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Casanova Carlo*

CASANOVA CARLO
Crema (Cremona) 1871 - Quarna di Sotto (Novara) 1950
Compì gli studi classici al collegio dei Barnabiti di Moncalieri e fece le prime prove in campo artistico sotto la guida di M. Bedeschi. Conseguita la laurea in ingegneria, preferì dedicarsi alla pittura lavorando spesso in compagnia dell’amico S. Bersani. Alle giovanili vedute alpine seguirono i paesaggi con figure (Mattino all’AIpe Veglia, Armonie del tramonto, La chiesina nell'uliveto), marine, nature morte e, nella maturità, ritratti. Dal 1904 si cimentò anche con l’incisione.


Casanova Ambrogio*

CASANOVA AMBROGIO
Milano 1811 - dopo il 1862
Quando nel 1834 presentò all'Esposizione braidense cinque vedute lombarde, l’artista era già bene introdotto presso una scelta comittenza della quale facevano parte collezionisti come S. Stampa e G. Prinetti. Autore di una coppia di vedute allegoriche per la Galleria dei Benefattori dell'Ospedale Maggiore (Allegoria in memoria di Giuseppe Medici di Seregno, 1838 e Allegoria in memoria di Giulio Dugnoni, 1840), a lui si deve anche la Veduta sul lago di Como conservata all'Accademia di Brera.


Casanova Achille*

CASANOVA ACHILLE
Bologna 1861 - 1948
L’artista svolse la sua attività di decoratore nella città natale, parallelamente a quella dell’architetto bolognese A. Rubbiani. Dagli ultimi anni del secolo si affermò tra i massimi esponenti del Liberty emiliano, grazie a opere sempre improntate a un naturalismo graficamente nitido e prezioso: tra i numerosi inter-venti pittorici che gli furono commissionati, ebbe particolare rilievo la decorazione della chiesa bolognese di San Francesco (1886-1899). Decorò la sala dei Matrimoni nel Palazzo municipale di Bologna (1900) e, in col-laborazione con A. Sezanne, eseguì il ciclo decorativo della casa de’ Canton de Fiori. Fu attivo nella basilica del Santo a Padova (Santi Bruno e Norberto, 1907 ca.). Per diversi anni Casanova diresse l'atelier della “Ae- milia Ars” e nel 1903 prese parte all’allestimento e alla decorazione della sala Emiliana alla Biennale di Venezia.


Carton Viscardo*

CARTON VISCARDO
Verona 1867 - 1928
Formatosi all'Accademia Cignaroli di Verona con N. Nani, presentò i primi saggi scolastici alla mostra veronese del 1881 (Testina di bambino e Pulpito di San Fermo). Trasferitosi per qualche tempo a Milano, Carton fu impegnato come illustratore per la rivista Natura e Arte. Tornato nella sua città alla fine del secolo, l'artista si dedicò alla pittura di genere e al paesaggio (L'acqua morta, Verona, Municipio).


Carta Giuseppe*

CARTA GIUSEPPE
Palermo 1809 ? - 1889
Figlio di Natale, si dedicò alla pittura di storia, a quella religiosa e al ritratto. Tra le sue prime opere figurano una Vestizione di Santa Chiara e un Cristo con la Vergine e San Francesco, del 1844, per la chiesa palermitana di San Francesco di Assisi. Pure a Palermo, per le chiese di San Giuseppe dei Teatini, San Francesco e per la Congregazione dell'Olivella eseguì le grandi tele di Quaresima. Fra i suoi dipinti di tema storico le fonti ricordano i bozzetti con Carlo V concede la costituzione ai siciliani e Caio Mario piange tra le rovine di Cartagine, mentre resta il Gelone entra vittorioso a Siracusa (1859, Palermo, Galleria d'Arte Moderna). Attivo fin dal 1847 come decoratore e frescante nella chiesa della Madonna della Neve a Mazzarino, nel 1855 dipinse il sipario del teatro palermitano di Santa Cecilia. Fra il 1863 e il 1868 compì un lungo viaggio in Romania e in Turchia, dove lasciò numerose tele a Jasi (Moldavia), nella chiesa di Saint Esprit di Istanbul, in quella della Natività a Buyukdere (Turchia). Nel 1879 ca. decorò il teatro comunale di Racalmuto ed eseguì il sipario con la scena dei Vespri siciliani.


