Bosis Giacomo*
BOSIS GIACOMO
Alzano Lombardo (Bergamo) 1861 - 1945
Studiò con E. Scuri e C. Tallone all'Accademia Carrara. Ritrattista (Ritratto delle sorelle Laura e Elena Agliardi, 1891, Bergamo, coll. privata), inviò sue opere all'Esposizione di Belle Arti di Milano del 1894, trovando committenze presso l'aristocrazia lombarda (Ritratto del Marchese Emanuele d'Adda, 1911, Milano, Istituto dei Ciechi; Ritratto del Conte Paolo Belli, 1919). Perizia tecnica, tinte calde e accurata resa espressiva del soggetto caratterizzano i suoi ritratti fino agli anni '20. Bosis dipinse anche quadri di tema agreste e di soggetto militare (Capoposto in perlustrazione, esposto alla Triennale di Milano del 1900).
Boschi Luigi Giuseppe*
BOSCHI LUIGI GIUSEPPE
Roma 1796 - Firenze dopo il 1859
Figlio dello scultore Giuseppe e nipote di Vincenzo e Michelangelo Pacetti, si formò all'Accademia di S. Luca dove nel 1816 e nel 1817 si aggiudicò diversi premi. Nel 1820 vinse la sovvenzione del concorso dell'A-nonimo (o Canova) per la classe di pittura. A Sant'Andrea delle Fratte a Roma dipinse la VI e la VII stazione della Via Crucis (1818). Trasferitosi nel 1824 a Siena, vi lasciò un dipinto con San Benedetto che appare a Santa Chiara e a un vescovo benedettino (Siena, Pinacoteca Civica). Nel 1828 Boschi andò ad abitare a Firenze dove dall’anno seguente partecipò alle mostre con vedute, ritratti, soggetti mitologici e copie da dipinti antichi. Nel 1852 esponeva all ‘Accademia fiorentina i Parentali di Platone celebrati nella villa di Careggi da Lorenzo il Magnifico. L'ultima sua notizia riguarda la partecipazione nel 1859 al concorso Ricasoli nella sezione dei “Ritratti di italiani illustri”.
Bortolan Rosa*
BORTOLAN ROSA
Treviso 1817 - 1892
Allieva all'Accademia di Venezia fino al 1846, anno in cui esordì alla mostra annuale con il dipinto Maddalena piangente in una grotta, si mantenne a lungo fedele alla lezione dei suoi maestri L. Lipparini, M. Grigoletti, O. Politi e N. Schiavoni. La prima fase della sua carriera, circoscrivibile agli anni '40, fu caratterizzata da prove, soprattutto pastelli, attardate su esempi settecenteschi e in particolare sui modi di R. Carriera. Intorno alla fine del decennio l’artista passò alla tecnica a olio scegliendo tematiche storiche e religiose: l’interesse per i soggetti storici è testimoniato dal dipinto II Generale Bonaparte e il Provveditore Giustinan del 1860, nel quale volle ricordare l'impegno dei trevigiani per la causa nazionale. Più celebre e articolata fu invece la produzione religiosa, caratterizzata da nette campiture di colore ammorbidito dall’abile uso di velature; numerosi dipinti sacri sono conservati in area trevigiana come il Transito di San Giuseppe (chiesa di Carpenedo), San Venanzio Fortunato, (1860 ca., chiesa di Valdobbiadene). Nella ri-trattistica, dove combinò la tradizione settecentesca con la lezione di Grigoletti e Lipparini, seppe elaborare toni personali e un'intensa lettura psicologica: si vedano per esempio il ritratto del Podestà Giacomelli, il Ritratto di Luigia Codemo o quello di Maddalena Goujon all’arpa, conservati nel Museo Civico di Treviso.
Borroni Paolo*
BORRONI PAOLO
Voghera (Pavia) 1749 - 1819
Concluso nel 1771 il periodo di studio compiuto presso l'Accademia di Parma sotto la guida di B. Bossi, si aggiudicò in quell’anno il concorso accademico con Annibale passa le Alpi scortato da un genio guerriero (Parma, Galleria Nazionale). Dal 1772 al 1776 usufruì del pensionato artistico a Roma, dove frequentò l'Accademia di San Luca e quella di Francia e, su suggerimento di P. Batoni, si impegnò nello studio dell’antico. Ritornato nel 1778 a Voghera, l'artista dipinse grandi tele e affreschi per numerose chiese della città (Storie di Maria e Giuseppe, 1778 ca., per la chiesa di San Giuseppe Sposo). Ben inserito nell'ambiente milanese, negli anni seguenti eseguì ritratti e quadri mitologici per l’aristocrazia ambrosiana. Nel 1802 dipinse La riconoscenza della repubblica Cisalpina a Napoleone per il concorso Napoleonico e in seguito eseguì ancora ritratti (Ritratto di giovane disegnatore, Milano, Museo Poldi Pezzoli), in modi ereditati dalla tradizione secentesca.
