Carminati Federico*
CARMINATI FEDERICO
Attivo a Genova fra il 1862 e il 1869
Fu autore di dipinti di soggetto storico e religioso, noti attraverso i cataloghi delle esposizioni cui partecipò, fra il 1862 e il 1869, alla Promotrice di Genova (Abramo che ripudia Agar, L'Arcangelo S. Michele, La rivolta contro Colombo, 1862; Francesco I di Francia sorprende la bella Feroniere nel bagno, 1865; Le miserie di Luigi Camoens poeta portoghese, 1869), di Torino (1867, La buona madre di famiglia, Scena di famiglia, Gli amanti fiorentini) e di Firenze (1864, Veduta del giardino Torrigiani; 1866, Filippo Strozzi trovato morto nel carcere). Carminati espose anche alle mostre dell'Accademia Ligustica nel 1865 e nel 1866 (La Concezione).
Carloni Lorenzo*
CARLONI LORENZO
Perugia 1870 - 1955
Fu allievo di F. Moretti all’Accademia di Belle Arti di Perugia fra il 1883 e il 1892, perfezionandosi poi, attraverso uno stretto rapporto di collaborazione, con A. Brugnoli e L. Rossi Scotti. Nel 1898 eseguì il lavoro più impegnativo con l’esecuzione di due dipinti di soggetto storico per la chiesa dell'Università di Perugia. All’Esposizione perugina del 1899 presentò II giuramento di Pontida e da quell'anno ottenne la cattedra di ornato presso l'accademia, mantenendo parallelamente un’intensa attività di ritrattista (La contessa Faina, Francesco Maria Guardabassi, La baronessa Giuditta Lanzetta).
Carlino Cesare*
CARLINO CESARE
Ivrea (Torino) 1843 - 1887
Compiuti gli studi all'Accademia Albertina con A. Gastaldi, esordì nel 1867 alla Promotrice di Torino con un paesaggio canavesano (Burolo-lvrea). Successivamente preferì raccontare, con partecipazione emotiva e attenta resa veristica, i luoghi, le persone e gli affetti della vita campestre, una sorta di poetica degli umili che si ritrova nei dipinti che presentò alla Promotrice torinese dal 1869 (L'ottantesima terza primavera) al 1884 (La festa del nonno). L'apprezzamento per l'artista venne sancito dalla mostra postuma allestita a Tori-no nel 1892, che riunì nove fra i suoi dipinti più significativi.
Carini Giovanni Battista*
CARINI GIOVANNI BATTISTA
Attivo a Palermo nella prima metà del XIX secolo
Allievo di V. Riolo, lasciò numerose pale d’altare nella sua città (tra le altre, San Carlo Borromeo che guarisce l'energumeno, chiesa di Sant'Ignazio dell ’Olivella ; San Francesco in estasi, chiesa del Monastero delle Stimmate). Fu anche autore di ritratti ufficiali di cui resta memoria dalle fonti (Il Maresciallo Merlo). Nei paesaggi l’artista si discostò dal vedutismo del Riolo per assumere tonalità e segno romantici (La Chiesa dello Spasimo, La grotta di Santa Rosalia, La Croce di Santa Maria del Gesù, Palermo, Galleria d'Arte Moderna E. Restivo).
Caretti Giovanni Battista*
CARETTI GIOVANNI BATTISTA
Sant’Agata sopra Cannobio (Novara) 1803 - ? 1878
Sono assai scarse le notizie sulla vita e sulla formazione dell’artista che fu architetto, pittore e decoratore. È nota, invece, la sua attività al servizio del principe Torlonia, che lo incluse nel novero degli artisti incaricati, tra il 1835 e il 1845, dell’ammodernamento e della decorazione di due residenze romane: la villa sulla via Nomentana e il Palazzo in piazza Venezia. Facendo uso di stucchi, mosaici, dorature, pitture illusionistiche e finti bassorilievi con vivace gusto eclettico, Caretti utilizzò anche diversi stili nella decorazione di un medesimo ambiente
Cardona (Cardone) Nicola*
CARDONA (CARDONE) NICOLA
Atessa (Chieti) 1811 - 1892
Si formò all’Accademia di Napoli eseguendo copie dai maestri del Cinquecento. Nella sua produzione, composta da quadri di piccolo formato, con soggetti sacri e storici, e da ritratti cercò di attuare i principi del «bello ideale» che aveva teorizzato nel Breve trattato sulla pittura redatto nel 1871. Dagli anni '70, tornato nel suo paese, vi aprì una scuola di disegno.
Cardi Francesco*
CARDI FRANCESCO
Ascoli Piceno 1819 - 1873
Compiuti i primi studi artistici ad Ascoli, proseguì la formazione a Roma con T. Minardi e si perfezionò a Firenze attraverso copie dall’antico. Tra le opere di soggetto sacro lasciate nella sua città (per le quali esistono disegni e cartoni nella Biblioteca Comunale di Ascoli Piceno) resta La morte di Sant'Andrea Avellino (chiesa di San Francesco).
Cardella Libertino*
CARDELLA LIBERTINO
Agrigento 1778 - ?
Ebbe inizi di ceramista, copiando originali greci per il mercato; come pittore si formò a Palermo nello studio di G. Patania seguendo le indicazioni del maestro nell'adozione di un linguaggio neoclassico. Dipinse soggetti religiosi tra i quali una Santa Rosalia, un San Nicola di Bari per la cattedrale di Agrigento e un Martirio di Sant'Agata per il Collegio di Racalmuto. Dopo i moti del 1820 fu costretto a lasciare la Sicilia per rifugiarsi a Malta dove aprì una scuola di disegno. Più tardi emigrò in America.
Carbonaro Raffaele*
CARBONARO RAFFAELE
Modica (Ragusa) 1871 - ? 1914
Compiuti gli studi classici, si trasferì a Milano per seguire i corsi all'Accademia di Brera. Legato al genere del ritratto e del paesaggio dal vero, ebbe un’intensa attività espositiva: a Milano, alla Triennale del 1891 pre-sentò Impressioni primaverili, nel 1891-1892 fu presente alI’Esposizione Nazionale di Palermo con tre studi dal vero (Paesaggi, Marina) e negli anni seguenti propose alle mostre milanesi paesaggi lombardi (1893, Lago di Como) e della sua terra d'origine (1900, Scogliera vulcanica). Nel 1912 alla Biennale di Venezia espose Dimora abbandonata, l'anno successivo, alla Secessione romana, Tramonto festivo e all'Esposizione Nazionale di Napoli, Cannaregio-Venezia.
Carattoli Giuseppe*
CARATTOLI GIUSEPPE
Perugia 1783 - Roma 1850
Esponente di una famiglia di artisti trasse profitto dalla lezione romana di G. Landi e di V. Camuccini, così come della lunga frequentazione di J. B. Wicar, per infondere alla propria interpretazione dei modelli neoclassici uno slancio vitalissimo e destinato a riflettersi su tutta la sua opera. Nella sua produzione, in buona parte conservata presso l'Accademia perugina, Carattoli affrontò sia i soggetti sacri (Tobia e l'Angelo, 1812, Perugia, Chiesa della Misericordia; Deposizione, 1835) sia il recupero di tematiche di storia antica (La morte di Virginia, 1810 ca.), alimentando anche una mirata attività di copista (La sacra Famiglia, da G. Landi, 1814); il suo linguaggio oscilla fra motivi di ispirazione cinque-secentesca e colte citazioni da J. L. David, raggiungendo una convincente forza espressiva nella ritrattistica (Il cardinale F. Cesarei, 1817).
