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Grilli Paolo*

GRILLI PAOLO
Cesena (Forlì) 1857 - Roma 1952
Frequentò dal 1873 l'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove fu allievo di G. Fattori. Dedicatosi sia alla pittura sia alla scultura, fu un indiscusso protagonista della vita artistica cesenate fin dai primi anni '80. Compì ripetuti soggiorni a Roma, dove si trasferì definitivamente intorno al 1930. Si mantenne legato a una pittura di matrice verista nei paesaggi (esposti a Torino nel 1884 e a Venezia nel 1887), nei soggetti sacri (coll.privata) e nei ritratti (Ritratto di Eugenio Valzania e Ritratto di Cino Mori, entrambi conservati nella Pinacoteca Comunale di Cesena; Ritratto della moglie, coll. privata).


Grifoni Crescentino*

GRIFONI CRESCENTINO
Urbino 1797 - 1867
Recatosi a Firenze verso il 1820 per frequentarvi l’Accademia, vi rimase per tredici anni. Frequentò i corsi di figura e pittura tenuti da S. Pacini e P. Benvenuti, ma si interessò anche di architettura, sotto la guida di G. Del Rosso. Diplomatosi nel 1831, fu attivo come copista presso gli Uffizi, mostrando una speciale predilezione per le opere di Raffaello: nel ritratto della moglie Amalia Bellardini Grifoni (1832 ca., Urbino, Casa natale di Raffaello), la donna reca in mano un album da disegno con la copia della Madonna del cardellino. Tornato a Urbino nel 1837, dopo un breve soggiorno romano, proseguì nell’attività di copista e si adoperò per l'istituzione della cattedra di pittura presso l’università.


Gregorietti Salvatore*

GREGORIETTI SALVATORE
Palermo 1870 - 1952
Allievo di E. Cavallaro, si impose in Sicilia come decoratore di interni. Lavorò in edifici privati come Villa Igiea e Casa Lemos a Palermo, Palazzo Verderame a Licata e decorò alcuni teatri palermitani (teatro Biondo). Spaziò dai motivi floreali e liberty ai soggetti di gusto preraffaellita. Dipinse anche quadri da cavalletto, paesaggi ad acquerello e vedute urbane, fra i quali figurano Kalsa (esposto a Palermo nel 1896), Loggia dell'incoronazione (Palermo, Galleria Civica d’Arte Moderna), Il mercato del Lunedì a Catania (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).


Gregori Luigi*

GREGORI LUIGI
Bologna 1819 - prima del 1883
Si formò all'Accademia di Bologna e si aggiudicò ancora giovane numerose commissioni per ritratti e soggetti sacri. Prima del 1856 eseguì San Giovanni Battista davanti ad Erode (Bologna, Pinacoteca Nazionale) e Ritratto del Marchese Antaldi, presenti a quella data in Accademia. Altri ritratti comparvero alle esposizioni romane degli Amatori e Cultori (1857, 1865) e sono noti almeno due autoritratti (Madrid, Prado; Firenze, Galleria dell'Accademia). L’attenzione al quadro di soggetto storico è testimoniata da Colombo scopre l’America,comparso nel 1892 all’Esposizione genovese per il centenario colombiano. Si trasferì a lavorare in America per diverso tempo.


Grasso Giacomo*

GRASSO GIACOMO
Messina 1803 - 1869
Nacque da una famiglia di artisti attivi a Messina e nel 1827 tentò senza successo di ottenere il pensionato artistico a Roma. Proseguì la propria formazione come incisore e pittore presso lo zio L. Subba, che a quel tempo dirigeva la messinese Scuola Universitaria di Disegno. Legate ai temi e ai modi del maestro dovevano essere i dipinti presentati alle mostre borboniche di Napoli nel 1830 (La frode, in mezza figura) e nel 1843 (Galileo Galilei che attento contempla il suo sistema). Anche l'attività incisoria di quegli anni è documentata da prove strettamente inerenti con opere dei fratelli Subba (1824, 1828, Messina, Museo Regionale). Fra i suoi primi dipinti di carattere devozionale, concepiti secondo un rigido accademismo, è la Madonna con Bambino del 1846 per la chiesa madre di Mandanici (Messina). Eseguì diversi interventi di restauro su affreschi, fra gli altri, nella chiesa di Sant’Elia a Messina (1858) e sulle opere di D. Giordano nella chiesa di Santa Caterina Valverde (Messina), in collaborazione con F. Subba; nella medesima chiesa era docu-mentata una piccola tela con La Vergine e il bambino (1864). Per la chiesa di Sant’Anna nel villaggio San Cono, dipinse nel 1860 una Madonna bambina con S. Anna e S. Gioacchino. Negli ultimi anni della sua vita ebbe l'incarico di professore aggiunto di disegno nell'università di Messina.


