Arienta Giulio*
ARIENTA GIULIO
Varallo (Vercelli) 1826 - 1900
Studiò alla scuola di disegno di Varallo con G. Geniani e poi all'Accademia di Torino con C. Arienti. Perfezionò poi la propria formazione con soggiorni a Roma e Firenze e prese parte alla prima guerra d’Indipendenza. Della sua attività giovanile resta un Rimorso di Caino (1855). Si trasferì poi in Argentina dove lavorò come decoratore e figurista, e insegnò disegno. L’amore per la terra d’origine è documentato da una serie di oltre 50 acquerelli conservati nella Pinacoteca di Varallo, raffiguranti le cappelle del Sacro Monte e altri monumenti valsesiani. Il suo nome resta legato soprattutto alla costituzione della Società per la Conservazione delle opere d'arte e dei monumenti in Valsesia (1876) e alla formazione e sistemazione della locale Pinacoteca, nella cui collezione si trovano anche un suo Autoritratto e alcuni efficaci bozzetti.
Arcioni Enrico*
ARCIONI ENRICO
Spoleto (Perugia) 1875 - Roma 1954
Dopo aver frequentato a Roma l’Accademia di Belle Arti, passò a studiare a Parigi dove maturò una particolare predilezione per il ritratto, genere al quale si voterà, con larghi consensi, durante tutta la sua lunga carriera. Trasferitosi nel 1900 a Pietroburgo, fu apprezzato interprete dei fasti dell’aristocrazia russa, divenendo consigliere artistico alla corte di Nicola II. Dopo la Rivoluzione d'Ottobre si stabilì a Venezia, poi a Milano e infine a Roma. Qui, nello studio di via Margutta, si dedicò anche all’incisione, tecnica nella quale tradusse molti dei suoi ritratti (Ritratto del Duca degli Abruzzi, Ritratto di Benedetto XV), e diede vita al 'Gruppo romano artisti incisori’.
Archinti Luigi*
ARCHINTI LUIGI
Milano 1825 - 1902
Noto soprattutto per la sua attività di critico, aveva studiato all’Accademia di Venezia: delle sue prove pittoriche è ricordata Una battaglia medioevale. Da studente fece parte del gruppo del Caffè della Calcina, che si raccoglieva intorno a P. Selvatico. Alla caduta di Venezia in mano agli austriaci nel 1849, riparò a Parigi dove visse anni di impegno artistico in nome del Realismo e dell'arte allargata ai soggetti umili e poco seducenti. Tornato in Italia, fu per alcuni anni nell'esercito, per intraprendere poi, senza più abbandonarla, l’attività di critico collaborando col nome di Luigi Chirtani al Corriere di Milano, al Pungolo, al Corriere della Sera e all’ Illustrazione Italiana. Nel 1888 ottenne la cattedra di storia dell’arte a Brera.
Arancio Francesco*
ARANCIO FRANCESCO
Palermo 1844 - ?
Allievo di S. Lo Forte, fu attivo nella seconda metà del XIX secolo a Palermo dove riscosse un discreto successo sia come pittore di genere sia come ritrattista. Nella sua città espose per più di vent’anni: nel 1863 mise in mostra a Palazzo Comitini un’Immacolata; alla Promotrice del 1866 presentò tre opere (La preghiera dell'orfano, Una testina, Studio di figura dal vero); nel 1870 il suo Garibaldino ferito fu premiato all'Esposizione Artistica. Partecipò anche alla mostra di Napoli del 1877 con Interno della chiesa della Martorana e alla Promotrice palermitana del 1888 con dipinti d'interno e scene di genere (Al coro, Dopo la sventura, Devoto). L'ora del coro alla cattedrale di Palermo, forse quello comparso all' Esposizione di Belle Arti di Milano del 1881, è conservato nella Galleria Civica d'Arte Moderna di Palermo, insieme a un Pescatore. Fra i dipinti di soggetto sacro vanno ricordati il San Giovanni Battista nel deserto (Palermo, Galleria Regionale della Sicilia, depositi), La Madonna dell'Arco (Palermo, chiesa di San Francesco di Paola), La Madonna del perpetuo soccorso (Palermo, chiesa dei SS. Pietro e Paolo) e un Sant'Antonio (Bagheria, chiesa del Sepolcro).
Appiani Andrea Junior*
APPIANI ANDREA junior
Milano 1817 - 1865
Nipote del più celebre omonimo, dopo aver frequentato a Roma, dal 1833 al 1837, i corsi di T. Minardi all'Accademia di San Luca, al rientro a Milano si avvicinò a F. Hayez, già amico di famiglia. Vincitore nel 1836 del concorso Accademico di Disegno con La morte di Corradino sulla piazza del mercato di Napoli, due anni più tardi riconfermava il suo successo con II ritrovamento di Mose bambino nel concorso di Pittura. A questi esordi seguirono commissioni di prestigio: Ruth e Booz nel 1840, per la Galleria del Belvedere di Ferdinando I a Vienna e il Ritratto dell'imperatore Ferdinando I, nel1841, per la Biblioteca Braidense. Fu presente inoltre quasi annualmente alle esposizioni di Brera, con ritratti e soggetti storici nei quali si mantenne legato all’impianto purista: Labano e Rebecca (eseguito per il cavaliere A. Uboldo), il Leonardo che ritrae Monna Lisa (1844), La fuga di Bianca Cappello (eseguito per il conte Brozzoni, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo), Venezia che spera (1861). Espose anche a Torino, alla mostra del Valentino del 1844 e a Parigi nel 1850. Dedicatosi anche al ritratto, lasciò tra gli altri quello di Luigi Abbondio Ferrario (1860, Milano, Quadreria dell’Ospedale Maggiore) e quello di Luigi Porro Lambertenghi (1840 ca., Milano, Galleria d'Arte Moderna). Lavorò anche come frescante e realizzò, insieme a G. Consonni, quattro medaglioni nella Parrocchiale di Bolbeno (Trento).
