Conti Antonio*
CONTI ANTONIO
Acqualagna (Pesaro) 1827 - Rimini (Forlì) 1900
Compì gli studi a Pesaro e quindi a Roma, formandosi sui modelli dei maestri del Seicento emiliano e sulla pittura marchigiana del secolo precedente. Si dedicò soprattutto a dipinti di soggetto religioso che lasciò numerosi nelle chiese del pesarese (Acqualagna, Cagli, Pergola, Novafeltria, Sant’Agata Feltria, Fermignano). Nei semplificati temi devozionali mantenne l'eleganza e la ricchezza della cultura accademica come nella Sacra Famiglia (1875) e nell’Immacolata con i Santi Rocco e Sebastiano della chiesa di San Michele Arcangelo a Macerata Feltria. Trasferitosi a Rimini, negli anni tardi Conti si occupò anche di scultura e di restauro (studi e modelli presso gli eredi).
Contestabile Niccolò*
CONTESTABILE NICCOLÒ
Pontremoli (Massa Carrara) 1759 - Firenze 1824
Figlio di un pittore quadraturista, Antonio, fu allievo a Firenze di F. Zuccarelli. Le sue prime opere note, risalenti al 1785, sono due soggetti religiosi per la chiesa fiorentina di San Paolino. Tornato a Pontremoli, acquistò presto notorietà lavorando come frescante nei palazzi neoclassici della città, che decorò con scene mitologiche. Nel 1802 si trasferì nuovamente a Firenze ottenendo commissioni per la decorazione di ville e palazzi, fra le quali l'incarico granducale per la Villa dell'Ambrogiana a Montelupo Fiorentino.
Consonni Giovanni*
CONSONNI GIOVANNI
Attivo a Milano fra il 1845 e il 1891
Formatosi all'Accademia di Brera, nel 1845 esordì all'annuale mostra braidense con quattro ritratti, ricomparendo poi a quella manifestazione in modo saltuario, ma con cospicui gruppi di opere: oltre ai ritratti presentò dipinti legati al Romanticismo storico (1847, Abboccamento di Federigo Borromeo coll'innominato; 1860, Episodio dell'assedio di Firenze del Guerrazzi). Come restauratore lavorò per la Quadreria dei Benefattori dell'Ospedale Maggiore, ove lasciò il Ritratto di Gaetano Bianchi (1852).
Conca Giacomo*
CONCA GIACOMO
Roma 1787 - 1852
Proveniente da una famiglia di artisti, frequentò i corsi dell'Accademia di San Luca vincendo più volte il premio dell'Accademia del Nudo (1805-1810) e nel 1810 il concorso Balestra con il neoclassico Achille che giura sul corpo di Patroclo (Roma, Accademia di San Luca). Nel 1812 dipinse al Quirinale La battaglia di Termopili, tre lunette di soggetto sconosciuto e Lorenzo de'Medici che accoglie i sapienti Greci. Per Pio VII eseguì nei Palazzi Apostolici La creazione della Pinacoteca Vaticana (1816, lunetta del Museo Chiaramonti) e il S. Giovanni Evangelista (1818, monocromo su modello raffaellesco, cappella Paolina). Nonostante la fama e le numerose commissioni, poche altre opere sono state identificate: la Vergine Immacolata con i SS. Gaudenzio e Carlo Borromeo (1828, cattedrale di Novara), l'Ordinazione di S. Filippo Neri (1830, chiesa di San Tommaso in Parione, Roma), Il mito di Ocresia (Palazzo Taverna, Roma), i ritratti di Paluzzo Altieri e della Principessa Marianna di Sassonia, moglie di P. Altieri (castello d'Oriolo Romano, bozzetti al Museo di Palazzo Braschi, Roma).
Comolli Ambrogio*
COMOLLI AMBROGIO
Milano 1830 - Induno Olona (Varese) 1913
Studente ai corsi serali dell’Accademia di Brera dal 1845, svolse attività di frescante (Palazzo Cantoni, Milano) e di scenografo, adottando anche la tecnica dell'acquerello. Il figlio Angelo (1863-?), allievo di G. Bertini a Brera, proseguì l'attività paterna a Milano (vestibolo e salone del Palazzo della Borsa; salone della Camera di Commercio) ma trattò parallelamente anche la ritrattistica (Ritratti, esposti alla Permanente nel 1888 e nel 1890, e alla Triennale del 1894).
