Balbiano Di Viale Arrigo*
BALBIANO DI VIALE ARRIGO
Attivo a Torino fra il 1861 e il 1869
Di nobile famiglia piemontese, si dedicò alla pittura di paesaggio come documentano i cataloghi delle mostre della Società Promotrice di Torino dove, dal 1861 al 1869, compaiono numerose sue opere. Si tratta per lo più di vedute piemontesi (Torrente in Piemonte, 1862; Sacra di San Michele, 1863; Veduta presso Valperga Torinese, 1869), ma non mancano paesaggi d'invenzione e panorami della Svizzera (Lago di Ginevra e II Wetter Horn-Svizzera, 1862), tappa d'obbligo nella formazione di tanti paesaggisti dell’epoca per la presenza a Ginevra di A. Calame.
Balbi di Robecco Cesare*
BALBI DI ROBECCO CESARE
Alessandria 1854 - 1939
Appartenente a una nobile famiglia piemontese, pittore di paesaggi e di marine, lavorò a lungo a Genova e in varie località della riviera ligure (risiedette per un certo tempo a Sestri Levante), partecipando fin dal 1875 alle mostre della Promotrice torinese (Un pastore, Un cacciatore), di quella genovese e alle esposizioni di Milano e di Venezia.
Bagutti Abbondio*
BAGUTTI ABBONDIO
Rovio (Lugano, Svizzera) 1788 - 1850
Allievo di L. Sabatelli all'Accademia di Brera a Milano, risentì anche dell’influenza di G. Bossi. Con Pirro minaccia la vita di Astianatte (Milano, Accademia di Brera) ottenne il Gran Premio di Pittura del 1815, successo replicato all’Accademia parmense con una Morte di Adamo nel 1819. Nella ritrattistica si attenne a un classicismo asciutto ed elegante (Giovan Antonio Rossi, 1806; Giovan Pietro Cicogna Clerici, 1813; Francesco Weirich, 1816; tutti a Milano, Galleria dei Benefattori dell’Ospedale Maggiore). Dell'attività di frescante, esercitata soprattutto nel Canton Ticino, furono tappe principali l'intervento nella chiesa di San Sisinio di Mendrisio alla Torre del 1816, la decorazione del casino di campagna di Maria Cristina di Sardegna a Mezzana, presso Mendrisio, cui seguirono tra il 1830 e il 1832 gli interventi nella sala del Gran Consiglio nel Palazzo del Governo di Locamo.
Bagnasco Giuseppe*
BAGNASCO GIUSEPPE
Palermo 1807 - 1882
Avviato all’arte dal padre scultore, frequentò la bottega di G. Patania che lo indirizzò verso modi neoclassici. Continuò gli studi all’Accademia del Nudo con G. Velasco, V. Riolo e V. Villareale. Da Riolo apprese la tecnica dei ‘trasparenti’ per le macchine di fuochi artificiali, ed eseguì quelli per la festa di Santa Rosalia del 1835, del 1836 e dal 1839 al 1852. Sempre a Palermo dipinse i sipari del teatro Carolino (1843), del teatro di Santa Cecilia (1855) e del teatro Garibaldi (1863); si dedicò poi alla decorazione, a tempera e a fresco, dipingendo soggetti mitologici all'interno dei palazzi nobiliari. Dell’importante attività di ritrattista si ricordano, tra gli altri, i ritratti di Salvatore Vigo, di Antonio Scaduti e un Autoritratto (Palermo, Biblioteca Comunale), nei quali seguì le orme di Patania ricorrendo a un cromatismo sobrio e alla costruzione neoclassica della figura. Più accademici sono i dipinti di soggetto religioso, quali L'ultima Cena e L'incontro di Melchisedec e Abramo (Palermo, chiesa del Giusino).
Bagnara Francesco*
BAGNARA FRANCESCO
Vicenza 1784 - Venezia 1866
Grazie alla protezione di G. Angaran poté studiare all'Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di G. Borsato, con il quale poi collaborò sia in opere di decorazione parietale sia nella realizzazione di scenari per il teatro La Fenice. Come scenografo lavorò autonomamente per il teatro San Moisè e per quello di San Beneto a Venezia. I dipinti presentati alle esposizioni accademiche (Paesaggio al levar del sole, Scena sepolcrale in tempo di notte, 1823; Scene teatrali, 1825) seguono tematiche scenografiche, collegate al gusto tardosettecentesco che contraddistingue anche la serie di acquerelli e disegni conservati nel Museo Correr di Venezia. Dal 1838 al 1854 tenne la cattedra di paesaggio all’Accademia veneziana.
Bagioli Alessandro*
BAGIOLI ALESSANDRO
Cesena (Forlì) 1879 - 1965
Studiò all'Accademia di Belle Arti di Bologna e di Venezia. Si dedicò ai temi sociali (La cena dei poveri, Cesena, Biblioteca Comunale e II banco dei cocomeri, Cesena, coll. Cassa di Risparmio) ma dipinse anche paesaggi e decorazioni. Esordì all’Esposizione Nazionale di Milano del 1906 con I tristi limitari (ispirato alla poesia La Piada di G. Pascoli), poi partecipò a rassegne artistiche a Cesena, Forlì (Esposizione del 1907), Bologna, Lugo, Imola e Ravenna; in una personale a Cesena (1923) espose ben 93 tele. La sua attività artistica si concluse verso il 1930.
