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Cambiaso Tanska Giuseppina*

CAMBIASO TANSKA GIUSEPPINA
Polonia 1860 - Genova 1935
Fu allieva del pittore S. Bertelli, del quale fu anche modella. Di lei si ricordano i raffinati fregi decorativi di gusto romantico delle ville La Rocca di Basaluzzo e La Giustiniana di Gavi Ligure e la serie di Vedute ad acquerello del nosocomio di Genova Quarto, dove fu ospitata in tarda età.


Cambiaso Laura*

CAMBIASO LAURA
Attiva a Genova fra il 1867 e il 1876
Figlia del pittore P. D. Cambiaso, presentò vedute e nature morte alle esposizioni dell'Accademia Ligustica (1865, Paesaggio, Frutti, 1867, Studi dal vero) e alla Promotrice di Genova (1868, Studio dal vero, 1871, Cor- nigliano; 1874, Uva; 1875, Campagna dal vero, 1876, Sotto il pergolato, Parte di una caccia).


Calzi Achille*

CALZI ACHILLE
Faenza (Ravenna) 1844 - 1850
Formatosi presso la scuola d’arte della sua città, nel 1830 compì un soggiorno di studio a Roma sotto la guida e la protezione di T. Minardi. Premiato all’Accademia di San Luca e ottenute diverse commissioni, l’artista eseguì numerosi ritratti che attestano il suo interesse per l’opera di J. A. D. Ingres (Ritratto di Giuseppe Zamboni e Ritratto di Ignazio Bosi, Faenza, Pinacoteca Comunale). La successiva adesione al Romanticismo storico è documentata dalle incisioni e da dipinti vicini ai modi di F. Hayez (Abelardo ed Eloisa, Faenza, Pinacoteca Comunale).


Calzamiglia Francesca*

CALZAMIGLIA FRANCESCA
Genova Sampierdarena 1800 - Roma 1862
Frequentò a Genova l’Accademia Ligustica e a Roma la scuola di T. Minardi, dal quale trasse la lettura purista della cultura classica. L’artista trattò esclusivamente soggetti religiosi, come la pala con La morte di San Giuseppe, per la chiesa di Barcheto (Porto Maurizio, Imperia) e la tela raffigurante La processione di San Carlo Borromeo per il Duomo di Oneglia: quest'ultima opera, commissionata all'artista dal Comune nel 1833 ed eseguita nel 1834, fu celebrata dai contemporanei come esempio di rinnovamento artistico.


Calori Carlo*

CALORI CARLO
Attivo a Bologna fra il 1817 e il 1843
Le prime notizie sulla formazione artistica del pittore risalgono al 1817, anno in cui è documentata la sua partecipazione alla mostra dellAccademia bolognese, della quale divenne professore onorario nel 1836. Privilegiò la tematica paesaggistica, prima con paesaggi storici e temi arcadici, poi con pittoresche vedute della città di Bologna sulla scia di A. Basoli. Nelle scene di vita urbana scelse suggestivi scorci di canali (Il cortile sul canale e II canale delle moline, Bologna, Galleria Comunale d’Arte Moderna) e di umili caseggiati.


Calò Giovanni Battista*

CALÒ GIOVANNI BATTISTA
Barletta (Bari) 1832 - 1895
Allievo della Scuola del Reale Ospizio di Giovinazzo, a partire dal 1852 passò a studiare all'istituto di Belle Arti di Napoli, seguendo i corsi di G. Mancinelli. Dopo i primi riconoscimenti (Gruppo di Lucio Papirio, Discobolo, dal gesso, esposti alla Mostra Borbonica del 1855) fu costretto, per motivi di salute, a tornare nella città natale dove si dedicò all’insegnamento, formando un nutrito gruppo di pittori barlettani fra i quali G. De Nittis. Dal soggiorno napoletano aveva tratto il solido impianto delle figure che compare nel Bri-gante e figlia (1856, Barletta, Museo Civico). Partecipò all'Esposizione Nazionale di Firenze del 1861, a quella di Milano del 1872 (Donna velata) e nel 1875 presentò a Firenze La Disfida di Barletta, bozzetto del sipario per il teatro Curci della sua città. Della sua produzione, comprendente anche paesaggi e quadri di genere eseguiti in Grecia, si possono valutare gli esiti nei ritratti (Barletta, Museo Civico) e in quadri di soggetto sacro (Madonna del Suffragio, Barletta, chiesa del Purgatorio).


