Crespolani Camillo*
CRESPOLANI CAMILLO
Modena 1798 - 1861
Frequentò i corsi di ornato (1821) e di figura (1824) dell'Atestina di Modena diretta da G. M. Soli. Nel 1825 ca. si trasferì a Milano per perfezionarsi con A. Sanquirico. Alternò la produzione scenografica per i teatri di Modena (scenografie per l’Edoardo di Rossini, 1827) e Reggio nell'Emilia, ricostruibili attraverso bozzetti (Venezia, Fondazione Cini), a cicli decorativi realizzati a Modena, in edifici religiosi (San Giorgio, 1831; San Barnaba, 1838; Terziarie di San Domenico, 1847 ca.) e civili (Casa Molinari). Nei quadri da cavalletto (Paesaggio e Autoritratto, entrambi a Modena, Museo Civico) predilesse un’impostazione di sapore neoclassico. Dal 1837 insegnò ornato e scenografia all'Accademia modenese.
Crema Camillo Felice*
CREMA CAMILLO FELICE
Attivo in Piemonte nella seconda metà del XIX secolo
Di origine piemontese, trattò essenzialmente soggetti ispirati a luoghi e costumi orientali, in linea con il gusto dell’ultimo ventennio del secolo e si fece apprezzare per la capacità di evocare atmosfere esotiche, soprattutto attraverso l'uso del colore. A Roma, nel 1883, l'artista presentò La porta di una moschea a Tangeri e all’Esposizione Generale di Torino del 1884 La Torre di Hassan a Rabat (Marocco).
Cravosio Rosalia*
CRAVOSIO ROSALIA
Attiva a Torino fra il 1843 e il 1864
Il suo nome comparve fra il 1843 e il 1864 nei cataloghi delle esposizioni annuali della Promotrice torinese dove agli esordi presentò copie da maestri olandesi del Seicento. Nel 1848 propose una Damigella che ricama, mezza figura d'invenzione: fu il primo esempio di una tipologia, quella delle mezze figure femminili con riferimenti sentimentali, talora tratte dal repertorio storico-romanzesco più noto, divenuta col tempo caratteristica del repertorio della pittrice (1850, Una gentildonna del Medio Evo, acquistato dalla regina di Sardegna, Maria Teresa; 1853, Un soave pensiero, Torino, Palazzo Reale). Nel 1859 espose, pure alla Promotrice, Margherita Pusterla in prigione e nel 1862 una Laudomia in attesa di Lamberto, dal Nicolò de'Lapi di M. d'Azeglio.
Craveri Luigi*
CRAVERI LUIGI
Parigi 1865 - Torino? 1898
Di padre piemontese, iniziò gli studi di pittura a Riva di Trento, li proseguì a Torino presso l’Accademia Albertina e si perfezionò nello studio del paesaggio a Milano con F. Carcano. Dal 1886 compì un soggiorno di quattro anni a Parigi dove eseguì le numerose vedute con le quali si presentò in seguito alle mostre di Genova (1886, N. S. di Parigi vista dal ponte d'Austerlitz), Venezia (1887, Il canale della Bastiglia), Milano (1888, Il Trocadéro visto dal ponte de Jour, La Senna dal ponte d'Austerlitz; 1890, Paludi di Boney presso Parigi) e Torino (1891, Tramonto-dintorni di Parigi). Accanto ai soggetti francesi comparvero alle stesse esposizioni paesaggi montani, delle Alpi e delle valli del Trentino, vedute dei dintorni di Torino, della città di Milano, dei porti di Napoli e Palermo.
Cozza Liberale*
COZZA LIBERALE
Venezia 1768 - 1821
Artista autodidatta, apprese i primi rudimenti dal veneziano G. Tosolini, esercitandosi autonomamente sui calchi della Raccolta Farsetti, studio grazie al quale ottenne dallo stesso collezionista il premio per il miglior disegno dell'Apollo del Belvedere. Nella sua articolata produzione pittorica, che però è ancora in attesa di essere indagata, viene ricordato un ricco nucleo di vedute veneziane, prese dal vero e animate da figure e dipinti di soggetto storico-biblico (Augusto e Cleopatra, Incontro di Saul con Samuele). I quadri di tema sacro, di cui si conservano numerosi esemplari, sono caratterizzati da un disegno accurato e da un cromatismo brillante (Santi Luigi Gonzaga e Stanislao Kostka, 1815, chiesa di San Fantino, Venezia; Santi Andrea e Lorenzo con ostensorio, 1818, Parrocchiale di Gosaldo, Belluno; San Luigi Gonzaga, chiesa di San Tommaso, Venezia). Isolato rispetto all’ambiente artistico ufficiale, Cozza si dedicò all’insegnamento privato ed ebbe fra i suoi allievi L. Lipparini.
