Buccolini Tito*
BUCCOLINI TITO
Camerino (Macerata) 1838 - 1896
Allievo distinto della perugina Accademia di Belle Arti negli anni fra il 1857 e il 1861, fu ritrattista (Re Umberto, Comune di Trevi, Perugia), copista (Aurora, da G. Reni, esposta a Perugia nel 1879), disegnatore e decoratore (interventi nelle chiese di Spello e Foligno). Nel clima di rivalutazione della arti applicate Buccolini incarnò la moderna figura dell’artista-artigiano affiancando una multiforme attività alla didattica (presso le scuole industriali di Trevi e Foligno). Come ispettore dei monumenti e scavi dell'Umbria, promosse numerosi interventi di salvaguardia.
Bucci Flaviano*
BUCCI FLAVIANO
Giulianova (Teramo) 1817 - 1906
Si trasferì nel 1840 a Napoli dove seguì gli insegnamenti del conterraneo G. Bonolis. Dalle fonti viene ricordata una sua Madonna, copia da J. L. David, fedele alle indicazioni del maestro. Nei ritratti, a pastello, e nei quadri di figura (Mendicante, Napoli, Museo di Capodimonte) ottenne esiti di acceso verismo, lodati anche dai critici del tempo per la «perfetta imitazione del vero». Perseguitato dal regime borbonico, ritornò definitivamente a Giulianova abbandonando quasi del tutto la pittura.
Brusco Paolo Gerolamo*
BRUSCO PAOLO GEROLAMO
Savona 1742 - 1820
Figlio del decoratore di ceramiche Giovanni Battista e fratello del pittore Angelo Stefano, iniziò la sua attività di pittore a Savona, recuperando la tradizione del Seicento locale sotto l’influenza di G. A. Ratti. Nella vasta produzione sacra e profana restò a lungo legato a modelli arcaicizzanti e solo nelle opere degli ultimi anni mostrò di aderire a un neoclassicismo di stampo accademico, visibile nell’ Apoteosi di Napoleone (commissionatogli nel 1810 dal prefetto Chabrol de Volvic), nell’Autoritratto, o nel Tancredi e Clorinda (Savona, Pinacoteca Civica). All’ultimo periodo appartengono anche la decorazione della parrocchiale di Stella e la tela con San Giovanni della Croce (1818) per la chiesa di San Pietro a Savona.
Brusco Angelo Stefano*
BRUSCO ANGELO STEFANO
Savona 1745 - Noli (Savona) 1831
Avviato dal padre Giovanni Battista alla decorazione delle maioliche savonesi, si distinse poi come frescante, autore di finte architetture, trompe-l'oeil e vedute prospettiche, realizzate in collaborazione con il fratello Paolo Gerolamo. Lasciò opere a Savona (Angeli con lo stemma di Pio IX, duomo; decorazioni della facciata della Prefettura) e in chiese della provincia (parrocchiale di Spotorno e chiesa di San Nicolò ad Albissola).
Bruno Bernardo*
BRUNO BERNARDO
Attivo in Piemonte fra il 1855 e il 1871
Artista noto soltanto per la frequenza alle mostre torinesi e genovesi dalla metà del secolo, innestò, dopo il 1860, nelle tematiche di genere (Il giocatore e la sua famiglia, esposto a Genova nel 1855), una vena documentaristica legata ai contemporanei eventi politici (Contadini napoletani che accorrono al plebiscito, esposto a Torino nel 1861; La fantesca liberale, esposto a Torino nel 1862). Accanto all’impegno nella ritrattistica ufficiale (Ritratto del conte di Cavour, esposto a Torino nel 1862; Ritratto di Amedeo I re di Spagna, esposto a Torino nel 1871), la produzione successiva indica una probabile residenza del pittore in Sardegna testimoniata dai temi di costume.
Bruni Giovanni*
BRUNI GIOVANNI
Siena 1804 - 1864
Allievo a Siena di G. Colignon e F. Nenci, a Firenze di P. Benvenuti e a Roma di T. Minardi, nel 1830 esponeva all'Accademia senese un San Francesco di Sales profetizza il pontificato a Fabio Chigi. Dopo la prova delle figure di Sibille per il pavimento del Duomo, si affermò come quotato interprete del Purismo senese (S. Sebastiano, 1832, per la cappella di Villa Finetti a Malignano; Presentazione al Tempio, 1837, per la chiesa di Santa Maria in Provenzano). Collaborò con F. Nenci alla decorazione della Meridiana a Palazzo Pitti a Firenze (Ulisse e Alcinoo, 1834-1839) e dopo il 1840 lavorò al cartone per la cuspide centrale del duomo di Orvieto raffigurante l’Incoronazione della Madonna. Nel 1850 ottenne la cattedra all’istituto d’Arte dove ebbe fra i suoi allievi A. Franchi e G. Felli, che raffigurò in un doppio ritratto (Prato, Galleria di Palazzo Pretorio).
