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Bouvier Bardelli Lina*

BOUVIER BARDELLI LINA
Milano 1879 - Caronno Varesino (Varese) 1964
Fu avviata alla pittura nella seconda metà degli anni '90 dallo zio Pietro del quale seguì l'esempio, specializzandosi in quadri di genere e composizioni floreali. L'artista partecipò alle esposizioni della Permanente di Milano e alle annuali braidensi a partire dal 1899 fino al 1920 ca. (L'ultimato, esposto alla Triennale del 1900; Dono di nozze, presentato all’Esposizione Nazionale del 1906).


Bouguerau Adolphe William*

BOUGUERAU ADOLPHE WILLIAM
La Rochelle (Francia) 1825 - 1905
La sua attività artistica fu strettamente legata all’Accademia di Beaux-Arts di Parigi che frequentò dal 1846 al 1850, anno in cui vinse il Gran-Prix grazie al quale si recò a Roma dove rimase fino al 1854. Durante il sog-giorno all'Accademia di Francia poté visitare diverse città italiane, approfondire il confronto con la cultura classica e studiare la pittura rinascimentale. Di qui pervenne a quell'equilibrio fra la monumentalità antica e l'idealismo raffaellesco, con sapienti venature realiste che appare già in Le corps de Sainte Cécilie apporté dans les Catacombes (Parigi, Museo del Lussemburgo): l'opera, eseguita a Roma nel 1854 ed esposta al Salon del 1855, fu ammirata e studiata dagli artisti italiani e in particolare suscitò l'interesse nel giovane D. Morelli e fu di stimolo per alcune composizioni di F. Grandi.


Bottoni Pio*

BOTTONI PIO
Attivo a Roma fra il 1870 e il 1920
Si specializzò nella pittura di genere e nel paesaggio traendo motivi sia in Umbria sia nel Lazio. Dipinse tanto a olio che ad acquerello, e come frescante lavorò nella chiesa dell’Immacolata nel Collegio Massimo a Roma. Nel 1900 partecipò alla Triennale di Milano e dallo stesso anno espose a Roma con il gruppo “In Arte Libertas” (Lontananze e abissi, 1901), con l'Associazione degli Acquarellisti (Clivo aventino, 1903) e con la Società degli Amatori e Cultori (Dal monte di Piediluco, 1906). Nel 1902 inviò all’Esposizione di Pietroburgo Vestigia Urbis.


Bottino Emanuele*

BOTTINO EMANUELE
Attivo a Genova fra il 1880 e il 1895
L'artista ci è noto per i suoi numerosi studi dal vero della Riviera di Levante e di Genova, che presentò alla Promotrice di Genova tra il 1880 e il 1895: all’esposizione del 1887 presentò dodici opere (fra le altre, In Bormida, Carcare, A Nervi, Riviera di Levante, In porto). Prese parte anche all’Esposizione di Brera del1881(Bagni presso Genova: marina) e alla Promotrice di Torino del 1882 (Via di Carcare, Casolare, Bagni di S. Lazzaro).


Bottini Pompeo*

BOTTINI POMPEO
Milano 1873 - Zoverallo (Novara) 1958
Allievo di G. Bertini e L. Pogliaghi all'Accademia di Brera, dipinse paesaggi (Lago Maggiore, esposto a Milano nel 1898), vedute montane e composizioni floreali (Bacile antico con fiori, esposto a Milano nel 1894) che presentò alle mostre milanesi negli ultimi anni del secolo. Fu attivo anche come frescante a Milano e in provincia.


Botti Scifoni Idda*

BOTTI SCIFONI IDDA
Roma 1812 - Firenze 1844
Studiò con G. Silvagni a Roma, dove nel 1831 partecipò all’Esposizione della Società Amatori e Cultori con un dipinto sul tema della Gerusalemme Liberata e con uno studio. L’artista si dedicò essenzialmente al ritratto, ma sono ricordati anche dipinti di soggetto allegorico e sacro, oltre a copie dagli antichi maestri. Sposatasi nel 1837 con il poeta L. Scifoni si trasferì a Firenze e qui fu amica e insegnante di pittura di Matilde Bonaparte, che ritrasse più volte sia da fanciulla sia come moglie di A. Demidoff (Ritratto di M. Demidoff, 1841, coll. privata). L’Autoritratto (1839, donato agli Uffizi da M. Bonaparte nel 1844, Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti) è l'unica testimonianza nota di un’attività artistica certamente più articolata.


Botti Carlo*

BOTTI CARLO
Foligno (Perugia) 1848 - 1912
Il percorso formativo del pittore umbro si svolse fra Perugia, Roma e Firenze; allontanatosi progressivamente dalla solida ma fredda impostazione accademica delle prime opere (Il poeta Omero, 1873, Perugia, Accademia di Belle Arti), trovò nel ritratto, genere nel quale si perfezionò a Firenze con M. Gordigiani, gli spunti per una lucida analisi del vero non priva di una sottile sensibilità introspettiva. Si cimentò anche con i soggetti sacri, fra i quali si ricordano il Battesimo di Cristo (Foligno, chiesa di San Francesco), la Santa Lucia (Parrocchiale di Pale, Foligno), il San Lorenzo (chiesa dei Cappuccini, Brindisi), le tele per le parrocchiali di Sant’Eraclio e di Sustino (Foligno), oltre all’Angelo della Resurrezione eseguito per il sepolcro Ragazzini nel cimitero monumentale di Milano.


Bottazzi Antonio*

BOTTAZZI ANTONIO
Cremona 1800 - dopo il 1863
Formatosi a Roma, nel 1833 presentava all'Esposizione Accademica di Milano alcuni Ritratti commissionati da nobili bresciani e lodigiani e una Madonna col putto, dipinta per la chiesa di San Rocco di Soresina. In seguito si dedicò soprattutto al quadro di storia, come sembrano indicare i soggetti esposti a Milano nel 1863 (Maria Stuarda, Cajo Gracco) e II trionfo di Giovanni Baldesio (Cremona, Museo Civico), composizione di impianto neoclassico con qualche apertura a influssi romantici.


Bottazzi Agostino*

BOTTAZZI AGOSTINO
Venezia 1822 - ? dopo il 1855
Si hanno scarse notizie biografiche di questo artista, che comparve all’Esposizione della Promotrice di Genova nel 1850 con due dipinti di tema orientalista (Mercante turco e Odalisca). Negli anni seguenti Bottazzi fu presente alle esposizioni con opere di soggetto storico-letterario (Trissino che scopre l'ingegno di Palladio, esposto a Genova nel 1852; Ritorno dei confederati dalla vittoria di Legnano, presentato a Genova nel 1854; Giotto visitato da Dante, esposto a Torino e a Milano nel 1862) e paesaggi (Le rovine d'un castello, esposto a Genova nel 1855).


Bottagisio Vittorio*

BOTTAGISIO VITTORIO
Bardolino (Verona) 1859 - Verona 1905
Allievo dell'Accademia di Venezia, esordì all'Esposizione Nazionale di Venezia del 1887 con l'opera In riva all'Adige e anche in seguito privilegiò la pittura di paesaggio con particolare attenzione agli effetti d’acqua (L'acqua morta, esposto alla mostra torinese del 1892, Verona, Pinacoteca Comunale). Le sue vedute di Venezia e della campagna veronese comparvero in occasione di numerose mostre di Milano (Cascatelle, 1890; Venezia d'inverno, 1897), Genova (Sirmione sul Garda, 1892) e Torino (San Giorgio a Verona, 1892).


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