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Bolla Aristide*

BOLLA ARISTIDE
Verona 1877 - 1939
Seguì i corsi di F. Danieli all'Accademia Cignaroli di Verona e poi, per qualche tempo, frequentò lo studio di M. Bianchi. Esordì all'Esposizione veronese del 1900 e fu poi assiduo alle successive biennali. A partire da quest'epoca Bolla intraprese anche l’attività di frescante in dimore private e lasciò numerose tele nelle chiese di Verona (La Battaglia di Lepanto, Verona, chiesa di Sant’Anastasio).


Boldrini Vincenzo Francesco*

BOLDRINI VINCENZO FRANCESCO
Vicenza 1760 - Verona 1825
Allievo di A. Canova a Roma, sin dalle prime prove trovò consensi presso la committenza straniera (Talestri, eseguito per Lord Bristol). Tornato a Vicenza, dipinse per l'architetto Calderari la tela Palladio e l'architetto Ottone Calderari nella gloria attorniato da amici architetti (Castelgomberto, Villa Da Schio). Trasferitosi a Milano nel 1798, fu presente alle esposizioni di Brera, fra il 1813 e il 1824, con opere di soggetto religioso, di tema mitologico e con ritratti (Sacra famiglia, 1821; Ganimede rapito da Giove e Leda, 1822) di decisa impostazione neoclassica. Negli ultimi tempi, trasferitosi a Verona, lavorava al grande dipinto L'udienza dell'imperatore Francesco concessa alla deputazione illirica in occasione del Congresso europeo a Verona, rimasto incompiuto.


Boldrini (Boldini) Giuseppe Nicolò*

BOLDRINI (BOLDINI) GIUSEPPE NICOLÒ
Attivo a Trento nel 1870 ca.
Pittore e intagliatore, Boldrini è noto soprattutto per la pala della chiesa della Madonna di Caravaggio a Colle di Castel Tesino, realizzata per commissione del tesino S. Frattini, nel 1868 ca. Raffigurante l'episodio collegato all'intitolazione dell'oratorio, il dipinto, tuttora in loco, si inserisce nel clima di ripresa della tradizione quattro-cinquecentesca, sollecitato in quegli anni dall'Accademia di Venezia e interpretato secondo le nuove inclinazioni verso toni intimistici della pittura di genere.


Boldrini Rinaldo*

BOLDRINI RINALDO
Attivo a Bologna fra il 1811 e il 1859
Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove nel 1812 e nel 1815 si aggiudicò due premi con opere neosecentesche ispirate ai Carracci e al Domenichino. Ricordato anche come restauratore e copista, partecipò alle esposizioni bolognesi del 1824, del 1835 e poi a quella del 1844. Nel 1850 (quando le cronache dell'epoca lo dicono già in età avanzata) si trasferì a Odessa, in Germania, dove è documentata la realizzazione di dipinti religiosi e mitologici.


Boldini Antonio*

BOLDINI ANTONIO
Spoleto (Perugia) 1799 - Ferrara 1872
Trasferitosi giovanissimo a Ferrara, studiò dal 1811 con G. Sa roli alla scuola d'arte di quella città dove nel 1815 vinse un premio. Passato a Roma, frequentò l'Accademia di San Luca (nel 1825 risultava iscritto alla classe di pittura) e seguì le lezioni di G. Landi e T. Minardi. Rientrato dopo sette anni a Ferrara, svolse un’intensa attività di copista e restauratore. Eseguì pale d'altare (Martirio di Santa Filomena, 1835, chiesa di San Francesco; L'Addolorata, 1851, chiesa di Santa Maria in Vado) recuperando la “maniera grande” della scuola romana (L'Assunta, parrocchiale di Guarda Ferrarese).