Callegari Giovanni Battista*

CALLEGARI GIOVANNI BATTISTA
Parma 1785 - 1855
Allievo di B. Martini all’Accademia di Parma, nel 1804 e nel 1808 fu premiato ai concorsi accademici. Subito dopo passò a Brera, alla scuola di G. Bossi. Legò il suo nome soprattutto all’attività di docente (nel 1822 as-sunse la cattedra di disegno, dove introdusse le lezioni di anatomia dal vero) e a quella di grafico che svolse sia con riduzioni per l'incisione dal Parmigianino e dal Correggio, sia con ritratti (Ritratto di L. Sanvitali, 1815; Ritratto di F. Cornacchia, 1835, entrambi a Parma, Museo Lombardi). Nei paesaggi (Veduta nelle vicinanze di Mariano, Parma, Galleria Nazionale) appare vicino ai modi di G. Boccaccio.


Callani Maria*

CALLANI MARIA
Milano 1778 - Parma 1803
Figlia di Gaetano, autore di pale d’altare e noto per le imprese decorative a fresco, Maria si trasferì a Parma probabilmente nel 1787, quando il padre fu chiamato alla cattedra di paesaggio dellAccademia, circostanza che le consentì l’accesso all'istituto altrimenti precluso alle donne. Ebbe rapporti diretti con l’ambiente milanese, prediligendo nella sua vasta ritrattistica i modi di A. Appiani (Autoritratto, Parma, Galleria Nazionale) e di G. Bossi (Ritratto del padre, Parma, Galleria Nazionale). Nel 1801 l'artista si aggiudicò il secondo posto, dopo Bossi, al concorso milanese per celebrare la vittoria di Napoleone a Marengo (La ri-conoscenza della Cisalpina al genio della pace, distrutta). Eseguì anche alcuni dipinti su committenza religiosa (Il Battesimo di Cristo, 1800, Parma, chiesa di Quartarola) e opere di tema mitologico (Ebe e l'Aquila, 1803, Parma, Galleria Nazionale).


Califano Mundo Raffaele Armando*

CALIFANO MUNDO RAFFAELE ARMANDO
Napoli 1857- 1930
Allievo di G. Lanza, frequentò l'Accademia di Belle Arti di Napoli e perfezionò lo studio del disegno sotto la guida di S. Lista. L’artista si dedicò soprattutto alla pittura di interni, ma dipinse anche paesaggi e scene di genere. Figurò nelle Promotrici napoletane dal 1879 al 1911. Nel 1866 mise in mostra In riva al Sarno e nel 1881 Interno di San Domenico Maggiore (Napoli, Amministrazione Provinciale). Espose le proprie opere a Genova (1882), aTorino (1884), a Berlino (1888) e a Pietroburgo (1888). Professore onorario all'Accademia di Napoli dal 1902, scrisse anche testi didattici di pittura.


Caliari Paolino*

CALIARI PAOLINO
Venezia 1764 - 1835
Allievo di P. Schiavi all’Accademia Cignaroli, Caliari unì alla formazione classicista la ripresa di modelli del primo Rinascimento veronese. Suggestioni visibili nella successiva opera decorativa (Insegne di caffè, 1810, dal Caffè “al Padovano”, Verona, Galleria d’Arte Moderna), dove poté anche sperimentare l'uso di tecniche antiche (Decorazione, encausto, 1820, Palazzo Ravignani, Verona). Il suo contributo alla pittura sacra d’epoca neoclassica fu connotato da una personale quanto precoce accentuazione patetico-sentimentale (Cristo morto compianto dagli angeli, 1810, Verona, Istituto delle Orsoline).


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