Bruni Fedor Antonovic*
BRUNI FEDOR ANTONOVIC
Milano 1802 - Pietroburgo (Russia) 1875
Figlio d’arte, Bruni si formò all'Accademia di Pietroburgo fra il 1809 e il 1818 compiendo poi lunghi soggiorni in Italia (1819-1836, 1839-1841, 1843-1845), fermandosi soprattutto a Roma. L'influenza del composto neo-classicismo di V. Camuccini è riconoscibile nella rigorosa costruzione della Morte di Camilla (1824, San Pietroburgo, Museo Russo); gli stessi elementi, rielaborati e personalizzati, appaiono nel Serpente di bronzo (1828-1841,San Pietroburgo, Museo Russo), la sua opera più nota, in cui, pur nell’adozione dello schema piramidale, il modello raffaellesco e accademico si arricchisce di variati apporti della cultura figurativa italiana rinascimentale e barocca.
Brunacci Gaetano*
BRUNACCI GAETANO
Cortona (Arezzo) 1854 - Siena 1922
Studiò e lavorò a Siena, dove fu allievo di G. Bandini e, insieme al maestro, artefice di vaste imprese decorative in edifici pubblici e privati della città (abside di Santa Maria dei Servi; sala delle Adunanze dell’Ospedale di santa Maria della Scala, 1894; Istituto Anatomico, 1896). Brunacci lavorò anche in collaborazione dell’architetto G. Partini (sala delle Adunanze della Deputazione e Galleria, 1902, Siena,Monte dei Paschi).
Bruna Lot*
BRUNA LOT
Feltre (Belluno) 1847 - 1868
Di umili origini, seguì i corsi di disegno a Feltre presso il maestro G. Cipelli. Ebbe commissioni per alcune pale d’altare in territorio feltrino e solo nel 1846 poté frequentare per un anno l’Accademia di Venezia. Volontario nella prima guerra d’Indipendenza, al rientro nella sua città, nel 1849, ebbe modo di frequentare G. De Min e forse collaborò con il pittore bellunese nella decorazione di palazzo Berton e negli affreschi di Campo di Quero. Negli anni seguento ottenne fortuna come copista, in particolare a Firenze, dove si era trasferito, traendo copie da Raffaello ma anche da quadri di S. Ussi e G. Bezzuoli.
Brumidi Costantino*
BRUMIDI COSTANTINO
Roma 1805 - Washington (Stati Uniti) 1880
Si hanno notizie del suo alunnato,fra il 1818 e il 1823, presso la romana Accademia di San Luca; nel 1840 è ricordato tra i restauratori della Loggia di Raffaello in Vaticano. Prima del 1842 dipinse gli affreschi con Gli Apostoli (perduti) e la tela con La Trinità e i Santi Anna, Giovanni, Marino, Carlo e Alessandro (disperso) per la cappella di Palazzo Torlonia; nel 1846 espose alla Società degli Amatori e Cultori La Resurrezione di Lazzaro; tra il 1849 e il 18520 trasse una copia dalla Trinità del Guercino per la chiesa di San Nicola in Caecere e nelle stesso periodo eseguì gli affreschi dei pennacchi e della cupola della Madonna dell’Archetto, uniche opere visibili a Roma. Dal 1852 Brumidi fu attivo in America dove, mettendo a frutto le doti di decoratore e conoscitore della pittura antica, lavorò per le chiese di New York, Washington, Philadelphia, Città del Messico. Nel 1855 presa la cittadinanza americana ottenne l’incarico di decorare diversi ambienti del Campidoglio di Washington: impresa che gli varrà il titolo di “Michelangelo of the U. S. Capitol” anche se lo stile accademico e la scelta di alcuni dei soggetti mitologicinon trovarono unanime consenso.Morì durante la lavorazione della Storia del nuovo mondo.
