Correnti Ambrogio*
CORRENTI AMBROGIO
Milano 1824 - Bari 1896
Artista poco noto anche alla letteratura locale, si formò a Milano dove nel 1863 espose a Brera un dipinto di ispirazione romanica (Laudomia e Lamberto), tratto dal romanzo Niccolò de' Lapi di M. d’Azeglio. I suoi rapporti con Milano sono testimoniati dalla presenza alle esposizioni fino al 1866, quando presentò la Veduta di Bari vecchia (coll. privata), nitida e puntuale ripresa dal vero. Trasferitosi nel capoluogo pugliese, dove poi risiedette stabilmente, si dedicò all’insegnamento del disegno e fondò una scuola d’arte per operai.
Corradi Corrado*
CORRADI CORRADO
Cupramontana (Ancona) 1781 - 1852
Compiuti i primi studi presso artisti locali, si perfezionò a Roma nello studio di B. Nocchi, assumendo la notevole perizia grafica documentata dal nucleo di disegni conservato presso la Biblioteca Comunale di Cupra: vi si riconosce quel disinvolto uso del linguaggio neoclassico ravvisabile anche nei ritratti (Autoritratto, coll. privata). Nel paese natale eseguì tra l'altro l'intera decorazione del teatro della Concordia (bozzetti con Petrarca contempla Laura e L'Aurora, Cupramontana, Municipio), e alcune tele con Storie di Maria (1820 ca.) nella chiesa di Santa Maria della Misericordia; altri interventi dell'artista sono ricordati a Cingoli e a Jesi.
Cornish Giovanbattista*
CORNISH GIOVANBATTISTA
Parma 1837 - 1910
Figlio del direttore di scuderia alla corte di Carlo III di Borbone, fu ammesso all'Accademia di Parma nel 1850 e in seguito proseguì i suoi studi a Firenze. Dagli anni '60 partecipò assiduamente alle esposizioni della Società di Incoraggiamento parmigiana, con soggetti letterari (1864, Margherita Pusterla, vinto dal Comune di Vicomarino, Parma; 1890, Primo incontro di Dante e Beatrice), di vena intimista (1867, Leggitrice, Comune di Trecasali, Parma) e di carattere sociale (1887, Un suicidio; 1895, Il cartello di sfida, vinto dal Ministero della Pubblica Istruzione). Delle sue notevoli doti di ritrattista resta testimonianza nell'intenso Ritratto della madre (Parma, Galleria Nazionale).
Cordiglia Carlo Felice*
CORDIGLIA CARLO FELICE
Lecce 1850 ca. - ?
Non si hanno notizie sulla formazione di questo pittore leccese che dal 1873 risultava residente a Napoli e presente alle mostre della Promotrice: nel 1875 vi espose un’opera di soggetto contemporaneo (Non solo in guerra è valoroso il soldato italiano - Episodio dell'inondazione del Tevere) e un quadro di tema sacro (La Vergine delle rose). L’anno seguente, rappresentato da F. Netti, Cordiglia inviava alla Promotrice un Angelo mio. L'artista partecipò anche all'Esposizione Nazionale di Napoli del 1877 (Sul Golgota) e a quella di Venezia del 1881 (I Martiri d'Otranto), un suo quadro di genere era conservato nella collezione Monaco di Napoli. Le fonti ricordano anche l’attività nella regione, con pale d’altare (San Vito, Parrocchiale di Lequile) e interventi decorativi (Villa Chiarella presso Monteroni di Lecce).
Cordella Giacomo*
CORDELLA GIACOMO
Fermo (Ascoli Piceno) 1824 - 1909
Appartenente a una nobile famiglia fermana, fu allievo a Roma di J. F. Overbeck e ricordato, negli anni intorno al 1850, come attivo in alcune imprese decorative (chiese di San Berardo, Santa Maria sopra Minerva, e in Vaticano). Fedele ai principi della scuola dei Nazareni, si dedicò esclusivamente all’arte sacra lasciando nella sua città opere nel duomo (Coro d'inverno), in San Domenico, nella chiesa del Carmine e nella chiesa di Santa Caterina; decorò la chiesa della Pietà con I primi episodi della vita di San Giovanni Battista.
Cordaro Gregorio*
CORDARO GREGORIO
Borgia (Catanzaro) 1848 - 1917
Tra il 1860 e il 1864 studiò a Cortale (Catanzaro) con A. Cefaly, poi fu all’Accademia di Belle Arti di Napoli, allievo dal 1868 di D. Morelli. L’indirizzo allo studio della figura e al quadro di costume è confermato da alcune opere di questi anni (Donna che legge, 1869, Catanzaro, Museo Provinciale), con le quali partecipò alle promotrici napoletane (1870) con Costume albanese, riproposto alla Mostra d’Arte Calabrese del 1912 assieme a Donna che lavora all'uncinetto (Catanzaro, Museo Provinciale). Tornato in Calabria si dedicò anche alla pittura dal vero, dei paesaggi e del folclore locale.
Cordani Alessandro*
CORDANI ALESSANDRO
Fidenza (Parma) 1860 - 1892
Studiò all'Accademia parmense con C. Barilli, passando poi all’Albertina di Torino. Da un soggiorno a Napoli compiuto nei primi anni ’80 l'artista riportò numerosi studi dal vero presentati poi a Milano nel 1883. Suoi paesaggi comparvero anche alle esposizioni di Torino (1884, Novembre) e di Genova (1885, Giornata d'ottobre; 1892, Ricordo del Porto di Genova).
Corazzi Giulia*
CORAZZI GIULIA
Fivizzano (Massa Carrara) 1866 - Firenze?
Studiò pittura con A. Cassioli, e si dedicò al ritratto e alla pittura di fiori. L'artista tenne una scuola privata di disegno, partecipando con regolarità alle esposizioni fiorentine dal 1887 al 1903 (1889, Anturium scherzerianum; 1897, Ritratto di Evelina), anno dopo il quale non si hanno più notizie della pittrice.
Coppola Egidio*
COPPOLA EGIDIO
Ripi (Frosinone) 1852 - Ascoli Piceno 1929
All'Accademia di Belle Arti di Roma fu allievo di F. Podesti e avviato alla decorazione a fresco in ricche e colte forme accademiche. Rientrato nelle Marche, lasciò sue opere ad Ascoli Piceno, nella volta della chiesa della Concezione, a Fermo, nella chiesa di San Rocco (La Vergine e Virtù teologali, San Gioacchino, San Giuseppe, La fuga in Egitto, Annunciazione) e nel palazzo oggi sede della Cassa di Risparmio. Dipinti da cavalletto sono conservati in raccolte private ascolane e due Autoritratti, tardi, nella Pinacoteca Civica di Ascoli.
Contini Giovanni*
CONTINI GIOVANNI
Parma 1828 - 1912
Nel 1850 Contini si iscrisse all’Accademia di Parma. Le fonti d’epoca, a meno che non si riferiscano a un omonimo, ricordano l’artista come dilettante di «mediocre abilità» costretto negli anni '60 a umili incarichi presso l'Accademia. E’ comunque documentata, dal 1859 al 1887, la regolare presenza di Contini alle mostre della Società di Incoraggiamento di Parma con vedute (1860, Chiesa di san Francesco), interni (1874, Teatro farnese, Parma, Galleria Nazionale) e paesaggi molto vicini ai modi dei Carmignani (1867, Paesaggio sul torrente Parma, Trecasali, Palazzo Comunale).
