Skip to main content

Colarieti Tosti Giuseppe*

COLARIETI TOSTI GIUSEPPE
Rieti (Roma) 1873 - 1949
A un giovanile soggiorno a Firenze, compiuto fra il 1893 e il 1896 e all’influenza di G. Pellizza da Volpedo, si riferisce l’avvio dell'artista alla pittura divisionista. Diplomatosi all'Accademia di Belle Arti di Roma, espose uno Studio dal vero alla mostra degli Amatori e Cultori del 1895-1896 e Ora triste alla Promotrice di Torino del 1896. Dal 1897 fu a Milano, dove restò fino al 1901, quando ottenne una cattedra presso l'Istituto Tecnico di Rieti. Partecipò alle mostre romane del gruppo “In Arte Libertas” (1901, 1905), ma dopo il 1910 fu assorbito quasi interamente dal lavoro di restauratore.


Cogorno Francesco*

COGORNO FRANCESCO
Genova 1820 ca. - 1894
Formatosi alla Ligustica, fu legato alla scuola di G. Isola seguendone l’indirizzo accademico soprattutto nella scelta dei temi di ispirazione romantica. Espose regolarmente alla Promotrice genovese, dal 1850 al 1866, dipinti d'ispirazione allegorica (1850, L'Apoteosi di Goffredo Mameli, Genova, Museo del Risorgimento), storico-letteraria (1852, Dante e Casella; 1859, Ultimi momenti di Machiavelli), ma anche quadri d'interno (1854, Studio di un pittore) e di soggetto sacro (1860, Santa Cecilia, Genova, Galleria d’Arte Moderna). Nel 1870 venne nominato accademico di merito della Ligustica.


Coghetti Cesare*

COGHETTI CESARE
Attivo fra il 1859 e il 1881
Figlio di Francesco, Cesare nacque probabilmente a Roma, nel periodo in cui il padre assolveva a impegnative committenze romane. Si distaccò peraltro dall’indirizzo paterno e scelse un genere di pittura, soprattutto da cavalletto, con scene di interni con figure “alla fiamminga”. Dal 1859 l'artista espose assiduamente, specialmente alle promotrici di Torino e Genova (1863, Interno di locanda con paesani, Atrio con ciabattino, Cortile con lavandaia, Déjeneur). Dal Ritratto del padre inviato nel 1875 alla romana Accademia di San Luca, probabilmente in commemorazione del genitore appena scomparso, emergono non eccelse capacità di ritrattista.


Coda Nicola*

CODA NICOLA
Napoli 1820 ca. - 1881
Originario di Cava, nel 1857 risiedette per qualche tempo a Roma dove è ricordato per l’attività di paesaggista. Nel 1859 partecipò alla Mostra Borbonica con un Paesaggio (Napoli, Villa Rosebory) e con uno Studio di paese (Napoli, Avvocatura dello Stato), opere connotate da un partito luminoso riconducibile all’influenza di N. Palizzi. L’esempio palizziano è visibile anche in seguito, in una generica attenzione al dato naturale (Castagneto, Napoli, Biblioteca Nazionale). Espose a Firenze nel1861 (Veduta di Cava), a Milano nel 1863 (Paesaggio) e a Napoli, alle promotrici e alla mostra del 1877 (Ultimi raggi-Paesaggio).


Coccia Gasparo*

COCCIA GASPARO
Attivo a Perugia nella prima metà del XIX secolo
Studiò all’Accademia romana di San Luca, dove nel 1809 ottenne un primo premio in Pittura. Attivo tra il 1813 e il 1814 a Perugia, ottenne committenze, anche religiose (chiesa delle Orsoline) con le soluzioni di un repertorio neoclassico che trovò applicazione specie nella decorazione teatrale. Insieme al padovano L. Tasca eseguì il sipario e il plafond del teatro del Pavone (perduti nel 1830) e numerosi interventi per il teatro del Verzaro (oggi Morlacchi): tra l'altro, il sipario con le Nozze di Trasimeno e della ninfa Agilla e una grande tela con Apollo, la Tragedia e la Commedia (perduti).