Grassis Giuseppe*

GRASSIS GIUSEPPE
Torino 1870 - 1949
Fu brillante allievo di P. C. Gilardi all'Accademia Albertina di Torino ed esordì nel 1894 alla Promotrice con il lodato La Primavera. Si fece conoscere alle mostre italiane e ai Salon di Parigi esponendo paesaggi, quadri di genere e miniature su avorio. E in particolare i suoi ritratti in miniatura, tecnica di cui fu maestro, furono presto molto richiesti dalla buona società italiana ed europea. Visse fra Torino, Courmayeur e Nervi. Predilesse le figure femminili, i bambini, gli animali, spesso raffigurati in ambienti aperti e chiari, di gusto settecentesco. Fu anche autore di quadri con paesaggi e marine, nei quali si avverte l'influenza di F. Petiti e di L. Delleani (Sera presso Mondrone, Valle di Lanzo; Scogliera a Moneglia, presentato all’Esposizione Nazionale di Torino del 1898). Sua moglie, Eugenia Rossi, lei pure pittrice, espose annualmente alla Promotrice torinese, fra il 1895 e il 1925.


Grassi Vittorio*

GRASSI VITTORIO
Roma 1878 - 1958
Dopo i primi studi classici e i corsi universitari di fisica, entrò nell'Officina Carte Valori della Banca d’Italia, dove apprese vari sistemi di stampa. Cominciò a dipingere da autodidatta, realizzando piccoli paesaggi umbri (esposti a Perugia nel 1902) e vedute di Roma e dintorni, che presentò dal 1903 alle mostre degli Amatori e Cultori e a quelle dell’Associazione degli Acquarellisti. In questi anni si legò in particolare con G. Prini e D. Cambellotti, partecipando delle tendenze della cultura romana d’inizio secolo. Se ne scorgono gli esiti in opere come Notturno I. Opera IX Chopin (1905) o nel trittico Ascensione (1910-1911, entrambe a Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), dove convergono esigenze simboliste e ricerche sul taglio della visuale e sulla luce; o in I civettari (1913, Roma, Galleria Comunale d'Arte Moderna), dove il giallo degli occhi dell'animale raffigurato irrompe nella tonalità rossa del quadro. Nel campo delle arti applicate contribuì, con Cambellotti e con U. Bottazzi, al recupero della vetrata artistica. Inoltre progettò mobili, oggetti d'arredamento e decorazioni e, dal 1908, disegnò scene e costumi per il teatro dei Piccoli di Podrec- ca, realizzò manifesti e collaborò a diverse riviste.


Grassi Josef*

GRASSI JOSEF
Vienna 1757 - Dresda 1838
Allievo dell'Accademia di Vienna, raggiunse la fama come ritrattista dapprima alla corte austriaca, quindi a quelle di Kiev e di Varsavia. Dal 1800 fu nominato professore dell'Accademia di Dresda. Nel 1808 giunse a Roma e nello stesso anno prese parte all’Esposizione in Campidoglio. Nel 1810 fu accolto come membro dell'Accademia di San Luca, dove si conservano il ritratto del paesaggista olandese Hendrik Voogd e quello di Vincenzo Camuccini: il pittore romano vi è rappresentato secondo un'iconografia aulica e romantica, vicina alla contemporanea ritrattistica francese nella ricercatezza della posa e dell’ambientazione. Dal 1816 al 1821 fu di nuovo a Roma come direttore didattico dei borsisti sassoni. Nel 1820 il duca di Sassonia-Gotha gli commissionò il dipinto San Pietro che restituisce le chiavi a Pio VII (Roma, Pinacoteca Vaticana), destinato a essere offerto al papa, e che per le implicazioni politiche suscitò vivo scalpore.


Agliardi Pietro*

AGLIARDI PIETRO
Bergamo 1825 - 1886
Personaggio attivo nella vita pubblica bergamasca, membro del Comitato di Pubblica Sicurezza durante i moti del '48, il conte Pietro Agliardi a soli diciotto anni aveva partecipato con tre Studi all’Esposizione del- l'Accademia Carrara, dove tre anni più tardi inviava, come dilettante, cinque quadri d'invenzione e una Battaglia, copia dal Borgognone. La maggior parte dei dipinti noti sono paesaggi, ma non si hanno notizie certe sulla sua formazione in questo genere, sebbene alcune sue tele (Un torrente di montagna, 1855; La valle del Dezzo, Bergamo, Accademia Carrara) siano da accostare ai modi di C. Rosa. Eletto, nel 1866, commissario dell'Accademia Carrara, esercitò tale incarico fino alla morte.


Agelli Paolo*

AGELLI PAOLO
Forlì 1778 - 1841
Fu a Roma tra il 1802 e il 1804 allievo di V. Camuccini. Rientrato a Forlì intorno al 1810, realizzò una Santa Chiara per la Chiesa di San Sebastiano (Forlì, Pinacoteca), opera di impianto accademico ma realizzata con una stesura luminosa. Si ricordano anche una pala d’altare per Sant’Andrea Avellino di Meldola, e la decorazione dell’altare di San Nicola nella chiesa di San Nicola a Villa Rossa. L'opera di maggior impegno fu la Leena che si morde la lingua per non parlare con il tiranno Ippia, dipinta nel 1818 (Forlì, Palazzo della Provincia).


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