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Zoppi Antonio *

ZOPPI ANTONIO
Novara 1860 - Firenze 1926
Di famiglia alessandrina, si formò con C. Maccari a Roma, dove prese parte alle mostre degli Amatori e Cultori dal 1882 (Una partita a scacchi) al 1886. Si applicò alla pittura di genere (Un paggio del secolo XVI, esposto a Milano nel 1881) e al paesaggio (Mattino d'inverno, esposto a Venezia nel 1887; Pace alpestre-Lago di Deveso- Alpi Lepontine, esposto alla Promotrice di Torino nel 1896). Da non confondere con l’omo-nimo piacentino (1826-1896), pittore ornatista e prospettico.


Zonaro Fausto *

ZONARO FAUSTO
Masi (Padova) 1854 - Sanremo (Imperia) 1929
A Lendinara ricevette le prime nozioni artistiche dall’architetto e archeologo F, Cordenons; a Verona, in seguito, frequentò all’Accademia i corsi di N. Nani. Dopo peregrinazioni e viaggi di studio tra Torino, Napoli (dove frequentò F. Palizzi) e Venezia, completò la sua formazione a Roma. Nel 1883 cominciò l’attività espositiva presentando alle mostre di Firenze, Milano, Genova e Roma un cospicuo gruppo di quadri di genere e paesaggi, dallo sciolto verismo. Con il ritorno a Venezia divennero frequenti anche i soggetti lagunari (Il Redentore, Lavoratrice di perle, esposti a Venezia nel 1887; Fondamenta Rezzonico, presentato nel 1888 a Parigi, dove si aggiornò sulla tecnica impressionista). Nel 1891, alla ricerca di nuovi spunti si recò a Costantinopoli, dove presto venne nominato pittore di corte dal sultano. La sua produzione in quegli anni andò dai consueti soggetti orientalisti (Veduta del Bosforo da Condily, Padova, Museo Civico) alla pittura ufficiale (L’attacco-Vittoria dei turchi sui greci, Istanbul, Dolmabahҫe Palace). I fermenti del 1910 lo costrinsero a rientrare in Italia per stabilirsi a Sanremo.


Zona Antonio *

ZONA ANTONIO
Gambellara di Mira (Venezia) 1814 - Roma 1892
All’Accademia di Venezia fu allievo di O. Politi e di M. Grigoletti e fu avviato, soprattutto dal primo, allo studio della pittura veneta del Cinquecento. Il recupero della tradizione si tradusse da un lato nella scelta di soggetti storici, spesso concepiti come omaggio ai maestri del passato (Giambellino travestito da senatore nell'atto di farsi ritrarre da Antonello da Messina, esposto a Venezia nel 1847; Incontro di Tiziano col giovinetto Veronese sul Ponte della Paglia, 1861, Venezia, Galleria d'Arte Moderna di Ca’ Pesaro), dall'altro nell'adozione di un cromatismo e di una tecnica studiata per restituire l’impressione della pittura antica. Accanto ai temi romantici di storia medievale (I Lambertazzi e i Geremei, esposto a Venezia nel 1838), trattò quelli religiosi (Jetro e Mosè, esposto a Venezia nel 1847) per la committenza ecclesiastica, sia veneta sia austriaca. Durante un soggiorno a Milano, risentì dell'influenza della pittura storica di F. Hayez e delle sue figure allegoriche, che tradusse in una chiave patetica (Un canto funebre, 1862, Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna; Una traviata: mezza figura al vero, esposto a Milano nel 1864). Negli anni '70 si stabilì a Roma, partecipando alle mostre della Società Amatori e Cultori (1886, Sul prato, Castellana, Ofelia); nei ritratti maturò in direzione verista, pur mantenendo alcune accentuazioni sentimentali di gusto tardoromantico (Ritratto della famiglia di Michele Cipollato, coll. privata).


Zolla Venanzio *

ZOLLA VENANZIO
Colchester (Gran Bretagna) 1880 - Torino 1961
Dai primi anni del Novecento lavorò alternativamente nel suo studio di Londra e a Torino; nel capoluogo piemontese frequentò per qualche tempo anche i corsi di A. Marchisio, P. C. Gilardi e G. Grosso all’Accademia Albertina. Autore di quadri di figura, ritratti (Mio figlio, Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna) e paesaggi, nella ricerca di delicate atmosfere guardò alla pittura inglese del secondo Ottocento e al Postimpressionismo. Espose a Torino (1901, Esistenze perdute; 1902, La quiete; 1905, Veduta della chiesa di All Saints a Maidstone) e alle mostre della Royal Academy di Londra.


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