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Ceccoli Raffaello*

CECCOLI RAFFAELLO
Attivo a Bologna fra il 1824 e il 1860
Le prime notizie relative all’artista risalgono al 1824, quando è segnalata la sua partecipazione alla mostra deU’Accademia di Bologna, presso la quale probabilmente compì i suoi studi. Presente anche alle manifestazioni accademiche del 1828, del 1830 e del 1833 con soggetti di derivazione classicista, si dedicò in seguito a temi di gusto romantico che rivelano una precisa convergenza con le tematiche di F. Hayez. Abile ritrattista, fu apprezzato per la fedeltà ai modeli e la caratterizzazione psicologica dei personaggi (Ritratto di Luigi Masetti, 1835 ca., Bologna, Collegio di San Luigi).


Cecchini Giovanni Battista*

CECCHINI GIOVANNI BATTISTA
Venezia 1804 - 1879
Architetto e pittore, insegnò all'Università di Padova e fu segretario dell’Accademia di Venezia. Si dedicò soprattutto al paesaggio e alla veduta urbana, secondo un’interpretazione rigidamente accademica che conferì alla sua produzione un carattere documentario quasi di reportage: nel 1842 fornì venti vedute per illustrare la Guida di Padova di P. Selvatico.


Ceccarini Alessandro*

CECCARINI ALESSANDRO
Roma 1825 - 1905
Allievo della Scuola d'Arte dell’Ospizio di San Michele, lavorò a quadri di genere (esposti presso la Società Amatori e Cultori nel 1865) e, occasionalmente, anche a temi mitologici e paesaggi. Negli anni '80 eseguì in scultura e pittura soggetti ispirati alla vita e ai riti dei primi cristiani (Un battesimo nelle Catacombe, esposto a Roma nel 1881), dove la forma classicista era accompagnata da un’attenta ricostruzione storica (La vedova del martire, 1895, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna).


Ceaglio Giuseppe*

CEAGLIO GIUSEPPE
Vigone (Torino) 1829 - 1867
Allievo dell’Accademia Albertina di Torino tra il 1850 e il 1854, presentò alla Promotrice torinese opere ispirate alla storia del suo paese d'origine (1862, Il principe d'Acaja colla sua famiglia nel castello di Vigone) e al paesaggio di quei luoghi (1865, Veduta del Torrione in Vigone, Veduta del campanile degli ex Agostiniani in Vigone; 1867, Villaggio nei dintorni di Pinerolo). Altre opere dell'artista si conservano nel battistero e nella cappella di San Rocco della Parrocchiale di Vigone.


Cavicchioli Ferdinando*

CAVICCHIOLI FERDINANDO
Modena 1863 - 1941
Dopo aver frequentato le lezioni di A. Simonazzi e A. Malatesta all'istituto d’Arte di Modena, Cavicchioli risiedette a lungo a Parigi. Le sue opere, dalla pennellata rapida e densa, rimandano esplicitamente al linguaggio impressionista (Campagna modenese; Armonie verdi, entrambe in coll. privata) e all'impasto di V. Van Gogh (Autoritratto, Modena, Museo Civico). A Costantinopoli, esposto alla Società d’Incorag-giamento modenese del 1882- 1884, venne premiato con medaglia d’argento.


Cavenaghi Luigi*

CAVENAGHI LUIGI
Caravaggio (Bergamo) 1844 - Milano 1918
Fratello di Giovanni Emilio, nel 1857 si iscriveva alla milanese Accademia di Brera frequentandovi la scuola di G. Bertini, dal quale venne iniziato al restauro pittorico. A tale attività Cavenaghi affiancò quella di frescante, nella quale si ispirò a modelli del passato come nell'articolata decorazione neotibaldesca del Santuario di Caravaggio presso Bergamo (1892-1902).


Cavaretta Giuseppe*

CAVARETTA GIUSEPPE
Napoli 1830 - 1891
Nel 1848 si iscrisse all'Accademia di Napoli vincendo diversi premi con saggi di tema religioso (Madonna, copia da G. Reni) e letterario (La Gulnara). Dopo un soggiorno in Sicilia rientrò a Napoli continuando nella produzione di opere ispirate a soggetti storici e aneddotici (Salvator Rosa giovinetto che vende i suoi primi lavori ad un rigattiere, Napoli, Museo di Capodimonte). Espose alle Promotrici napoletane del 1867 (Renzo in casa del dottor Azzeccagarbugli), del 1870 (Amantium ira amoris integratio est) e del 1876 (Hagamos la paz) e a quelle milanesi del 1874 (Di Lindoro il vago oggetto) e del 1877.


Cavalleri Giuseppe*

CAVALLERI GIUSEPPE
Attivo a Torino intorno al 1820
Le rare notizie sull'artista lo dicono astigiano, formatosi a Roma nelle scuole delle arti del disegno e presso il pittore piacentino G. Landi. Nel 1818 rinnovò, in modi accademici, la decorazione della volta della chiesa di San Carlo a Torino raffigurandovi Personaggi dell’Antico e Nuovo Testamento e Angeli. All'esposizione torinese del 1820, presso il Palazzo dell'Università, il pittore presentò un Sacrificio di Ifigenia e due copie.


Cavallaro Giuseppe*

CAVALLARO GIUSEPPE
Palermo 1832 - ?
Allievo del pittore-scenografo G. Lentini, lavorò al seguito del suo maestro alla decorazione del teatro Carolino di Palermo (poi Bellini). L'esperienza acquisita in quel cantiere lo portò a eseguire alcune decorazioni del teatro Massimo con temi spesso in relazione ai contenuti dei melodrammi (Falstaff e I puritani). Nel 1879 dipinse alcune scene per il teatro comunale di Racalmuto. Autore di decorazioni di interni in alcuni palazzi palermitani, lasciò anche diversi quadri da cavalletto oggi dispersi.


Cavallaro Enrico*

CAVALLARO ENRICO
Palermo 1862 - 1895
Figlio del pittore-decoratore Giuseppe, Enrico fu attivo prevalentemente a Palermo, in continuità con la tradizione artistica familiare. Nella sua produzione, spesso in collaborazione con S. Gregorietti e R. Spagnoli, esibì un repertorio eclettico oscillante fra la tradizione classico-romana e i più innovativi moduli di fine secolo. In stile pompeiano affrescò il teatro Politeama e, insieme a G. Enea, eseguì le decorazioni a monocromo nella chiesa di San Francesco d'Assisi; oltre all’impegnativo intervento nel caffè del teatro Massimo, dove espresse una «ferrea saldezza cromatica», operò anche in alcuni interni di palazzi (Ganci, Mazzarino, Valenti in via Cavour). Suoi quadri da cavalletto sono oggi conservati in collezioni private siciliane (Rose di primavera, premiato all'Esposizione di Torino nel 1890).


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