Covi Cesare*
COVI CESARE
Trento 1872 - 1923
Nel 1889, alla morte del padre, si trasferì a Milano per frequentare l’Accademia di Brera, allievo di G. Mentessi e R. Casnedi. Proseguì i suoi studi a Firenze all’istituto di Belle Arti e in seguito a Roma; ancora nel 1896 ottenne una cospicua borsa di studio dalla Contea Principesca del Tirolo. Espose i suoi paesaggi a Milano, alla Permanente del 1892 (Sera) e alle triennali del 1894 e del 1897 (Paesaggio, Solitudine campestre) e alla Nazionale del 1906 (Regata, Pastorale); nel 1898 inviò a Torino Piazza del Duomo di Trento. Nel 1904 decorò Casa Scotoni a Trento e Villa Garbari a Mesiano.
Cottrau (Cottrò) Felice*
COTTRAU (COTTRÒ) FELICE
Parigi 1799 - 1852
Giunto a Napoli con il padre Guglielmo, segretario a vita dell’Accademia di Belle Arti e ben introdotto nell'ambiente artistico partenopeo, fu allievo di C. Angelini. Partecipò alla prima mostra borbonica del 1826 con alcune opere tra le quali la Pesca sotto il Castel dell'Ovo (1824, coll. privata; replica, 1826, Napoli, Museo di Capodimonte) dove sono evidenti la predilezione per l’invenzione romantica e l’uso di accentuate variazioni luministiche. La scelta di luci teatrali, condivisa da altri francesi attivi a Napoli come J. Franque (Veduta di giardino con grotta, Napoli, Questura). Nel 1827 espose al Salon di Parigi come ritrattista e pittore di storia. Dopo una sosta a Roma nel 1830 e un viaggio all’Aja nel 1834 si trasferì a Parigi dove prese parte ai Salon fino al 1845.
Cotti Antonio Maria*
COTTI ANTONIO MARIA
Craveggia (Novara) 1840 - Masera (Novara) 1929
Ricevette i primi insegnamenti dal pittore craveggese A. Borgnis e nel 1860 espose alla Promotrice di Torino II vecchiaccio. Spostatosi a Parigi, dove frequentò l’Accademia di Belle Arti, allievo di L. Cognet, espose al Salon del 1862. Nella stessa città svolse attività di decoratore e ritrattista. Autore di quadri di genere (Confidenze, esposto a Milano nel 1881) è anche ricordato per opere di tradizione romantica (Dante deriso a Verona). Tornato in Italia si dedicò alla decorazione nelle chiese dell’Ossola, inizialmente insieme a B. Peretti e quindi con incarichi autonomi (Giudizio universale, Craveggia, Oratorio di Santa Marta).
Costa Galera Antonietta*
COSTA GALERA ANTONIETTA
Loano (Savona) 1777 - Genova 1859
Allieva di F. Alessio all'Accademia Ligustica, fu nominata membro di questo istituto nel 1809, occasione nella quale donò il suo unico dipinto oggi rimasto: un Autoritratto interessante per l'impianto iconografico che presenta la donna nella doppia veste di dama in un raffinato abbigliamento di gusto Impero e di pittrice con pennelli e tavolozza. L’artista è comunque soprattutto nota per il suo ruolo culturale e mondano nell’ambiente genovese del primo Ottocento e la sua amicizia con il V. Monti, da lei ritratto in un dipinto oggi perduto.
Costa Oreste*
COSTA ORESTE
Firenze 1851 - dopo il 1910
Fu allievo di A. Ciseri, volgendo poi i suoi interessi al ritratto e alla natura morta. Nel 1869 espose uno Studio al Circolo Artistico fiorentino e alla mostra del 1877 una Composizione di caccia. Presentò le sue nature morte all’Esposizione Italiana a Londra del 1888 e a Parigi nel 1900, ottenendo la protezione di un mercante inglese e l’apertura al collezionismo americano tramite la Galleria Lewis di Pittsburgh (Ohio). E’ noto anche per la sua attività di copista nelle gallerie fiorentine. Il fratello maggiore, Antonio (1847-1915), studiò con A. Ciseri, per poi dedicarsi alla pittura di genere e alle copie dall’antico; il figlio di questi, Emanuele (1875-1950 ca.), fu all’Accademia di Firenze fra il 1893 e il 1895 e dipinse quadri di figura, d’ambiente settecentesco e neopompeiano.