Carstens Asmus Jakob*

CARSTENS ASMUS JAKOB
Sankt Jiürgen (Danimarca) 1754 - Roma 1798
Autodidatta, studiò su calchi e incisioni la cultura classica e rinascimentale italiana. Professore all'Accademia di Berlino (1790), nel 1792 l'artista si stabilì definitivamente a Roma dove, a contatto con le opere dell’antichità, la pittura di Raffaello e di Michelangelo, confermò il suo modello artistico legato a un ideale di plastica e severa classicità. L’attività dei primi anni romani fu legata soprattutto all’elaborazione di disegni che nel 1794 espose nello studio che era stato di P. Batoni. Nei dipinti eseguiti in quegli anni, su temi protoromantici, è costante la presenza dell’elemento eroico e monumentale (Fingal vince Loda spirito di Sora, 1792, Copenaghen, Thorvaldsen Museum; La notte ed i suoi figli, 1795, Weimar, Staadtliche Kunstsammlung).


Carrelli Clementina*

CARRELLI CLEMENTINA
Lecce 1835 - Napoli dopo il 1916
Esordì a Napoli alla Mostra Borbonica del 1859 con Agar ed Ismaele, eseguito sotto l’influenza del suo maestro, B. Molinaro. Viaggi di istruzione compiuti a Roma e nelle capitali d’Europa valsero poi ad arricchire la sua formazione artistica. Si dedicò anche alla scultura e al ritratto (Giulio Petroni, 1871, Bari, Biblioteca Nazionale). Fu presente alle esposizioni di Milano nel 1872 (Un disperato dolore, Una stanza da letto, Una devota della Vergine, Una lettura di sera), a Vienna nel 1873, a Napoli nel 1877 (tra gli altri, Giulietta e Romeo, I primi studi, Una mesta rimembranza), a Roma nel 1883, a Torino nel 1884 e a Londra nel 1888.


Carnevali Vincenzo*

CARNEVALI VINCENZO
Reggio nell'Emilia 1778 - 1842
Agli inizi della carriera artistica fu impegnato nella riduzione grafica di allestimenti scenografici del fratello Cesare, di A. Fontanesi e di P. Gonzaga. Perfezionatosi a Milano, ebbe un’intensa attività di scenografo e di decoratore nella sua città e nei dintorni (teatro di Cittadella; Palazzo Spalletti-Trivelli; Casa Mazioli). Nelle opere tarde si possono cogliere suggestioni preromantiche, in particolare nelle tempere in Casa Magnanini e nel repertorio vedutistico.


Carnelli Giuseppe*

CARNELLI GIUSEPPE
Bergamo 1838 - 1909
Formatosi all’Accademia Carrara con E. Scuri, iniziò l’attività sotto la guida del maestro nella decorazione del santuario bergamasco di Santa Maria delle Grazie, affermandosi poi come ritrattista e attivissimo pittore di soggetti sacri (Cristo deposto dalla croce, esposto nel 1861 a Firenze). Fedele a un consumato decoro accademico assai gradito alla committenza locale, l’artista contò tra le sue imprese di maggiore impegno l’esecuzione degli ornati a finto mosaico per la facciata dello stabilimento Gaffuri di Bergamo, e l’articolata decorazione della chiesa di Sant'Antonino in Locate (Bergamo), ultimata nel 1894 con l’aiuto del figlio Dante. Nell'attività di ritrattista Camelli cercò di coniugare la fedeltà fisiognomica alla pacata affermazione del prestigio sociale (Ritratto di Margherita Pesenti; coll. privata ) mentre nella più libera attività di cartellonista per lo stabilmente Gaffuri rivelò fantasiose aperture al gusto dell’epoca.


Carnelli Dante*

CARNELLI DANTE
Bergamo 1869 - 1920
Alla brillante formazione presso l’Accademia Carrara di Bergamo avvenuta tra il 1884 e il 1897 con C. Tallone, Camelli affiancò l'apprendistato con il padre Giuseppe, al seguito del quale svolse poi la propria attività di pittore di soggetti sacri in chiese del circondario bergamasco (fra le altre, nella Parrocchiale di Cortenuova, 1902). Al moderato esempio paterno, più che alla vigoria del maestro Tallone, rimandano anche i suoi ritratti, oggi custoditi in collezioni private bergamasche.


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