Caliari Giovanni Battista*
CALIARI GIOVANNI BATTISTA
Verona 1802 - 1850
Figlio e allievo di Paolino, prese l’avvio dall’indirizzo paterno verso una pittura sacra sostanziata dal recupero della tradizione veronese del Rinascimento, della quale offrì un'originale interpretazione nel gruppo di opere eseguite nel 1830 ca. nelle chiese di Pojano di Valpantena e di Marcellise (Verona). Insegnante e poi conservatore dell’Accademia Cignaroli, consolidò la tendenza purista e di ispirazione sentimentale della cultura ufficiale veronese nella prima metà del secolo. Specialista del tema del Sacro Cuore (1826, Verona, chiesa dei Santi Nazaro e Celso), lasciò una vastissima produzione che, oltre ai dipinti sacri, annoverava ritratti di notabili veronesi, nature morte (Lepre morta, Verona, Istituto Mazza), e studi per le arti applicate (modelli per tessuti sacri prodotti dall'istituto Mazza).
Cali Gaetano*
CALI GAETANO
Attivo a Napoli fra il 1810 e il 1830
Studiò a Napoli nell’Accademia di Belle Arti durante il periodo della dominazione francese. Dipinse vedute e paesaggi che la critica coeva considerò corretti per disegno e impianto prospettico. Alle mostre borboniche del 1826 e del 1830 presentò alcune Vedute di Napoli e dintorni.
Caldesi Clemente*
CALDESI CLEMENTE
Faenza (Ravenna) 1769 - 1831
L’artista si formò a Bologna presso lo studio del pittore F. Santini e si perfezionò a Milano a contatto con lo scenografo veneto P. Gonzaga. Caldesi realizzò ampie e monumentali ambientazioni scenografiche, ini-zialmente di gusto classicista (Interno scenografico, 1820, Faenza, Pinacoteca Comunale) e suc-cessivamente di gusto medievaleggiante (Paolo e Francesca, 1830 ca., coll. privata). L’avvicinamento stilistico agli eleganti modi dell'intimo amico F. Giani risulta evidente soprattutto nella resa delle figure.
Calderone Piercasimiro*
CALDERONE PIERCASIMIRO
Baucina (Palermo) 1854 - ?
Avviato alla pittura prospettica, agli esordi presentò al Circolo Artistico di Palermo studi di architetture e vedute d’interno; passato fra gli allievi di F. Lojacono, si dedicò al paesaggio presentando alla mostra palermitana del 1891-1892 una Marina e a quella del 1894 II monte Pellegrino, Scogliera e Cappella Palatina. Nel 1898 l’artista inviò all'Esposizione di Torino La fontana del chiostro di Monreale.
Calderara Edoardo*
CALDERARA EDOARDO
Castelnuovo Scrivia (Alessandria) 1853 - Genova 1928
Frequentò all'Accademia Ligustica la scuola di paesaggio di T. Luxoro, del quale ripropose i calibrati rapporti cromatici. Attento alla resa atmosferica, trattò prevalentemente il paesaggio d'alta montagna, le marine, le nature morte (Fiori, Genova, Galleria Civica d’Arte Moderna), ma eseguì anche vedute cittadine. Dal 1880 al 1901 espose alla Promotrice genovese; nel 1867 fu premiato all'Esposizione milanese di Brera per una Ve-duta della Chiesa di San Lorenzo in Milano. Interessato alle arti applicate, insegnò ornato alla Ligustica, della quale fu nominato accademico di merito nel 1893.