Cominotti Giuseppe*
COMINOTTI GIUSEPPE
Cuneo 1792 - Torino 1833
Disegnatore del Genio Civile, giunse in Sardegna nel 1823, all'avvio dei lavori per la strada statale Carlo Felice. All'attività di architetto e di incisore fu connessa l’elaborazione di acquerelli di paesaggio e di costume, dove mostrò spiccate capacità analitiche come nella serie realizzata tra il 1825 e il 1832 (Torino, Biblioteca Nazionale), nella quale compaiono accurate descrizioni dei luoghi suggestivi dell'entroterra sardo.
Comerio Agostino*
COMERIO AGOSTINO
Locate Varesino (Como) 1784 - Recoaro (Vicenza) 1834
Figlio di Carlo Filippo, decoratore e vedutista, dal 1800 studiò all’Accademia di Brera e dal 1803 passò a perfezionarsi a quella di Roma. Nel secondo decennio dell’Ottocento fu attivo come frescante a Mantova, Verona e Vicenza, e nel 1814 fu per un breve soggiorno a Parigi e a Londra. Dal 1823 al 1828 espose alle mostre accademiche milanesi quadri di soggetto storico e religioso, dove fece uso di uno stile neoclassico venato da componenti eclettiche di varia derivazione (1824, Raffaello morente). Alla stessa epoca risale l’inizio dell’attività di ritrattista (Giovanni Battista Marietti, 1826 ca., Milano, Quadreria dei Benefattori dell'Ospedale Maggiore), con prestigiose commissioni come il Ritratto dell'imperatrice Maria Teresa (1833-34, Milano, Biblioteca Nazionale di Brera). Si dedicò anche alla scultura e all'incisione e dal 1827 ricoprì la cattedra di elementi di figura all'Accademia milanese. In seguito attese agli affreschi della chiesa di San Se-bastiano a Milano (cupola, Quattro Dottori della Chiesa, Evangelisti e Angeli, 1833 ca.).
Comella Michele*
COMELLA MICHELE
Casaluce (Napoli) 1856 - 1926
Studiò all'Accademia di Napoli e in seguito, conseguita l’abilitazione all’insegnamento del disegno, ritornò a Casaluce. L’artista inviò le sue opere, scene di genere e paesaggi della sua terra, alle mostre di Genova del 1889 (Regi laghi di Carditello), di Palermo del 1891-1892 (Triste vedovanza) e alle promotrici napoletane (1904, Dolore; 1906, La modella preferita e Le filatrici).
Comel Luigi*
COMEL LUIGI
Gorizia 1866 - 1934
Iniziò la sua formazione all’Accademia di Venezia dal 1887 al 1891, per poi passare alla Scuola Industriale d’Arte di Vienna. I suoi ritratti (Ritratto di vecchia, 1891; Ritratto di Giuditta Paulini Comel, 1900, Gorizia, Musei Provinciali) aderenti al dato naturale mostrano un solido impianto formale che si ritrova anche nei lavori di copista (Autoritratto di Rubens, 1890, Gorizia, Musei Provinciali). Eseguì pure paesaggi e vedute d’interni, resi con linguaggio realistico e descrittivo (Interni del duomo di Grado, Gorizia, Musei Provinciali). Si dedicò all'insegnamento del disegno all'istituto Magistrale e al Ginnasio di Gorizia, dal 1895 al 1913 a Ro-vereto e infine ancora a Gorizia.
Comastri Vincenzo*
COMASTRI VINCENZO
Attivo a Cagliari fra il 1826 e il 1833
Le uniche notizie sul Comastri si hanno dalle fonti ottocentesche che ne documentano la presenza a Cagliari fra il 1826 e il 1833: delle opere citate ci resta solo la grande tela II cuore di Maria (oggi nella Parrocchiale di Sant'Eulalia a Cagliari), eseguita per la chiesa di Santa Teresa. Nel 1826 l'artista risultava segnalato fra i decoratori del Palazzo Viceregio; nel 1833 realizzò un dipinto raffigurante Sant'Ignazio alla Storta per la chiesa di Santa Teresa e la Madonna con Bambino per la chiesa gesuitica di San Michele.