Borromeo Arese Gilberto*
BORROMEO ARESE GILBERTO
Milano 1818 - 1885
Studiò pittura con L. Ashton e acquaforte con A. Fontanesi. La sua produzione pittorica consiste essenzialmente in paesaggi di gusto romantico, spesso spesso vedute reali con rovine antiche (Il bosco sacro; Camaldoli; Una sera di ottobre; Rovine della Rocca di Arona, Milano, Galleria d’Arte Moderna). Anche acquafortista, collezionista e cultore d’arte antica, Borromeo Arese fu personaggio di spicco nell’ambiente culturale milanese e presidente dell’Accademia di Brera.
Borri Giovanni Maria*
BORRI GIOVANNI MARIA
Sommariva del Bosco (Cuneo) 1800 ca. - ? 1875 ca.
Le poche notizie sul pittore lo dicona autodidatta, dotato di “finissimo e svegliato ingegno”. Prese parte alle esposizioni torinesi della Promotrice dal 1843 specializzandosi nel genere della natura morta filtrata dalla tradizione olandese (Uva, pesche ed altra frutta, 1860; Terraglie e ortaggi, 1874), cui sporadicamente affiancò il paesaggio (Paesaggio con lago, 1860) e i temi religiosi (Madonna col bambino, 1862; La Concezione, 1871). Fu abile copista di antichi maestri; le fonti lo segnalano anche come autore di soggetti sacri dipinti sulle facciate di abitazioni civili nel cuneese.
Borgo Maineri Luigi*
BORGO MAINERI LUIGI
Milano 1876 - ?
Studiò con V. Grubicy e G. Sottocomola a Milano indirizzandosi verso il paesaggio e il quadro di figura. Partecipò alle esposizioni milanesi di fine secolo (Paesaggio, 1897; Contro luce, 1898; Pagine della natura, 1900) e alla Biennale di Venezia del 1901 (Al tramonto e Sorridono i fiori): in quell'occasione venne pre-sentato come giovane artista che «tratta la figura e il paese con modernità di concetti e di forma». Successivamente emigrò negli Stati Uniti.
Borelli Canuto*
BORELLI CANUTO
Asti 1852 - 1928
Allievo di E. Gamba e di A. Fontanesi all'Accademia di Torino, ritornò nella città natale per dedicarsi all’avvocatura, continuando a esercitarsi nella pittura con l'amico e maestro M. Pittatore. Figura notevole di intellettuale, Borelli ebbe legami con ambienti culturalmente più aggiornati di quello astigiano: nel 1889 soggiornò a Parigi e nella pratica artistica guardò con interesse al Naturalismo toscano. Eseguì soprattutto paesaggi (Le sponde del Tanaro, esposto a Milano nel 1879; Sentiero tranquillo, presentato a Torino nel 1882; Il torrente: fresco, afa, sera, trittico, esposto alla Quadriennale di Torino nel 1902) e alcuni efficaci ritratti (La presa di tabacco, Asti, Pinacoteca Civica).
Bordone Giovanni
BORDONE GIOVANNI
Asti 1850 - 1876
Artista promettente, morto a soli ventisei anni, studiò all’Accademia Albertina di Torino: ai suoi maestri rimandano le copie da A. Gastaldi (Atala, 1874, Pietro Micca, Asti, Pinacoteca Civica) e da G. B. Quadrone (L’agguato). Presente dal 1872 alla Promotrice di Torino con opere di soggetto religioso (1877 e 1892, S. Sebastiano) e ritratti, si conserva una sua prova notevole per la sicurezza dell'impianto e per gli impasti cromatici nella Pinacoteca Civica di Asti (Ritratto maschile, 1874).
Boniforti Vincenzo*
BONIFORTI VINCENZO
Vigevano (Pavia) 1866 - 1904
Studiò con G. B. Garberini a Vigevano e poi all'Accademia di Brera a Milano. L’artista eseguì opere a fresco nelle chiese della sua città (chiesa del Carmine e chiesa di San Bernardo) e partecipò alle esposizioni con tele di ispirazione verista (Due vecchi, esposto a Genova nel 1884) e ritratti (esposti a Torino nel 1891 e a Genova nel 1892).
