dell'Arcivescovo Rotondo, Ritratto di monsignor Blundo), di paesaggi e di miniature su avorio. Come decoratore realizzò il telone e gli affreschi del teatro d'Ayala di Taranto e come restauratore intervenne nel 1864 nella cupola della cappella di San Cataldo nella cattedrale di Taranto. Si cimentò con discreto successo anche nell’esecuzione di quadri di genere, come sembrerebbe attestare il premiato Ragazzi che giocano a gatta cieca, citato dalla letteratura locale.


Crico Antonio*

CRICO ANTONIO
Pedavena (Bellnno) 1835 - 1899
Dopo i primi studi di disegno a Feltre con il veneziano G. Cipelli, si iscrisse nel 1854 all’Accademia di Venezia ai corsi di M. Grigoletti per trasferirsi, nel 1859, in quella di Firenze dove fu discepolo di G. Dupré e di A. Costoli. Ardente patriota, partecipò alla guerra del 1859 come volontario, e alla campagna del 1866 con i garibaldini. Rientrato a Feltre nel 1868, per un periodo insegnò disegno a Belluno. Negli anni '70 intraprese un lungo viaggio in Sudamerica eseguendo numerosi ritratti oggi dispersi. Nel poco spazio che l'artista lasciò alla pratica pittorica, si dedicò di preferenza ai ritratti e ai soggetti religiosi: fra le poche opere note è l’Autoritratto (Feltre, Museo Civico), la Pala nella Parrocchiale di Pedavena e gli affreschi della chiesa di Seren.


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