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Castelli Ferdinando*

CASTELLI FERDINANDO
Attivo a Milano fra il 1806 e il 1847
Allievo dell’Accademia milanese, nel 1806 vinse il concorso di Disegno e nel 1811 si aggiudicò il concorso Grande di Pittura con L'incontro di Ettore e Andromaca (Milano, Accademia di Brera), dove rivelava l'adesione ai modi neoclassici, alimentata sia da memorie poussiniane sia dall’aggiornamento su artisti attivi tra Roma e Parigi quali L. Gauffier e P. N. Guérin. Nelle opere presentate successivamente alle esposizioni accademiche si tenne legato ai temi mitologici (Galatea, esposto a Brera nel 1827) e di storia cittadina (Barnabò Visconti prigioniero nel castello di Trezzo, esposto a Brera nel 1833; Bice, esposto a Brera nel 1847).


Castelletti Antonio*

CASTELLETTI ANTONIO
Attivo a Perugia fra il 1812 e il 1828
Non è ancora stata fatta piena luce sulla biografia di questo pittore la cui presenza in alcune importanti dimore perugine lascia supporre una accreditata pratica decorativa già prima del 1812, anno in cui venne chiamato ad affrescare con soggetti mitologici quattro sale in Palazzo Della Penna (Giudizio di Paride, Fuga di Elena da Sparta, Le stagioni). Con analoghe tematiche intervenne nei palazzi Conestabile (1816-1817) e Ranieri (1820), dove le consuete formule del repertorio neoclassico sono combinate a motivi propri all’iconografia d’epoca napoleonica. Nel 1828 Castelletti è documentato nella basilica assisiate di Santa Maria degli Angeli per il restauro dei dipinti nella cappella dell’Annunziata.


Castellani Giuseppe*

CASTELLANI GIUSEPPE
Pesaro 1812 - 1891
Dopo un primo alunnato a Bologna (1837) con C. Alberi, nel 1839 passò all’Accademia di Roma dove fu discepolo di T. Minardi, ottenendo nel 1840 il premio della Congregazione dei Virtuosi del Pantheon per un San Paolo che predica all'Areopago di Atene. Dal 1843 seguì le lezioni di O. Politi e L. Lipparini al- l'Accademia di Venezia. Rientrato a Pesaro nel 1847, realizzò il grande dipinto con l’Arresto di Pandolfo Collenuccio (Pesaro, Pinacoteca Civica), nel quale diede prova di una vasta cultura sia dei modelli cinquecenteschi sia degli esiti della contemporanea pittura romantica e dell’opera di F. Podesti. Notevole fu l’attività dell'artista nella provincia: per la chiesa di San Francesco a Fano eseguì una Immacolata Concezione (Fano, Pinacoteca, depositi) e per il duomo di Urbino un Sacro Cuore (1871). Nel 1867 iniziava l'impegnativo Giuramento di Pontida presentato all’Esposizione milanese del 1881. Direttore della Scuola Comunale di Figura di Pesaro (1863), dal 1866 fu professore nell’istituto di Belle Arti di Urbino. Numerosi ritratti, per committenti di Pesaro, Fano e Urbino, sono oggi conservati da privati.


Castaldini Luciano*

CASTALDINI LUCIANO
Bologna 1855 - Pesaro 1924
Dalla fine degli anni '60 frequentò l'Accademia di Bologna dove fu avviato alla pittura decorativa e a quella prospettica (Studio d'ornato, saggio accademico del 1867). Dagli anni '80 partecipò con vedute d'interni ed esterni monumentali e con paesaggi, a olio, tempera e acquerello, alle esposizioni di Torino (1880, Coro della chiesa di S. Petronio; 1882, Sul Canalazzo a Venezia; 1884, Canale delle Moline a Bologna, Case rustiche sull'Appennino bolognese), Milano (1881, In cucina; 1884, Una delle porte laterali di S. Petronio) e Roma (1883, Case di Ciociaria). Dal 1889 assunse la direzione della Scuola d'Arte di Pesaro, e nella sua produzione entrarono anche opere di grafica (Manifesti balneari, 1906-1907, Pesaro, Archivio Comunale).


