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Cavalla Francesco*

CAVALLA FRANCESCO
Poirino (Torino) 1823 - Torino 1887
Dopo una giovinezza difficile durante la quale aveva lavorato come muratore e imbianchino, riuscì a studiare e ad affermarsi come decoratore. Nel 1860 fu chiamato a Bologna per eseguire lavori commissionati dal conte Grabiscki. Rientrato a Torino iniziò un periodo di intensa attività, decorando chiese e palazzi nobiliari, tra cui quello del marchese Faussone, del marchese Fassati, del conte di Pralormo e del duca di Sartirana.


Cavadini Eugenio*

CAVADINI EUGENIO
Verona 1846 - Padova 1869
Fu avviato alla pittura a Padova da V. Gazzotto iscrivendosi poi all’Accademia di Venezia, ma dovette presto abbandonare gli studi per una lunga malattia che gli tolse l’uso del braccio destro e che lo portò alla morte all’età di soli 23 anni. La disfida di Aldobrandino da Conselve (Padova, Museo Civico) testimonia l'interesse dell’artista per i soggetti storici; il suo limitato corpus di opere comprende anche una Sacra famiglia, donata a Vittorio Emanuele II e un Ritratto di Margherita di Savoia esposto in una retrospettiva del 1892.


Caucig Francesco*

CAUCIG FRANCESCO
Gorizia 1755 - Vienna 1828
Grazie all’interessamento dei conti Cobenzi, frequentò l’Accademia a Vienna dal 1775 al 1779: qui ebbe una formazione neoclassica approfondita con un viaggio a Bologna nel 1779. Seguì un soggiorno romano (dal 1781 al 1787), documentato da un gran numero di studi (da Raffaello, da Carracci, da G. Romano), durante il quale strinse rapporti con P. Batoni, G. L. David, A. Canova e F. Giani. La sua prima opera a olio fu la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista e Basilio, eseguita nel 1782 per la chiesa di Santa Maria in Regola a Imola. Tornato a Vienna si dedicò a soggetti storici, noti attraverso i disegni (Vienna, Accademia di Belle Arti; Gorizia, Musei Provinciali). Dal 1791 soggiornò per sette anni a Venezia: durante questo periodo l’artista eseguì, tra l’altro, l’Orfeo e Euridice e il Suicidio di Porzia (Graz, Museo Joanneum) e nel 1796 fu nominato accademico. Dopo aver insegnato all'Accademia di Vienna ne divenne direttore dal 1820. Esempi della sua produzione, in forme neoclassiche, sono II giudizio di Salomone (Lubiana, Galleria Narodna) e La fuga in Egitto (Gorizia, Fondazione Coronini Cronberg).


Catterinetti Giuseppe Franco*

CATTERINETTI GIUSEPPE FRANCO
Verona 1814 - 1903
L’artista, probabilmente avviato da C. Canella alla pittura di paesaggio secondo i modelli cari alla scuola veronese, fu presente con numerose vedute alle locali esposizioni del 1835 e del 1836. Nel 1848 si trasferì a Roma dove rimase per circa un decennio; il soggiorno romano è documentato da una ricca serie di vedute della campagna caratterizzate da un’attenta ricerca di effetti luministici e cromatici e dall’inserimento, ancora di gusto neoclassico, di scorci architettonici e rovine. Buon patriota, Catterinetti prese parte alle campagne risorgimentali nel 1848 e nel 1859. Appartengono a questo periodo una serie di veloci studi che furono eseguiti in Italia meridionale, dove l'artista si liberava da ogni reminiscenza neoclassica per interpretare una poetica esplicitamente romantica. Personalità colta e vivace, fu anche critico d’arte.


Cattaneo Felice*

CATTANEO FELICE
Milano 1790 ca. - 1827
Documentato nel 1810 fra gli allievi della milanese Accademia di Brera, frequentò anche la scuola privata di G. Bossi: dal maestro apprese l'uso dei caratteri leonardeschi che si ritrovano nel pur rigoroso Faustolo che consegna Romolo e Remo alla moglie Laurenzia, saggio per il quarto anno di pensionato romano (1820, Milano, Accademia di Brera). Presente sino al 1826 alle esposizioni braidensi (Paolo e Francesca sorpresi da Gianciotto), eseguì anche quadri d’altare (Morte di San Giuseppe, chiesa di San Pietro in Gessate, Milano) e, per ragioni economiche, si cimentò nelle copie, soprattutto di Madonne del Sassoferrato.


