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Allieri Federico*

ALLIERI FEDERICO
Bergamo 1833 - 1900 ca.
Sono incerte le notizie biografiche di questo pittore che, presumibilmente ancora giovane, si trasferì in Russia, dove trascorse la maggior parte della sua esistenza. Allievo della Scuola di Pittura dell'Accademia Carrara di Bergamo, partecipò negli anni tra il 1854 e il 1857 alle esposizioni annuali, presentando nu-merosi ritratti. A questo genere, in particolare al ritratto a pastello, sembra essersi dedicato durante la sua permanenza a Pietroburgo, agevolato dalle buone relazioni con la corte e con la comunità italiana residente (Il pittore G. I. Botta, 1867, A. Deveria, 1867, A. M. Gorcakova, N. I. Greca, A. Patti, 1870, F. F. Trepova, 1874). Nel 1899 inviava a Bergamo, alla Mostra 'Réclames', dodici teste, diversamente ricordate come acquerelli o pastelli nelle recensioni locali.


Allevi Alcide*

ALLEVI ALCIDE
Offida (Ascoli Piceno) 1831 - 1893
Studiò con T. Minardi, all'Accademia di Roma e qui, fra il 1848 e il 1850, ebbe modo di conoscere D. Morelli. Esordì nel 1861 all’Esposizione Nazionale di Firenze con tre ritratti. Tornato a Offida, si dedicò soprattut to all’attività di decoratore (Apollo e le Muse, volta del teatro Comunale, 1862; Il bacio di Paolo e Francesca, Palazzo Alessandrini), nella quale sembra risentire maggiormente dell’influenza morelliana più che del dettato purista del Minardi. Nel 1866 realizzò la Madonna del Carmine fra i santi Filippo e Rocco per la chiesa collegiata di Offida e nel 1873 l’Immacolata Concezione per la chiesa di Regnano di Tolentino. Alle Esposizioni di Macerata del 1879 e a quella di Camerino del 1888 presentò ritratti, quadri di genere e opere in ceroplastica.


Allera Cavour*

ALLERA CAVOUR
Piteccio (Pistoia) 1860 - Ivrea 1929
Compiuti i primi studi alla scuola comunale di Lugano, passò nel 1878 alla scuola di paesaggio di A. Fontanesi, all’Accademia Albertina: sotto l’influenza del maestro dipinse i primi paesaggi (Dintorni di Bellengo, esposto a Torino nel 1883; Buzzolo-Ivrea dal vero, esposto a Torino nel 1884), ma trattò poi anche altri generi, per esempio la decorazione, il ritratto, la miniatura. Dagli ultimi anni del secolo ebbe residenza a Ivrea, dove si dedicò soprattutto all’insegnamento.


Allegri Carlo*

ALLEGRI CARLO
Padova 1830 - ?
Laureatosi in farmaceutica, si volse allo studio della pittura da autodidatta e con il sussidio di maestri privati. Buon paesista, eseguì oli e acquerelli, ma usò anche la tecnica detta 'a fumo’, consistente nel disegnare servendosi del fumo come se fosse una matita. Fra il 1877 e il 1888 espose a Torino, Milano, Napoli, Bologna, a Venezia e a Londra presentando paesaggi tratti dal vero, con effetti originali, delle valli delle Dolomiti (I cinque sassi di Ampezzo, Il Pelmo dal Forno di Zoldo, 1880; Ricordo del Cadore, 1884), della Valle d’Aosta (Cogne, 1880; Impressioni in Val d ‘Aosta, 1887; Dente del Gigante a Courmayeur, 1888) e scorci di giardini romani (Al Pincio, 1880).


Alippi Fabretti Quirina*

ALIPPI FABRETTI QUIRINA
Urbino (Pesaro) 1849 - Perugia 1919
Fu giovanissima a Roma, allieva di N. Ortis e G. De Santis e proseguì gli studi con F. Moretti a Perugia, dove esordì nel 1879. Accanto a ritratti e quadri di genere, sono ricordati i suoi dipinti d’interno con riprese di chiese e di edifici storici: Interno della chiesa di San Francesco a Perugia, Sala Maggiore del Cambio a Peru-gia (esposto nel 1884 a Torino), Vestibolo della Confraternita di San Francesco; fra i dipinti di soggetto sacro, una copia del Presepio del Perugino per la chiesa eretta sul monte Libano in Siria.


Alfieri Giuliano*

ALFIERI GIULIANO
Giugliano in Campania (Napoli) 1864 - Napoli 1931
Allievo dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, completò la formazione artistica a Roma. Coltivò un Naturalismo legato ai soggetti della vita popolare. Trasferitosi a Parigi nei primi anni del Novecento, dove svolse attività di copista e illustratore, non abbandonò il genere, esponendo al Salon del 1906 un Tipo abruzzese. Tornato in Italia nel 1916, collaborò alla creazione della Scuola di Disegno e Arte Plastica nel suo paese.