Calascibetta Paolo*
CALASCIBETTA PAOLO
Palermo 1801 - 1834
Formatosi presso F. Farina, passò sotto la guida di G. Velasco presso il quale rimase sei anni esercitandosi nella copia dei gessi antichi. Successivamente entrò nello studio di G. Riolo, e frequentò con profitto anche l'Accademia del Nudo a Palermo. Apprezzato interprete di soggetti allegorici (Trionfo della Fede o della Morte, Palermo, Galleria di Palazzo Bagnasco) e mitologici (casini di caccia dei duchi di Serradifalco e Monteleone all’Olivuzza), nel 1833 terminò la grande tela della Madonna del Rosario, santa Caterina e santa Rosa da Lima, mentre lasciò incompiuto un Collatino e Bruto in atto di proclamare la Repubblica (ubicazione ignota). Nell’Autoritratto (Palermo, Biblioteca Comunale, fondo Gallo) è caratteristico l’uso del segno neoclassico che astrae da ogni contesto la naturalezza della figura.
Calabrese Alessandro*
CALABRESE ALESSANDRO
Lecce 1804 - 1873
Dopo aver studiato a Lecce presso L. Tondi, si trasferì a Napoli dove frequentò l’istituto di Belle Arti sotto la guida di C. Angelini. Rientrato nella sua città intorno al 1832 e realizzate le prime opere (tele datate 1833, nelle chiese di Sant’Angelo e Santa Croce), aprì una scuola di disegno che gli valse una certa notorietà. A Francavilla Fontana fu chiamato a insegnare nel collegio Calasanzio e nella stessa città, prima del 1860, realizzò numerose opere per l’erigenda chiesa di Santa Chiara e per privati. Poco oggi resta della sua produzione, documentata agli inizi di questo secolo anche nella chiesa del Buon Consiglio di Lecce, nel duomo di Lequile, nel Municipio di Francavilla e in collezioni private, dove si trovavano paesaggi, scene storiche e mitologiche e ritratti (Ritratto di Luigi Imbò (Lecce, Museo Provinciale S. Castromediano).
Cacace Celeste*
CACACE CELESTE
Napoli 1872 - 1949
Studiò all'Accademia di Belle Arti di Napoli e in seguito si dedicò all’insegnamento del disegno. Attenta agli effetti luminosi nei ritratti si servì tanto dell’olio che dell’acquerello che del pastello. Espose tra l'altro a Napoli (1904, Mia Madre; 1906, Studio di testa), a Milano (1906) e nel 1909 fu presente con Giosuè Carducci e Maria alla mostra di Rimini e, con Riflessi e Pentimento, al Salon di Parigi.
Caboni Antonio*
CABONI ANTONIO
Cagliari 1786 - 1874
L’artista non ebbe una formazione accademica ma dalle sue opere traspare la conoscenza dei grandi incisori italiani e dei modi del conterraneo G. Marghinotti. Lavorò prevalentemente a Cagliari dove, fra le tante commissioni, va ricordata quella per i due ritratti ufficiali di Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II per il Palazzo Viceregio, segno del prestigio raggiunto. Nel 1842 affrescò il presbiterio della basilica di Santa Croce coi Santi Maurizio e Lazzaro; fra il 1843 e il 1845 decorò la cupola e la volta del Duomo, dove è ancora visibile il riquadro con la Gloria di Santa Cecilia, mentre sono andate perdute le Quattro Virtù Cardinali Personificate. Sempre a Cagliari, dipinse un San Girolamo Emiliani per la chiesa di San Lucifero (1844) e La Madonna della Salute per la chiesa di Sant'Antonio Abate. Decorò a fresco anche la volta e la navata della chiesa parrocchiale di Orune (Nuoro).
Cabella Giovanni*
CABELLA GIOVANNI
Genova 1820 ca.- ?
Fu allievo all’ Accademia Ligustica e di F. Peschiera, tramite il quale, probabilmente, entrò in contatto con la nobildonna Teresa Corsi Pallavicino, che lo aiutò a proseguire gli studi a Firenze e a Roma: qui, grazie anche a una pensione della Ligustica, frequentò gli ambienti puristi e realizzò, su commissione della stessa mecenate, Le Tre Marie al sepolcro (1849-51), apprezzato da P. Tenerani. A Genova partecipò alle mostre del 1846 e 1847 e alle Promotrici del 1852 e 1854, con opere religose e di genere. Anche ritrattista, ab-bandonò precocemente la pittura, ritirandosi a vita solitaria.
