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Audissino Francesco*

AUDISSINO FRANCESCO
Imperia 1855 - Oneglia (Imperia) 1929
Fu pittore autodidatta, influenzato dal piemontese C. Ferri; eseguì soprattutto marine, con scorci della riviera ligure ma anche nature morte. Fu pure decoratore di ville e palazzi dell’imperiese; partecipò alle promotrici genovesi del 1892 (Dintorni di Oneglia) e del 1893; fu maestro del figlio Cesare (1891-1969), che fu allievo dell'Accademia Albertina e seguì le orme del padre come pittore di paesaggi e di nature morte.


Astolfoni Gaetano*

ASTOLFONI GAETANO
Attivo a Venezia fra il 1820 e il 1840
Artista autodidatta, si dedicò soprattutto al ritratto e alla pittura storica e religiosa, attardandosi sulla lezione tizianesca e giorgionesca. Intervenne nel restauro di un dipinto di G. Angeli nella chiesa veneziana di Santo Stefano, ricostruendo la figura di Sant'Antonio. L'attività di ritrattista è documentata dall'opera La nobildonna Antonietta Parolini comparsa alla Mostra del Ritratto Veneziano nel 1893.


Astolfi Raffaele*

ASTOLFI RAFFAELE
Bologna 1829 - Trieste 1900
Dopo aver frequentato l'Accademia di Venezia si trasferì presto a Trieste, dove rimase per tutta la vita. Fedele ai dettami della pittura accademica, si cimentò in vari generi, dalle vedute al ritratto (Odalisca; Ritratto di Francesco Giuseppe I, Trieste, Museo Revoltella), dove guardò soprattutto agli esempi di N. Schiavoni.


Astolfi Carlo*

ASTOLFI CARLO
Treia (Macerata) 1873 - ?
Compiuti gli studi classici a Macerata, frequentò poi l'Accademia di Belle Arti di Roma. Esordì con un dipinto dal titolo Un 'industria che se ne va. L’attività di ritrattista è documentata dal Ritratto del Canonico Enrico Bettucci (esposto alla Mostra Regionale Marchigiana nel 1905), e quello del letterato iesino Nazareno Angeletti (Roma, Biblioteca del Pio Sodalizio dei Piceni). Lavorò anche come restauratore, intervenendo fra l’altro sull’affresco dell’Assunta nella volta del Santuario della Madonna della Misericordia a Macerata.


Ascione Nicola*

ASCIONE NICOLA
Torre del Greco (Napoli) 1870 - Napoli 1957
Frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dedicandosi poi prevalentemente alla pittura di paesaggio e alle vedute di interni (Cortile d'onore di Palazzo Marino, 1906, Milano, Galleria d'Arte Moderna), ma è anche ricordato come frescante, attivo nell’area napoletana. Fu presente diverse volte alle Promotrici di Napoli dove espose le sue marine (Mareggiata, 1912; Barche da pesca, 1914).


Aschieri Guglielmo*

ASCHIERI GUGLIELMO
Attivo a Milano fra il 1835 e il 1872
Sono ignote le origini di questo pittore, ricordato da A. Caimi come autore di «pitture sceniche dei R. R. teatri». Frequentò la scuola di prospettiva di Brera e nel 1835 presentò all’Esposizione annuale della scuola due acquerelli: Atrio terreno dell'I.R. Palazzo di Brera e Logge superiori dell’I.R. Palazzo di Brera. Negli anni seguenti partecipò alle esposizioni braidensi, con paesaggi e vedute di interni (Veduta in Valtellina, 1860; due Vedute prese dal vero in Valtellina e una Veduta dello scalone del palazzo di Brera, 1863; Veduta d'una parte interna della Basilica di San Marco a Venezia, 1868; Cortile del palazzo di Brera e Cappella della basilica di San Marco in Venezia, 1872).