Alessio Valerio*

ALESSIO VALERIO
Piove di Sacco (Padova) 1831 - 1922
Allievo dell'Accademia di Venezia dal 1852 al 1856, alla fine dei corsi vinse il premio di pittura, ex aequo con T. Cremona, con il saggio: Davide prostrato a terra richiede a Dio che gli doni la vita del figlio avuto da Betsabea. Nel 1860 tornò a Padova dove tenne la cattedra di disegno all’Istituto Tecnico. Fra il 1867 e il 1869 realizzò la sua opera più significativa, il sipario per il teatro Comunale della sua città, dove illustrava L'ingresso delle truppe italiane a Piove di Sacco. Superando la tradizionale iconografia allegorica scelse un impianto compositivo e narrativo prossimo ai modi del Realismo lombardo con un risultato del tutto nuovo nell'Italia settentrionale: l'individuazione veloce dei ritratti, l’uso della bicromia dei fondi mostrano la conoscenza di esempi francesi e del repertorio illustrativo diffuso nel Veneto. Nelle opere di tema religioso preferì un linguaggio più tradizionale (Madonna con il bambino nella chiesa di Rovigno e San Leonardo di Lomonges nella chiesa di Conche nel Piovese), mentre nel paesaggio ricercò effetti studiati dal vero (Inondazione a Piove di Sacco, 1890).


Alessio Filippo*

ALESSIO FILIPPO
Genova 1770 ca. - 1841
Studiò all’Accademia di Genova con G. Ratti e C. Baratta e nel 1790 ottenne una menzione scolastica. Prima del 1795 si trasferì a Roma, dove si formò alla cultura neoclassica nella scuola di A. Cavallucci e nell’amicizia con P. Benvenuti, L. Sabatelli e V. Camuccini. Al suo ritorno a Genova, nominato nel 1797 accademico di merito della Ligustica, vi ricoprì cariche direttive fino al 1820. Nelle opere a fresco mantenne viva la tradizione decorativa locale: come gli Episodi della Gerusalemme nel Palazzo della Prefettura, gli affreschi del presbiterio e del coro della chiesa di Nostra Signora della Consolazione (Gloria di San Vincenzo e Nostra Signora in adorazione deI Figlio), e il Trionfo di Bacco e Arianna in Palazzo Pallavicini. L'esigenza di adeguarsi alla tipologia neoclassica è visibile nell’Autoritratto del 1810 ca. (Genova, Galleria Civica d'Arte Moderna). Nel 1805 partecipò alla decorazione degli apparati allestiti per l'ingresso di Napoleone a Torino, e nel 1815 eseguì un Genio della pace per il ricevimento di Vittorio Emanuele II.


Guérillot Inganni Amanzia*

GUÉRILLOT INGANNI AMANZIA
Milano 1828 - dopo il 1887
Di origine francese, nel 1847 esordì all'Esposizione della milanese Accademia di Brera con tre vedute lombarde. Di tre anni dopo è la Veduta di piazza del Duomo (Milano, Museo di Milano). Sposò nel 1856 A. Inganni, del quale era stata anche allieva e modella, e di lì a poco si trasferì con il marito a Gussago, nei pressi di Brescia: da quel tempo alternò le vedute delle campagne bresciane (Borgo dell'Ora a Castanedolo, coll. privata) alle nature morte, genere di cui presentò una ricca scelta all'Esposizione di Brera del 1864. Rimasta vedova nel 1880, si risposò nel 1887, epoca dalla quale non se ne hanno più notizie.


Guazzo Pier Clemente*

GUAZZO PIER CLEMENTE
Attivo fra il 1869 e il 1884
Nativo di Casale Monferrato (Alessandria), visse a lungo a Firenze, partecipando alle mostre della Promotrice cittadina e anche a quelle di Genova, Torino, Milano. Trattò essenzialmente il paesaggio, realizzando marine, vedute di laghi (Lago di Lugano, esposto a Genova nel 1874; Ricordo del lago Maggiore, esposto a Roma nel 1876; Panorama del lago di Ginevra, esposto a Milano nel 1877; Isola dei Pescatori sul lago Maggiore, esposto a Firenze nel 1878) e motivi toscani (Presso Serravalle Pistoiese, esposto a Genova nel 1874). All’Esposizione Generale di Torino del 1884 presentò Mestizia, Scirocco, Quiete, titoli che suggeriscono le implicazioni evocative e sentimentali dettate dalla cultura decadentista e presenti anche nella pittura di paese.


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