Badiaschi Giuseppe*
BADIASCHI GIUSEPPE
Piacenza 1795 - 1883
Allievo, a partire dal 1810, di G. Girardi all'istituto Gazzola della sua città, decorò a tempera una sala del castello di Torano (Piacenza) con Storie di Ulisse (1820 ca.) e il salotto di casa Rossi-Devoti a Piacenza (Episodi dell’Orlando Furioso). Altri suoi interventi in diversi palazzi della città gli garantirono un discreto successo come decoratore. Dipinse ritratti seguendo la lezione di G. Landi (Bambino, Piacenza, Museo Civico), ma divenne celebre soprattutto come scenografo.
Bacigalupo (Bacigalupi) Carrea Rosa*
BACIGALUPO (BACIGALUPI) CARREA ROSA
Genova 1794 ca. - 1854
Biografa del padre Giuseppe, fu anche sua allieva e in tale veste completò alcune sue opere oggi disperse. Nel 1817 fu nominata accademica di merito della Ligustica con la presentazione del dipinto Amore e Psiche, opera di impronta tardosettecentesca ma di moderata adesione al Romanticismo. Quanto resta dell'abbon-dante produzione a carattere religioso ricordata dalle fonti (Ecce Homo, Genova, cattedrale di San Lorenzo; Presentazione di Maria al Tempio, Genova Sampierdarena, Suore della Presentazione di Maria Vergine; Pietà, Incoronazione di spine e affreschi, Genova Voltri, chiesa di Sant’Ambrogio), appare improntato a schemi tradizionali. Più significativa fu la sua attività di ritrattista: Ritratto dello scultore Bartolomeo Carrea, suo primo marito e un Autoritratto (Genova, Accademia Ligustica), ritratti dell'architetto Carlo Barabino, di Andrea De Marchi, di Maria Francesca De Marchi, di Luigia De Marchi (Genova Nervi, Galleria Civica d'Arte Moderna); sono invece forse andati distrutti durante la seconda guerra mondiale i due Ritratti di Vittorio Emanuele I e dell’Abate Berio (già Genova, Biblioteca Berio). Alla sua morte risultavano già disperse le 14 tele dipinte per la regina Maria Teresa di Savoia e collocate a Palazzo Tursi. Furono suoi allievi F. Gandolfi e T. Durazzo Doria.
Bacigalupo (Bacigalupi) Giuseppe*
BACIGALUPO (BACIGALUPI) GIUSEPPE
Piandeipreti, Tribogna (Genova) 1744 - Genova 1821
Allievo dell'Accademia Ligustica di Genova, esordì con alcune opere religiose per chiese piemontesi e liguri, documentate, ma di cui si è persa traccia. Nel 1772, grazie al mecenatismo del marchese G. Gentile, poté studiare a Roma con C. e I. Unterberger, alternando la pittura di figura a quella di paesaggio; sempre a Roma ebbe modo di conoscere la lezione di N. Poussin, C. Lorrain e del Domenichino; entrò in contatto con P. Batoni, R. Mengs e con il paesaggista F. De Capo, che accompagnò a Napoli nel 1777. Rientrato a Genova, vi si affermò soprattutto come paesaggista, coltivando in parallelo diverse tecniche: affresco, encausto, disegno e miniatura. Nel 1792 fu nominato accademico di merito della Ligustica (che ne conserva ancora un Paesaggio con pescatori); in tale sede, dal 1806 al 1809, fu direttore della scuola di ornato. Colpito da cecità, fece completare alcuni quadri dalla figlia Rosa, sua allieva. Della vasta produzione ricordata dalle fonti restano, per lo più in collezioni private, poche opere che documentano un paesaggismo ancora legato alla pittura secentesca (sei Storie mitologiche eseguite per G. F. Durazzo nel 1790, Genova, Palazzo Durazzo Pallavicini); è invece esempio dell'adesione a un vedutismo analitico di tipo neoclassico il noto Episodio di reazione ai fatti giacobini del 1797 (coll. Cassa di Risparmio di Genova e Imperia).
Bachi Agostino*
BACHI AGOSTINO
San Miniato al Tedesco (Pisa) 1853 - 1915
Pittore paesista e di figura, eseguì numerosi ritratti celebrativi di personaggi importanti della sua città, il più noto dei quali è il Ritratto di Gaetano Pini (San Miniato, Società Reduci Patrie Battaglie). Nella stessa località si conservano pure due grandi pannelli con La Poesia e la Musica e La Commedia e la Tragedia, eseguiti per il teatro del Conservatorio di Santa Chiara. Per il convento domenicano a La Pietra, a Firenze, dipinse il Ritratto di monsignor Pio Alberto del Corona (esposto a Firenze nel 1901).