Appendini Emanuele*
APPENDINI EMANUELE
Carmagnola (Torino) 1831 - Carignano (Torino) 1879
Frequentò la scuola di pittura di G. Ferri all’Albertina di Torino, e coniugò la produzione da cavalletto con la decorazione murale. Nel 1866 partecipò all’esposizione di Milano con Una colazione avventurosa e, ripetutamente, alle mostre annuali della Promotrice di Torino (I miei fiori sono appassiti, 1866; Uno scherzo che costa caro, 1868; Villanelle al guado e Ritratto d'uomo, 1869). Dotato di buone capacità di colorista, lavorò nell'area torinese come frescante a Carmagnola, Piorino e Carignano, e nel 1877 firmava la grande tela della Madonna Immacolata e Santi per la Parrocchiale di Venaria. Alla Retrospettiva torinese del 1892 era rappresentato da un bozzetto per un affresco e tre dipinti a carattere decorativo (proprietà della famiglia).
Antonelli Cesare*
ANTONELLI CESARE
Putignano (Bari) 1857 - Monopoli (Bari) 1940
Frequentò a Roma l’Accademia di Belle Arti grazie a un sussidio della Provincia di Bari. Agli anni giovanili appartengono II Tevere presso Castel S. Angelo del 1885 e Villa Borghese del 1889 (entrambi a Bari, Biblioteca Nazionale). Dopo una parentesi pugliese durante la quale si era dedicato ad attività commerciali e aveva preso a lavorare a pastello, ritornò a Roma segnalandosi nel campo della ritrattistica.Nel 1907 si trasferì per qualche tempo in America (Ritratto del Presidente William Howard Taft); tornato di nuovo a Roma nel 1910, espose l'anno successivo L'avaro, ispirato a un analogo soggetto di A. Piccinni. Su commissione di Benedetto XV eseguì La promulgazione del Codice di Diritto Canonico (Vaticano, sala Ducale), il cui bozzetto si conserva nella sacrestia della chiesa di San Pietro Apostolo della città natale.
Antola Giovanni Battista*
ANTOLA GIOVANNI BATTISTA
Attivo a Genova fra il 1866 e il 1892
Nei cataloghi delle Promotrici genovesi questo artista, nato a Genova Sampierdarena, compare con frequenza fino alla fine del secolo con ritratti, copie (da Rembrandt) e paesaggi (Studio dal vero, 1866; Ritratto da Rembrandt, 1866; Studio, 1868; Veduta a Quarto, 1874; Ritratto, 1879;Studio dal vero, 1882; Un ritratto, acquerello, 1892; Rembrandt,1892). Nel 1879 dipinse il Ritratto di Luigi Gallo di Moneglia.
Antinori Pietro*
ANTINORI PIETRO
Perugia 1817 - 1882
Esponente di una illustre famiglia, protagonista della vita culturale perugina a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo, frequentò fra il 1828 e il 1848 la locale Accademia di Belle Arti, dove le fonti lo ricordano tra i migliori allievi di G. Sanguinetti e di S. Valeri. Fedele seguace dei dettami puristi, decise di orientare la propria ricerca verso il recupero dei modelli del Quattrocento umbro (San Paolo, 1848, Perugia, Accademia di Belle Arti), cui dedicò anche una feconda attività di copista. Fu autore di alcuni saggi tra cui Di Raffaello e del Perugino, pensieri del marchese Pietro Antinori (1871).
Anselmi Faina Giuseppina*
ANSELMI FAINA GIUSEPPINA
Torino 1818 - Firenze 1872
A Torino fu allieva «distintissima» di G. B. Biscarra, direttore della Regia Accademia Albertina. Nel 1842 partecipava alla prima Esposizione della neonata Società Promotrice di Belle Arti di Torino con Tre fanciulli giocano sull'altalena che, per il successo avuto, venne tradotto in litografia (da M. Doyen) e in incisione (da L. Metalli). Soggiornò poi a Roma per perfezionare gli studi; qui eseguì ritratti apprezzati per il «pregio artistico e somma rassomiglianza» e dipinti di soggetto sacro. Nel 1892 alla Retrospettiva per il Cinquantenario della Promotrice, l’artista fu rappresentata da quattro opere: il citato dipinto del 1842 e tre ritratti (coll. privata).
