Capurro Piaggio Chiara*
CAPURRO PIAGGIO CHIARA
Attiva a Genova intorno alla metà del XIX secolo
Rare sono le notizie di questa pittrice dilettante ricordata dalle fonti ottocentesche (F. Alizeri 1864). Recentemente le è stato attribuito il Ritratto del pittore Francesco Baratta (Genova, Museo dell’Accademia Ligustica), caratterizzato da una nuova romantica sensibilità per l’indagine psicologica.
Cappelli Pasquale*
CAPPELLI PASQUALE
Napoli 1866 - ?
Le poche notizie sull'artista lo indicano allievo dell'Accademia di Napoli, presente alle esposizioni della Promotrice partenopea con quadri di genere (Cianci maliziosi, 1884; Dall'alto in basso, 1888; Preludio, 1891; Idillio, 1894) e paesaggi (Alle paludi, 1892). Noto anche come decoratore di ceramiche, l'artista insegnò disegno presso le scuole popolari di Napoli.
Cappelletti Filippo*
CAPPELLETTI FILIPPO
Fermo (Ascoli Piceno) 1841 - 1883
Compiuti i primi studi nella sua città si perfezionò a Roma e all’Accademia Albertina di Torino dove ottenne il diploma per l’insegnamento del disegno. Pittore di storia (L'eccidio di Oliverotto e Vitellozzo da Fermo, esposto alla Mostra fermana del 1869) e di quadri d’altare (Crocifisso, chiesa del Santissimo Salvatore, Montottone, Ascoli Piceno), insegnò per molti anni presso il Convitto Nazionale di Fermo.
Cappelletto Pietro*
CAPPELLETTO PIETRO
Attivo in Veneto fra il 1860 e il 1880
Dell’artista non si hanno notizie biografiche, tuttavia i soggetti delle opere presentate nel corso della sua breve stagione espositiva mostrano la propensione per le tematiche storico-letterarie come Le ultime ore di Torquato Tasso e Marco Visconti precipita il Pelagrua dall'alto del castello di Rosate (esposti a Torino nel 1868), Il Tintoretto misura l'Aretino per ritrarlo e Cimabue trova Giotto pastore che disegna una pecora (esposti a Torino nel 1871). Dopo il 1870 comparvero con il suo nome anche quadri di genere (Dal vasajo, esposto a Milano nel 1873) e scorci cittadini (Porta laterale del Duomo di Verona, esposto a Torino nel 1879).
Capparoni Silverio*
CAPPARONI SILVERIO
Roma 1831 - 1907
Figlio di Giuseppe, si formò all'Accademia di San Luca e nello studio di F. Podesti. Esordì con la Gloria di S. Giacomo per l’omonima chiesa romana (1862-1863), opera discussa per l’evidenza delle figure e per l’uso di tonalità scure. Legato per quarant’anni alla committenza ecclesiastica, possedeva un bagaglio di pittura accademico-eclettica di largo respiro su cui si formò la nuova generazione romana di pittura sacra. Fu impegnato nelle chiese di San Marcello al Corso (1861 ca.), Santa Maria in Trastevere (1868-1870), Santi Vincenzo e Anastasio (1876), San Tommaso di Canterbury (1878 ca.), San Tommaso in Parione, San Giu-seppe di Cluny (1900 ca.). Degli anni '90 sono due ritratti (Architetto Monaldi e Vincenzo Zagari ) conservati presso l'Accademia di San Luca.
Capparoni Giuseppe*
CAPPARONI GIUSEPPE
Roma 1800 - 1879
Figlio d’arte, seguì le tracce del padre Gaspare, incisore e collezionista di quadri antichi, sviluppando l’attività di acquafortista e quella di pittore. Della sua produzione si conoscono solo opere nella chiesa romana di Sant’Andrea della Valle: Lo sposalizio della Vergine, La Sacra Famiglia e le tre stazioni della Via Crucis con Gesù inchiodato alla croce, Gesù riceve la croce sulle spalle e Gesù cade per la prima volta sotto il peso della croce (1818).
Capparelli Vincenzo*
CAPPARELLI VINCENZO
Manfredonia (Foggia) 1853 - 1923
Appassionato cultore di musica e intenditore d’arte, fu attratto dal genere di pittura di H. Regnault; intimo amico di G. De Nittis (a detta della letteratura contemporanea), risentì dell’influenza del pittore barlettano. Nei paesaggi l'artista ritrasse motivi della sua terra, che espose alle promotrici napoletane (a partire dal 1875 e, con regolarità, negli anni 1882-1888) e alle mostre milanesi (1881, Monte Gargano, 1885, Porto di Napoli effetto di sera). La sua Marina con effetto di tramonto (esposta alla Promotrice di Napoli nel 1886) attrasse l'attenzione di F. Netti. Dopo il ritorno a Manfredonia fu ispettore agli scavi e ai monumenti e presidente della Commissione Provinciale d’Arte.
Cappanini Teresa*
CAPPANINI TERESA
Verona 1801 - 1826
Allieva di A. Ugolini all’Accademia Cignaroli fu, come la sorella Santa, accolta tra gli accademici onorari a Verona nel 1822. Nell’arco della sua brevissima carriera si dedicò alla pittura devozionale (fra I’altro: L'Addolorata, chiesa di Monte Baldo; Santa Lucia e il Sacro Cuore, oratorio di San Lorenzo a Verona) e al ri-tratto (due ritratti di Francesco I ricordati dalle fonti nel Tribunale di Verona; Ritratto di Tiziano, Verona, Biblioteca Comunale).
Caponeri Giuseppe*
CAPONERI GIUSEPPE
Bologna 1790 ca. - Roma 1822
Scarse e incerte le notizie sulla vita di questo artista, del quale ci è noto oggi soltanto l'affresco con L'arte egizia e greca esposta al Museo Vaticano (1816-1822, Roma, Musei Vaticani). In tale opera Caponeri mostrò, nella composizione robusta ed equilibrata, di aderire ai moduli neoclassici e di possedere doti di esperto frescante. Se è esatta l'identificazione tra Caponeri e il pittore Giuseppe Caponegri di Bologna, morto a Roma nel 1822, si possono attribuire a lui anche altre opere romane, fra le quali la decorazione del teatro Anatomico del romano ospedale San Gallicano (1816).
Caponeri Gaetano*
CAPONERI GAETANO
Bologna 1763 - 1833
A una prima formazione presso l'Accademia di Bologna dal 1778 al 1783, seguì l'alunnato presso il pittore bolognese di ornato e scenografia M. Braccioli. L'artista si specializzò nella raffigurazione di fiori e nature morte inseriti in ampie composizioni prospettiche. Fu attivo a Bologna all’interno del teatro Comunale, alla Certosa, nonché in numerosi palazzi e ville suburbane in collaborazione con artisti come V. Martinelli, A. Basoli (Stanza di Cerere e dello Zodiaco, Bologna, Palazzo Hercolani) e P. Fancelli (Decorazione della Camera delle Udienze, Bologna, Palazzo Arcivescovile).