Caselli Moretti Ludovico*

CASELLI MORETTI LUDOVICO
Perugia 1858 - 1922
Al periodo di studi compiuti presso l'Accademia perugina risalgono i dipinti più significativi di questo artista: opere come II Pinturicchio (1878-1880) e Domenico Alfani (1880, Perugia, Accademia di Belle Arti) mostrano un deciso allineamento al genere celebrativo dell’arte antica, orientato verso modi puristi, che gli valse la prestigiosa commissione papale per alcuni polittici in stile (chiesa di San Costanzo, Perugia; chiesa di Carpinete). Autore anche di vedute prospettiche (Facciata della chiesa di S. Bernardino a Perugia, esposto a Roma nel 1883; Piazza di S. Francesco al Prato, esposto a Torino nel 1884), dal 1896 fu assorbito nella produzione di vetrate.


Casellari Vincenzo*

CASELLARI VINCENZO
Murano (Venezia) 1841 - Parigi 1889
Cresciuto in una famiglia di vetrai, trascorse buona parte della sua vita a Parigi, senza peraltro tagliare mai i legami con Venezia. Legato alla scuola di disegno dell'abate Zanetti, esordì con la decorazione del soffitto della chiesa di San Pietro Martire (perduto). Nel 1862 disegnò una serie di piccoli ritratti per la Galleria di personaggi muranesi in allestimento nel nuovo Museo Civico della città. Trasferitosi a Venezia ebbe numerosi incarichi per opere litografiche. Nel 1868 per ragioni politiche lasciò Venezia e si stabilì a Parigi dove l’amicizia di A. Cabanel e la partecipazione al Salon dello stesso anno lasciano supporre un buon inserimento nell'ambiente artistico parigino. Negli anni seguenti ottenne particolare successo con una produzione dove associava la tecnica degli smalti fusi a quella miniaturistica. Alcuni suoi disegni e acquerelli sono conservati nel Museo Vetrario di Murano.


Cascini Salvatore*

CASCINI SALVATORE
Lagonegro (Potenza) 1795 ca. - Napoli 1850 ca.
Appartenente a una famiglia di artisti attiva nella regione, Cascini fu autore di quadri religiosi (Sacra Famiglia, San Carlo, San Francesco, Sant'Agostino, chiesa di Lagonegro) e di ritratti. A Napoli, dove compì la sua formazione artistica, espose alla mostra borbonica del 1826 un San Girolamo e alcune Madonne.


Cascini Antonio*

CASCINI ANTONIO
Lagonegro (Potenza) 1792 - 1854
Dopo aver studiato all'Accademia di Napoli, tornò nel suo paese dove espresse la formazione accademica in opere di soggetto sacro per le chiese locali. Anche il figlio Pietro (1822-1906) frequentò l’istituto di Belle Arti di Napoli e strinse amicizia con D. Morelli: lavorò di preferenza nella propria regione dipingendo opere religiose e ritratti.


Casassa Carlo*

CASASSA CARLO
Cicagna (Genova) ? - Genova dopo il 1895
Le scarne notizie sull’artista derivano in gran parte dalla sua partecipazione alla vita artistica della Promotrice genovese, presso la quale iniziò a esporre nel 1878 copie da Rubens e Van Dyck; in seguito si dedicò a paesaggi con figure (1883, Suonatori di montagna, 1884, Cacciatore dei monti liguri, Studio dal vero; 1886, Maggio in campagna), quadri di genere e di costume (1891, Date a Cesare..., Superiore di confraternita; 1895, Le ultime soddisfazioni), ritratti e dipinti di tema religioso (1884, Ritratto; 1891, S. Giuseppe, La preghiera).


Casarotti Gragorio*

CASAROTTI GREGORIO
Badia Polesine (Rovigo) 1795 - 1875
Artista legato in prevalenza a un'attività artigianale, Casarotti dipinse alcuni paesaggi della sua città (Chiesa di San Michele a Rovigo, Rovigo, Pinacoteca dei Concordi) e ritratti (Odoardo Gobbetti; Abate Giuseppe Gnocchi, 1845 ca., Rovigo, Pinacoteca dei Concordi).


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