Boguet Didier Nicolas*

BOGUET DIDIER NICOLAS
Chantilly (Francia) 1755 - Roma 1839
Studiò all'Accademia Reale di Parigi dal 1778 al 1780, dedicandosi poi alla pittura di storia. Nel 1783 si stabilì a Roma e si specializzò nella pittura di paesaggio di reminiscenza secentesca, alla N. Poussin, per la quale divenne famoso. Nel 1792 Ferdinando III di Lorena acquistò un grande paesaggio arcadico (Firenze, Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti), inducendo l'artista a trasferirsi in Toscana dove soggiornò dal 1793 al 1795, lavorando a Pistoia nel teatro dei Risvegliati e in Palazzo Tolomei. Testimonianza di quel soggiorno e dei rapporti culturali è il quadro Le danze vendemmiali (Pistoia, Museo Civico) appartenuto a T. Puccini. Tornato a Roma, vi dipinse fra il 1797 e il 1802 quattro grandi soggetti di battaglie su committenza dei napoleonidi (tre a Versailles, uno al Museo di Périgueux); iniziò anche la pratica della pittura dal vero nella campagna romana. Dal 1800 espose frequentemente ai Salon.


Bocciardo Emilio*

BOCCIARDO EMILIO
Genova 1869 - 1939
All’attività nella ditta paterna alternò quella di pittore appresa a Venezia, dove si diplomò alla Scuola di Commercio. Studiò anche alla Ligustica ed espose alle mostre accademiche e a quelle della Promotrice (Fontanigorda, 1897; Bonaccia, 1898). Eseguì soprattutto vedute della costa ligure in forma “di impressio-ne” (San Fruttuoso dall'alto, Cippo a Paraggi, La baia di Niasca).


Boatti Faustino*

BOATTI FAUSTINO
Bergamo 1797 - 1857
Seguì i corsi di C. Diotti all'Accademia Carrara, ottenendo riconoscimenti, fra cui il primo premio nel 1818 per l’Accademia del Nudo. Frequentatore del salotto del conte A. Vertova, punto di ritrovo, all’inizio del- l'Ottocento, degli intellettuali bergamaschi, trasse da quell'ambiente temi e committenze. Nelle poche opere note mostrò di sapersi liberare delle convenzioni accademiche del tempo (Conversazione in casa del Conte Andrea Vertova, 1826; Ottavio Tasca e la sua famiglia, 1827; Pietro Ruggeri da Stabello, Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai).


Blaas Carlo*

BLAAS CARLO
Nauders (Bolzano) 1815 - Vienna 1894
Di umili origini, poté dedicarsi alla pittura grazie all’appoggio di F. Purtscher von Eschenburg. Dal 1834 fu ammesso all’Esposizione annuale dell’Accademia di Venezia (Autoritratto). Dopo un biennio trascorso a Monaco di Baviera tornò a Venezia nel 1838 e con un Mosè sul Monte Sinai vinse il pensionato romano, durante il quale conobbe la pittura dei Nazareni riportandone una fondamentale influenza per la sua produzione successiva. Lasciata Roma, nel 1850 ritornò a Vienna, insegnando all'Accademia di quella città. Dal 1856 al 1866 ottenne la cattedra di pittura a Venezia, dove eseguì per G. Treves Rebecca al pozzo, rivelando chiari interessi per il gusto orientalista. Dal 1867, ritornato a Vienna, svolse un’intensa attività di ritrattista e di frescante: per un decennio fu impegnato negli affreschi dell'Arsenale dove raffigurò 42 battaglie dell’impero austriaco.


Bixio Carlo*

BIXIO CARLO
Genova 1865 - Arenzano (Genova) 1895
Dal 1891 al 1895 frequentò all'Accademia Ligustica la scuola di paesaggio tenuta da T. Luxoro. Per necessità economiche si dedicò soprattutto all’affresco, dove trovò maggiori possibilità di committenza (Genova, Villa Gruber e castello Mackenzie). Eseguì in modi più liberi e legati alla tradizione naturalista piccoli paesaggi e acquerelli. Nell’anno della sua prematura scomparsa un’ampia retrospettiva venne organizzata dall’Accade- mia Ligustica che conserva due sue opere: Marina ad Arenzano e Veduta dell'Acquasola.


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