Cocchi Francesco*

COCCHI FRANCESCO
Budrio (Bologna) 1788 - Bologna 1865
Allievo di F. Trebbi, frequentò l’Accademia Clementina di Bologna.Una influenza decisiva fu esercita su di lui dalle vedute di gusto fantastico di A. Basoli. Dal 1842 l’artista ricoprì la cattedra di prospettiva all’Accademia di Bolognadi cui, nel 1859, fu anche nominato direttore. Si dedicò sia alla pittur di scene teatrali (Mercato: banco dei commestibili, Milano, Museo Teatral alla Scala) sia all’esecuzione di vedute prospettiche (Piazzale gotico, Roma, Palazzo Barberini) e scene di genere.


Cobianchi Giovanni*

COBIANCHI GIOVANNI
Attivo a Napoli fra il 1814 e il 1847
Artista di corte e di formazione non accademica, risentì dell’influenza di P. Hackert realizzando quadri del tipo documentaristico e celebrativo (Il ritorno a Palermo,, 1819, Roma, Palazzo Primoli, coll. M. Praz), o vedute illustranti i siti reali (Veduta della Castelluccia e della Peschiera nel parco di Caserta, 1836, Napoli, Palazzo della Prefettura). Presente alle mostre borboniche dal 1830 fino al 1845 (Veduta del parco dei Cappuccini di S. Germano), nelle opere più tarde appare vicino alle tematiche della Scuola di Posillipo e di G. Smargiassi (Notturno della grotta di Palazzo Donn'Anna, 1838, Napoli, Palazzo della Prefettura).


Ciresi Francesco*

CIRESI FRANCESCO
Termini Imerese (Palermo) 1825 - 1889
Si formò a Palermo alla scuola di G. Patania e sui disegni del maestro eseguì con C. La Barbera gli affreschi della cupola e del cappellone della chiesa di San Giovanni Battista a Castelvetrano (perduti). Riguardo all'attività di ritrattista, per la quale ottenne numerose committenze, è noto il suo ritratto della poetessa Marianna Coffa Caruso (Palermo, Biblioteca Comunale).


Cini Luigi*

CINI LUIGI
Prato (Firenze) 1766 - Bologna 1844
Dopo una prima formazione artistica a Firenze, si trasferì a Bologna dove svolse gran parte della sua attività di decoratore di interni. Specializzato quadraturista, adottò in pieno la poetica neoclassica e si esercitò nel recupero dello stile pompeiano con scene mitologiche e grottesche dipinte su fondo nero. Affrescò sale in Palazzo Rossi, già Bonfioli-Malvezzi (1816) e decorò il cortile del Collegio di Spagna a Bologna. Fu attivo al fianco di A. Basoli nella decorazione della volta di una sala di Palazzo Baciocchi, ora Palazzo di Giustizia di Bologna.


Cingolani Giovanni*

CINGOLANI GIOVANNI
Montecassiano (Macerata) 1859 - Santa Fe (Argentina) 1932
Compiuti i primi studi sotto la guida del conterraneo A. Jachini, si perfezionò all'Accademia di Perugia con G. Moretti e V. Baldini, apprendendo anche l'arte del restauro. Trasferitosi a Roma dopo il 1880, svolse un’intensa attività in Vaticano, sia come ritrattista sia come restauratore. Intorno al 1890 iniziò una delle sue opere di maggior impegno che presentò, insieme a un San Lorenzo, all'Esposizione Marchigiana di Macerata del 1905: il Torquato Tasso che presenta la Gerusalemme Liberata all'Accademia dei Catenati (Macerata, Palazzo della Prefettura), legato agli esempi romani della pittura di ricostruzione storica. Lasciò diverse opere a Macerata (Ritratti, in Villa Pampinoni) e a Montecassiano (Autoritratto, Salone del Priorato; affreschi nella cappella Ferri, Cimitero) e a Pollenza (affreschi nella chiesa di San Biagio). Nel 1909 Cingolani si trasferì in Argentina dove diresse una scuola d'arte.


Istituto Matteucci
viale Buonarroti, 9 – 55049 Viareggio (LU)
tel +39 0584 54354 info@istitutomatteucci.it
privacy policy – cookie policy

Iscriviti alla Newsletter dell’Istituto Matteucci

Facendo clic per iscriverti, riconosci che le tue informazioni saranno trattate seguendo la nostra Privacy Policy

© 2025 Istituto Matteucci. All right reserved
Nessuna parte di questo sito può essere riprodotta o trasmessa con qualsiasi mezzo senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e dell’Istituto Matteucci