Cimino Folliero Emilia*
CIMINO FOLLIERO EMILIA
Mereil-Mairly-Saint-Germain (Francia) 1854 - dopo il 1935
Formatasi a Parigi, dopo aver soggiornato in Inghilterra e in America, si trasferì a Milano; la Galleria d'Arte Moderna di questa città conserva alcune opere datate agli anni '90 (La signora dei boulevards, Il gobbo, L'abate, Paesaggio), tutte tele caratterizzate da tratto sintetico e intonazione severa. Allo stesso museo appartiene anche un Autoritratto, forse da identificare con quello esposto dall'artista alla Mostra Inter-nazionale di Roma del 1905.
Cimaglia Giuseppe*
CIMAGLIA GIUSEPPE
Vieste (Foggia) 1849 – 1905 ?
Laureatosi in Legge, non esercitò la professione preferendo dedicarsi completamente all’arte. Frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze stabilendosi poi a Napoli dove espose più volte alla Promotrice (1870, Studio dal vero). Per una committenza per Io più straniera eseguì ritratti, nature morte, scene di genere e paesaggi. La necessità di seguire l’azienda di famiglia lo costrinse a tornare a Vieste e ad abbandonare l'attività pittorica.
Cicognara Leopoldo*
CICOGNARA LEOPOLDO
Ferrara 1767 - Venezia 1834
Figura di spicco nell'ambiente mitteleuropeo delle arti e delle istituzioni culturali sia d'età napoleonica sia asburgica, Cicognara fu uomo di vasta cultura, appassionato raccoglitore, grande studioso e organizzatore culturale della rinnovata Accademia di Belle Arti di Venezia, di cui ricoprì la carica di presidente dal 1807 al 1826. Alla pittura si dedicò solo per diletto, privilegiando il paesaggio, interesse documentato da rari episodi (Campagna Romana o Paesaggio con lavandaie e animali, coll. privata). Cicognara studiò inizial-mente a Modena, tra il 1776 e il 1785, presso il Collegio dei Nobili, dove apprese anche la pittura. Trasferitosi a Roma nel 1788, frequentò l’Accademia del Campidoglio e quella di San Luca, dando contemporaneamente vita, insieme ad altri artisti quali V. Camuccini, L. Sabatelli e P. Benvenuti, a una scuola privata di nudo. Nel corso degli anni '90 la sua attività pittorica fu discontinua e legata solo ad alcuni ritratti di piccolo formato. Impegnato in una serie di prestigiosi incarichi politici e culturali, riprese a dipingere dopo il 1807 lasciando una produzione soprattutto di ritratti ancora poco indagata (Canova; Padre Gaddi; Il medico Francesco Aglietti, esposto in occasione della visita all'Accademia veneziana di Maria Luigia d'Austria nel 1816).
Cicconi Ferdinando*
CICCONI FERDINANDO
Colli deI Tronto (Ascoli Piceno) 1831 - 1886
Studiò a Roma dove frequentò lo studio di C. De Paris e, dopo il 1850, è ricordato tra gli ultimi allievi di T. Minardi. Nel 1870 espose alla Mostra di Parma una Scena dell'Inquisizione e nel 1871-1872 partecipò con un tema su Gentile da Fabriano al concorso per il sipario del teatro Gentile della città marchigiana. Appar-tengono agli stessi anni la Dimostrazione patriottica in Piazza del Popolo e l’Ingresso delle truppe piemontesi in Ascoli (Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica) dove le figure sono ordinatamente inquadrate nello spazio urbano. Nella sua produzione sono ricordati anche dipinti di gusto documentario (La scuola sotto i cessati governi; Matrimonio civile in un villaggio delle Marche) e opere di soggetto sacro (Il martirio di Santa Felicita e dei suoi cinque figlioli, per la chiesa di Colli del Tronto, perduta), oltre ai numerosi temi storici (Sbarco di Cristoforo Colombo nel nuovo mondo e Colombo a Palos). Nel 1884 l’artista partecipò al- l’Esposizione Generale di Torino con Renzo e Padre Cristoforo nel Lazzaretto di Milano.
Ciccarelli Alessandro*
CICCARELLI ALESSANDRO
Napoli 1811 - Santiago del Cile (Cile) 1879
Allievo dell’Accademia di Napoli aderì al clima neoclassico con composizioni dal severo impianto disegnativo. Presente dal 1830 alle esposizioni borboniche, a quella del 1833 partecipò ancora da studente e presentò i suoi saggi in buon numero: oltre a diversi quadri di tema religioso, alcuni studi di figura dal vero e tre ritratti, inviò un Dante e Virgilio alla porta dell'inferno, con figure grandi al vero. Dopo aver compiuto un soggiorno di studio a Roma, nel 1839 tornò a esporre al Museo Borbonico Francesco I alla battaglia di Pavia e Telemaco e Termosiri (documentato nel Museo di Capodimonte) e nel 1841 vi era rappresentato da un dipinto di circostanza: Il Re in compagnia dell'Arciduca Carlo passa in rassegna le truppe al campo. Da quest’epoca si trasferì a Rio de Janeiro dove eseguì per la nobiltà locale ritratti, decorazioni, quadri di cronaca contemporanea (Matrimonio dell'imperatrice, 1846); nel 1848 passò a Santiago del Cile (Morte di Manfredi sotto le mura di Benevento, Santiago del Cile, Museo de Bellas Artes).
