Cerruti (Cerutti) Giovanni Battista
CERRUTI (CERUTTI) GIOVANNI BATTISTA
Milano 1803 - 1876
L'artista iniziò a esporre tardi e i soggetti dei suoi dipinti lasciano supporre un lungo periodo trascorso in Bretagna e sulle coste .del Mare del Nord: da quei luoghi riportò i numerosi paesaggi presentati dal 1860 a Milano (1860, Casolari in Normandia, 1861, tra gli altri, Costa della Manica, Una vecchia peschiera nei din-torni di Ostenda; 1864, Tramonto- coste della Bretagna) e a Torino (1861, Il castello di Dieppe in Nor-mandia; 1862, Porto di Varéche in Bretagna). Dal 1863 Cerruti si dedicò con maggiore frequenza alle marine, liguri (Veduta dal vero nei dintorni di Finale, esposto a Milano nel 1863; Castello di Lerici, esposto a Torino nel 1870), toscane (La Rocchetta di Piombino, esposto a Milano nel 1865) e campane (Il castello dell'Ovo, esposto a Milano nel 1865, Milano, Galleria d’Arte Moderna), partecipi del tipo di Vedutismo internazionale di segno romantico.
Cerruti Di Castiglione Falletto Vittorio*
CERRUTI DI CASTIGLIONE FALLETTO VITTORIO
Torino 1870 - ?
Di nobile famiglia, studiò con M. Viani dedicandosi alla pittura di paesaggio in modi vicini a L. Delleani. Successivamente fu allievo di E. Cavalli a Santa Maria Maggiore in val Vigezzo e riassunse le diverse suggestioni in dipinti a olio che si conservano per lo più in collezioni private piemontesi. Partecipò di rado alle esposizioni pubbliche.
Ceroni Angelo Maria*
CERONI ANGELO MARIA
Albino (Bergamo) 1816 - dopo il 1887
Iscrittosi all’Accademia Carrara di Bergamo nel 1835, l’artista comparve poi regolarmente alle esposizioni di tale accademia a partire dal 1837. Autore di pale per diverse chiese del Bergamasco (San Bernardino, chiesa di San Bernardino, Zogno), come ritrattista Ceroni lavorò prendendo a soggetto personaggi della borghesia cittadina e rimanendo sempre fedele a un pacato realismo di antica matrice bergamasca (Ritratto della famiglia del commerciante Zambelli,1870, coll. privata).
Cernivez Franco*
CERNIVEZ FRANCO
Trieste 1876 - 1923
Di famiglia modesta, si formò artisticamente da autodidatta e solo per un breve periodo frequentò l'Accademia del Nudo presso il Circolo Artistico Triestino del quale divenne socio del 1908. Scultore, scenografo e caricaturista (Caricatura di Ugo Flumiani, Trieste, Museo Civico di Storia e Arte), oltre che pittore, nei paesaggi cercò di conciliare il realismo con le esigenze di un’accentuata espressività e nei numerosi ritratti (Autoritratto, Trieste, Museo Revoltella) percepì l’influsso del manierismo impressionistico di matrice tedesca di U. Veruda e di A. Fittke.
Centurione Spinola Monima (Geronima)
CENTURIONE SPINOLA MONIMA (GERONIMA)
Attiva a Genova nella prima metà del XIX secolo
Ricordata dalle fonti ottocentesche insieme alla pittrice C. Castellini, come quest’ultima nel 1810 venne eletta accademico di merito dell'Accademia Ligustica: l'istituzione genovese conserva, presumibilmente presentato in quell’occasione, il suo dipinto Amore dormiente in un paesaggio (1810), raffinato esempio di un neoclassicismo legato alle tematiche gradite alla cultura borghese del tempo.
Centurione Giuseppe*
CENTURIONE GIUSEPPE
Genova 1824 - 1897
La professione di ingegnere gli consentì di coltivare la pittura anche durante i lunghi viaggi in Europa e in Oriente, eseguendo numerosi paesaggi che presentò alle esposizioni deU'Accademia Ligustica (1865, La prima cattaratta del Nilo, I cedri del Libano, Il Mare Morto; 1866, Pianura dell'Esdrelon in Palestina, L'isola di Fille, Il Tempio di Dendera). Alla Promotrice genovese Centurione espose vedute montane e studi dal vero della costa ligure (1872, S. Orsola di Nizza al mare; 1879, Belmont-Savoia). Anche il fratello Carlo (1822- 1898) fu autore di paesaggi, in modi vicini a quelli di Giuseppe.
Cencioni Carlo*
CENCIONI CARLO
Orvieto (Terni) 1770 ca. - Perugia 1827
Le poche notizie sul pittore non permettono di ricostruirne puntualmente gli esordi anche se le prime segnalazioni (1782, 1791) ne documentano l’attività di artigiano più che di artista. I suoi interessi di copista poi lo avvicinarono a H. de Superville e a W. Ottley, conosciuti a Orvieto, con i quali si trasferì ad Assisi e dal 1817 a Perugia. Qui maturò attraverso amicizie con l'ambiente accademico una svolta in direzione purista (pala Ognissanti da Giannicola Di Paolo), anche se nella decorazione preferì rimanere fedele a schemi di gu-sto settecentesco (Palazzo Antinori, 1820; Accademia dei Filedoni, in collaborazione con G. Monotti, 1821-1822). Attivo anche a Gubbio e a Otricoli, della sua produzione ci resta un Autoritratto di sapore bohémien (Perugia, Accademia di Belle Arti).
Celestino Andrea*
CELESTINO ANDREA
Attivo a Napoli fra il 1810 e il 1831
Studiò all’istituto di Belle Arti di Napoli e nel 1823 partecipò al concorso, vinto da J. Franque, per la cattedra di pittura. Nel 1831 fece parte di una commissione per il riordinamento del Museo di Capodimonte. Nella sua produzione sono ricordati paesaggi (Paesaggio, 1810), quadri religiosi (Cristo nel tempio), soggetti militari (Battaglia di Lipsia, 1815) e opere di genere.
Celesia Di Vegliasco carla*
CELESIA DI VEGLIASCO CARLA
Firenze 1868 - Collesalvetti (Livorno) ?
Allieva di F. Carcano, espose alla Triennale di Milano del 1900 Vespero autunnale e Firenze, e a Torino nel 1902 Prime ombre e Ritratto, generi che avrebbe sempre trattato prima con uno stile genericamente impressionista, successivamente secondo modi più lenti e pacati, meditati sulla tradizione nell'intento di recuperare la forma. Partecipò a mostre italiane e straniere fra le quali l’Esposizione Italiana a Pietroburgo del 1902 e la Biennale di Venezia del 1912 (Acqua e sole). La sua attività di pittrice si concluse alle soglie della prima guerra mondiale.
Cecionesi Edoardo*
CECIONESI EDOARDO
Attivo a Genova fra il 1882 e il 1902
Formatosi all'Accademia Ligustica, espose con continuità alle mostre della Promotrice genovese dal 1882, anno in cui presentò I facchini al lavatoio, fino al 1896. Dai primi paesaggi a olio (Primi raggi alla marina, 1884) passò poi a specializzarsi nel genere delle nature morte floreali, soprattutto a tempera e ad ac-querello. Dal 1898 al 1902 collaborò come decoratore di interni con l’architetto Carbone, progettista di edifici genovesi.