Arui Raffaele*

ARUI RAFFAELE
Cagliari 1792 - 1857
Formatosi come autodidatta, nel 1830 aveva dipinto un San Sebastiano per il transetto della Parrocchiale di Sanluri dove si trova anche un suo Sant'Antonio da Padova. Successivamente, come molti artisti sardi dell’epoca, si perfezionò a Roma con F. Cavalleri e V. Camuccini all'Accademia di San Luca dove, nel 1834, ebbe un premio per il disegno. Tornato a Cagliari fondò nel 1836 il primo laboratorio litografico della Sardegna e nel 1841 aprì una scuola gratuita di disegno e litografia alla quale aggiunse, nel 1846, una di ornato e dagherrotipia. Eseguì ritratti (Re Ottone I di Grecia), scene di soggetto sardo (Ballo sardo a Sanluri, Torino, Palazzo Reale) e opere di tema religioso (Sacro Cuore di Gesù, 1842, per la chiesa di Santa Teresa a Cagliari, ora in Santa Eulalia), dove mostra il legame con la formazione purista. Nel 1842 fu ammesso alla romana Accademia dei Virtuosi. Alla Promotrice di Torino del 1850 partecipò con due tele di soggetto folcloristico.


Artari Antonio*

ARTARI ANTONIO
Verrès (Aosta) 1844 - 1901
Proveniente da una famiglia di decoratori della zona di Campione, stabilitisi all’inizio del secolo nella bassa Valle d’Aosta, studiò all'AJbertina di Torino e, insieme ai fratelli Alessandro e Augusto, lavorò alla decorazione di edifici sacri. Parallelamente si dedicò al ritratto dove impegnò le buone capacità interpretative effigiando i notabili della regione con tecnica legata alla fotografia. Dedicatosi anche al paesaggio, espose con regolarità alla Promotrice di Torino dal 1868 al 1898 (Alpe, sui monti presso Aosta, 1868; Il Priorato di S.Orso,1877; Verrès e il suo Castello,1898; tutti in coll.privata).


Arrivabene Giulio Cesare*

ARRIVABENE GIULIO CESARE
Mantova 1806 - Firenze 1896
Formatosi all’Accademia di Brera, vi esordì nel 1833 con Aman in ginocchio davanti a Ester (Mantova, Galleria Comunale d’Arte Moderna), ove gli insegnamenti del suo maestro L. Sabatelli sfociano in un classicismo aulico e severo. Intrapresa anche l'attività di ritrattista, si trasferì prima del 1845 a Roma dove prese parte alla decorazione di Palazzo Torlonia. La sua lontananza da Milano non interruppe affatto i rapporti con la nobiltà lombarda (per il marchese Ala Ponzone dipinse II divorzio di Enrico VIII, per G. Arconati un Cola di Rienzo e l’Italia ai piè delle Vergine, esposto a Torino nel 1850); nel 1841 ottenne anche la prestigiosa commissione sabauda della Riconsacrazione di Altacomba per il castello di Racconigi. Alla nativa Mantova destinava tele sacre come Gesù tra i dottori per la chiesa di Sant'Egidio, o Sant'Antonio che rimprovera Ezzelino da Romano (1846, chiesa di Sant’Andrea): tela, quest'ultima, ove la pacatezza compositiva neoclassica si apre ormai a un’intensità espressiva di gusto romantico. Stabilitosi a Firenze nel 1853, trattò ancora temi storici e religiosi: Enrico IV a Canossa (Mantova, Accademia Virgiliana), L'apoteosi di San Leonardo (Mantova, chiesa di San Leonardo, abside), Imelda de' Lambertazzi (esposta a Parma nel 1870).


Arri Paolo*

ARRI PAOLO
Asti 1868 - 1939
L’alunnato compiuto con P. C. Gilardi presso l'Accademia Albertina è documentato dal Sogno di Parisina (Asti, Pinacoteca Civica), copia da B. Giuliano. Nella città natale fu tra gli allievi di M. Pittatore dal quale ereditò l’indirizzo alla ritrattistica, pur distinguendosi dal maestro per la scelta di soggetti semplici e l’as-senza di retorica cui fa riscontro la scelta di una gamma cromatica più tenera. Sono caratteristiche visibili nell 'Autoritratto, così come in Testa di vecchio, Vecchio militare, Vecchio agricoltore, e una serie di grandi ovali raffiguranti personaggi del Risorgimento (Asti, Pinacoteca Civica). Nel 1892 partecipò con due Ritratti all’Esposizione del Cinquantenario della Promotrice di Torino. Nel 1903 raffigurò i più celebri astigiani nel soffitto del salone del Municipio di Asti.


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