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Vaccaro Giuseppe *

VACCARO GIUSEPPE
Caltagirone (Catania) 1793 -1866
Fratello del pittore Francesco, sedicenne studiò i modelli tardobarocchi presso il conterraneo I. Boscari. Nel 1815 si trasferì a Palermo presso la Reale Accademia di Nudo diretta da G. Velasco (copie tratte dai quadri del maestro sono conservate nel Museo Civico di Caltagirone). Dopo un esordio incerto, la personalità del pittore si precisò con il definitivo abbandono della cifra settecentesca. Legati a modelli del Classicismo cinque-secentesco risultano il Perdono di Assisi (1823, chiesa di Santa Maria di Gesù, Pietraperzia, Enna) e la Comunione di san Girolamo (1823, ex chiesa Matrice di Caltagirone). Nel 1832 eseguì con il fratello gli affreschi delle volte nella cattedrale di Caltagirone con le Storie dell'Antico e Nuovo Testamento (bozzetti presso il Museo Civico di Caltagirone). Ancora in collaborazione con Francesco, firmò opere come il Miracolo di san Eligio (chiesa di San Giuseppe, Pietraperzia, Enna), San Giuseppe da Copertino (1843, chiesa di San Francesco, Piazza Armerina), I cartaginesi offrono la corona d'oro a Damarete (1845, Caltagirone, Museo Civico). Nel 1856 partecipò con il fratello all’Esposizione di Belle Arti di Palermo, presentando Empedocle che guarda l'Etna e Sacra Famiglia. Nel 1861 fu colpito da una grave malattia che ridusse notevolmente la sua produzione.


Vaccaro Francesco *

VACCARO FRANCESCO
Caltagirone (Catania) 1808 - 1882
Si formò dapprima con il fratello maggiore Giuseppe, poi presso le botteghe dei conterranei I. Boscari, S. e B. Bongiovanni, M. Ognibene, infine compì un ulteriore apprendistato sotto la guida di G. Patania. A Palermo soggiornò fra il 1832 e il 1833, frequentando la Reale Accademia del Nudo di V. Riolo (Studio di nudo, 1832 ca., Caltagirone, Museo Civico). Al 1834 si fa risalire la sua prima opera matura: L'incendio di Judica (Caltagirone, Museo Civico). Tornato nella città natale, cominciò una duratura collaborazione col fratello Giuseppe; numerose furono le opere a carattere devozionale, eseguite a quattro mani e firmate sinteticamente “Fratelli Vaccaro” (fra le altre: affreschi, 1835 ca., chiesa madre di San Michele di Ganzaria, Catania; Le nozze di Cana, 1850, chiesa madre di Gela; Gesù fra i dottori, 1859, cattedrale di Caltagirone; Il Perdono di Assisi, 1861, chiesa di San Francesco a Erice). Negli anni '60, forse a seguito di un viaggio a Firenze, puntualizzò una più autonoma cifra stilistica, evidente nel Miracolo di san Biagio (1862 ca., Caltagirone, Museo Civico) o nella raffaellesca Madonna del Carmine (1876, parrocchiale di Santa Venerina, Catania). Fra i ritratti si ricorda quello di Giacomo Bongiovanni (1835, Caltagirone, Museo Civico). Una delle ultime opere eseguite fu L'Annunciazione (1878, chiesa del Carmine, Caltagirone).


Vaccaro Antonio*

VACCARO ANTONIO
Attivo a Napoli nella seconda metà del XIX secolo
Figlio di Leopoldo, pittore d'interni, seguì in parte l’indirizzo paterno, al quale accompagnò scene di genere e paesaggi. Nel 1862 esordì con I novelli sposi (forse da riconoscere nel dipinto Due sposi, documentato nel Museo di Capodimonte a Napoli) alla Promotrice partenopea, dove fu presente sino al 1874 (1870, Sepolcro del Sannazzaro, Interno di San Paolo). Sue opere d'intonazione romantica e sentimentale comparvero alle mostre di Torino (1863, Vita domestica di una fanciulla, L'orfana che visita il sepolcro), Roma (1865, Il primo monumento poetico di Vittorio Alfieri), Firenze (1875, Il nonno ed il nipote).


Vaccai Giuseppe *

VACCAI GIUSEPPE
Milano 1836 - Pesaro 1912
Figlio del musicista Nicola, nel 1844 si trasferì con la famiglia a Pesaro, dove ebbe i primi insegnamenti artistici. Negli anni '50 fu a Roma, impegnato negli studi di Giurisprudenza ma seguitò a coltivare la pittura, soprattutto quella di paesaggio. Nel 1861 esordì all'Esposizione Nazionale di Firenze con due motivi ripresi nella campagna romana. Maturò un linguaggio naturalista con il quale descrisse le impressioni tratte dai soggiorni in Toscana e in Svizzera e, più di frequente, motivi delle campagne e dei paesi marchigiani (Villa Caprile, Piattaforma Kursaal, coll. privata). Espose fra l’altro a Parma nel 1870 (Vallata di Poschiavo dal Monte Cavagna-Svizzera), a Roma nel 1883 (Stazione di Foligno, Albacina) e a Torino nel 1898 (Carpegna, Sasso Simone- Appennino Marchigiano


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