Cattaneo Amanzio*

CATTANEO AMANZIO
Castellazzo (Milano) 1828 - Genzano (Roma) 1897
Allievo di F. Hayez alla milanese Accademia di Brera, si cimentò nella pittura di storia segnalandosi nelle mostre accademiche (1853, L'imperatore Andronico si reca alla cella di frate Atanasio) per la vigoria cromatica delle sue composizioni (1861, Clemente VIII respinge le suppliche di Benedetto da Foiano, Milano, Accademia di Brera). Trasferitosi a Roma intorno al 1870, affiancò alle opere di soggetto romantico (Il Cardinale Ferdinando de' Medici e Bianca Cappello, esposto a Milano nel 1869), quadri di genere (L'addio alla nonna, esposto a Roma nel 1870) e paesaggi “composti” (Ninfa dopo il bagno, Il lago di Nemi, esposti a Milano nel 1871; Lago di Nemi e Le ninfe, esposti a Milano nel 1894).


Catani Chiti Giuseppe*

CATANI CHITI GIUSEPPE
Prato (Firenze) 1866 - Firenze 1945
Allievo di A. Franchi e di G. Marinelli all’istituto d'Arte di Siena, nel 1885 vinse il concorso triennale con I funerali di Santo Stefano. Si dedicò alla pittura di soggetto devozionale secondo stilemi neogotici, spesso risaltata dai fondi oro. Nel 1896 eseguì il trittico con l'Immacolata e Santi per il Battistero di Siena e nel 1898 vinse il concorso nazionale di Torino con una Sacra Famiglia (premiata a Roma nel 1904). Collaborò con i suoi maestri nella decorazione di edifici di culto (cappella del Seminario al Chiappeto a San Martino d'Albaro, Genova, 1901-1904). Trasferitosi a Firenze, l'artista intensificò la produzione di dipinti in stile e con l’aiuto dei nove figli condusse un atelier attivo sia nel restauro sia nell'esecuzione di interventi decorativi. La sua abilità nel dipingere alla maniera dei primitivi fece sì che talvolta i suoi quadri fossero ac-quistati per autentici come nel caso dell’Annunciazione (Kansas City, Nelson Gallery), già attribuita al Pesellino.


Catani Luigi*

CATANI LUIGI
Prato (Firenze) 1762 - Firenze 1840
Si formò presso il padre Stefano, con cui collaborò alla decorazione di alcune sale di Palazzo Buonamici a Prato. Nel 1787, sempre a Prato, affrescò la sala dell’Aurora, e quella delle Colonne nel Conservatorio di San Niccolò. Nel 1789 dipinse una Pallade strappa l'adolescenza agli ozi di Venere nella volta della sala di lettura della Biblioteca Roncioniana. Alla fine del secolo l’artista si trasferì a Firenze, dove fu incaricato di alcuni interventi in Palazzo Pitti. Iscrittosi all'Accademia fiorentina, non interruppe l’intensa attività di frescante: lavorò ad Arezzo nella cappella della Madonna del Conforto nel Duomo, a San Gimignano nella chiesa di Santa Chiara; nella Villa Puccini di Scornio presso Pistoia eseguì a chiaroscuro gli ornati dell’atrio e nel salone dipinse le Quattro Stagioni e le Storie di Bacco. Nel 1807 decorò la cappella del Crocefisso in Santa Maria Maddalena de' Pazzi, a Firenze, con Le Marie al sepolcro e La Deposizione, dove appare aver maturato una personale scioltezza interpretativa dei modelli neoclassici. A quel tempo risalgono anche gli affreschi nella villa di Poggio a Cajano (Firenze). Nel 1811 decorò per Elisa Baciocchi il bagno al piano nobile di Palazzo Pitti. Dopo un lungo soggiorno a Lucca durante il quale lavorò per palazzi pubblici e privati, tornò a lavorare a Firenze, a Pitti e in Palazzo Borghese (1822).


Catalucci Diomede*

CATALUCCI DIOMEDE
Ferrara 1859 - Urbino 1943
Si formò a Perugia come pittore e decoratore per trasferirsi fra il 1890 e il 1896 a Urbino, dove eseguì le perdute decorazioni del Caffè Centrale e del teatro Sanzio. Restano testimonianze della sua attività anche nella chiesa del SS. Crocifisso di San Lorenzo in Campo (Pesaro), dove decorò i sei riquadri della navata centrale e i quattro pennacchi della cupola con gli Evangelisti. Nello stesso periodo insegnò ornato e decorazione all’Istituto d’Arte di Urbino.


Castello Tommaso*

CASTELLO TOMMASO
Genova 1790 ca. - 1845
Partecipò ad alcune mostre dell’Accademia Ligustica di Genova (1836, 1839, 1842), esponendo soprattutto vedute “di maniera”, formate da elementi desunti dalla realtà e assemblati fra loro, nonché copie. Le fonti, che documentano la sua attività di restauratore e antiquario, gli attribuiscono anche l'invenzione di un sistema per impedire le alterazioni della pittura a olio. Presso l’Accademia Ligustica (che conserva alcune sue stampe) si trova il dipinto attribuito a Tommaso Castello raffigurante Frati in meditazione in un paesaggio (siglato e datato 1842).


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