Ciardi Giuseppe*
CIARDI GIUSEPPE
Prato (Firenze) 1790 ca. - 1857
Le scarse notizie sull'artista pratese lo indicano allievo dell’Accademia di Firenze fra il 1808 e il1818 e poco dopo insegnante di disegno presso le scuole comunali della sua città. La sua specializzazione fin da allora furono i ritratti disegnati e finiti a tempera, esposti in buon numero a Prato nel 1820 (Prato, Museo Comunale) e dei quali si ha un esempio nell’Autoritratto con la moglie e i due figli della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze: prova di un’evoluta cultura neoclassica, di derivazione francese, in quel momento assai diffusa a Firenze. Saltuariamente l'artista partecipò alle mostre fiorentine (1844, Ritratto di militare) e nel 1845 fu nominato professore onorario dell'Accademia fiorentina.
Ciampoli Arcangelo*
CIAMPOLI ARCANGELO
Ortona a Mare (Chieti) 1835 - 1902
Allievo dell’Accademia di Napoli dove studiò con T. De Vivo e T. Angelini, nel 1859 esponeva alla Mostra Borbonica un Ritratto di Lelio Vesci. Nella sua produzione sono ricordati paesaggi, scene di battaglie e dipinti con personaggi storici colti nel quotidiano, genere molto diffuso negli anni '60 (Cristoforo Colombo, Galileo che istruisce, La figlia del Tintoretto). Entrato nell'ambiente artistico vicino a D. Morelli, se ne allontanò dopo alcune divergenze con il pittore napoletano, e intorno al 1870 tornò nel suo paese, seguitando a inviare le sue opere alle esposizioni (La pace del villaggio, I nostri monti, esposti nel 1875 a Firenze e a Genova). Diverse opere di questo artista, attivo anche come scultore e incisore, sono conservate nel Museo Civico di Baranello (Campobasso).
Chiocchetti Giovanni Battista*
CHIOCCHETTI GIOVANNI BATTISTA
Moena (Trento) 1843 - Trento 1917
Appresi i primi rudimenti del disegno a Predazzo, dal 1862 frequentò per quattro anni l'Accademia di Belle Arti di Venezia. Seguirono poi altre esperienze di studio, presso le Accademie di Monaco di Baviera e di Roma, dove si perfezionò nel1870. Dal 1872 l'artista risiedette a Trento: ricercato prevalentemente nel campo della pittura religiosa eseguì numerosissime opere per chiese trentine, dai dipinti murali (Pinzolo, Denno) alle pale d'altare (Besenello, Centa, Ranzo), alle Vie Crucis (Levico, Predazzo). Sempre con tali soggetti ottenne riconoscimenti alle esposizioni (Sacro Cuore di Gesù, premiato all'Esposizione Vaticana del 1888; Cristo nel sepolcro, premiato all'Esposizione d’Arte Sacra a Senigallia nel 1894). Nel 1897 Chiocchetti fu nominato membro dell'Accademia di Scienze, Letteratura, Arti e Industrie di Firenze. Affermatosi anche come copista e ritrattista, soprattutto nell’ambiente ecclesiastico lasciò prove di vaga impronta realista (Ritratto di fanciulla, Trento, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto).
Chini Pietro Alessio*
CHINI PIETRO ALESSIO
Borgo San Lorenzo (Firenze) 1800 - dopo il 1876
Figlio di Alessio degli Innocenti, assunse il cognome della famiglia Chini che lo aveva accolto ragazzo. Ormai ventenne, fino al 1823 studiò sotto la guida del decoratore P. P. Colli. Dedicatosi alla pittura ornamentista, lavorò assiduamente fino alla vecchiaia decorando, e talvolta anche restaurando, numerosi edifici devozionali del Mugello (Pieve di San Giovanni Maggiore; Pieve di San Cresci) e molte ville patrizie della regione. La sua rinomanza fu tale da essere chiamato a decorare la villa medicea di Poggio a Caiano, una volta passata di proprietà reale.
Chiesa Francesco*
CHIESA FRANCESCO
Sagno (Svizzera) 1780 - 1855
Formatosi all'Accademia di Brera sotto la guida di G. Albertolli, fu attivo come decoratore nel comasco e in Brianza, risultando legato a illustri committenti del Neoclassicismo lombardo quali la famiglia Giovio. Scarse le opere a lui ascrivibili con certezza: tra queste figurano, intorno al 1830, gli interventi nella Villa Raimondi di Mezzana dove, oltre a ornati di ascendenza albertolliana, affrescava una Allegoria della caccia, della pesca e della agricoltura. Il figlio Innocente (1817- 1894) fu anch'egli attivo soprattutto come decoratore, nell'oratorio dei Santi Bernardo e Bartolomeo a Brusata di Novezzano (Lugano), e nella Villa Raimondi di Mezzana, ove collaborò con l'amico A. Rinaldi.
