Visconti Angelo *
VISCONTI ANGELO
Siena 1829 - Roma 1861
Dal 1845 studiò presso l’Accademia di Belle Arti di Siena, allievo di F. Nenci e dal 1851 di L. Mussini. Nel 1853 ottenne un premio accademico per Raffaello presentato da Bramante a Giulio II (1854, palazzo Chigi alla Postierla, Siena) e nel 1855 vinse il premio Biringucci con un soggetto storico. Dall’inizio del 1856 si trasferì a Firenze, dove ebbe l’opportunità di copiare la pittura antica e di conoscere i giovani artisti che frequentavano il Caffè Michelangiolo. Nel 1858 eseguì il San Luigi Gonzaga (Livorno, chiesa di Santa Maria del Soccorso), e il Ritratto di Ulisse de Matteis (Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti), ambedue esemplari delle sue ricerche volte a espressioni di forte rigore formale. Giunto a Roma nel novembre di quell’anno, iniziò a frequentare la Scuola del Nudo dell'Accademia di Francia, insieme all'amico A. Cassioli. Lavorava anche al tema di Mario vincitore dei Cimbri per il concorso Ricasoli bandito nel 1859, al quadro del Buon samaritano (poi trasformato in un Cattivo levita) e a Un episodio della strage degli innocenti. Quest'opera, insieme a diversi studi eseguiti nell’ultimo periodo, comparve alla prima Esposizione Nazionale di Firenze pochi mesi dopo la morte dell’artista, avvenuta per annegamento nel Tevere.
Viscardi Giuseppe *
VISCARDI GIUSEPPE
Mazzolarci (Bologna) 1816 - Bologna 1892
Sono scarse le notizie biografiche su questo pittore che, dopo una prima formazione artistica nel capoluogo emiliano, si trasferì a Firenze dove rimase fino al 1855. Fu autore di paesaggi dei dintorni di Bologna, di vedute toscane e romane, di motivi campestri con animali. Espose fino al 1875 alle mostre di Genova (1864, 1865, 1866, 1868, 1872), Bologna (1867), Firenze (1872, La fonte, Il monte Procinto nelle Alpi Apuane, Veduta di Firenze presa dalla porta Romana).
Viotti Giulio *
VIOTTI GIULIO
Casale Monferrato (Alessandria) 1845 - Torino 1878
Allievo delI’Accademia Albertina di Torino, si perfezionò a Roma. Qui si accostò a M. Fortuny orientando i suoi interessi verso una pittura di ricostruzione storica, su temi letterari o di gusto orientalista, sviluppati con sapiente uso della cultura accademica e con ricercati effetti di colore (Dio e la creatura, 1872, Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna; Un idillio a Tebe, 1872, Trieste, Museo Revoltella). La frequentazione degli artisti della Scuola di Rivara lo accostò anche ai soggetti medievali e alla pittura di paesaggio di stampo verista, sia a olio sia ad acquerello. Si cimentò anche nella decorazione di edifici religiosi (affreschi del santuario di Belmonte, nel Canavese).


