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Tordi Sinibaldo *

TORDI SINIBALDO
Roma 1876 - Firenze 1955
Allievo a Roma di S. Sanchez Barbudo, si dedicò a soggetti di genere in costume settecentesco o esotici, risolti secondo un fortunysmo di maniera, ma con effetti di vivacità cromatica. Nel Novecento la sua pittura inclinò verso le affabilità linguistiche del Decorativismo, e di pari passo si fece più accurata e minuziosa nella descrizione degli ambienti. Nella chiesa di San Felice a Ema, presso Firenze, si conserva la sua Maria Addolorata.


Torcia Francesco Saverio *

TORCIA FRANCESCO SAVERIO
Napoli 1840 - dopo il 1891
Allievo dell’Accademia napoletana, presentò alla Mostra Borbonica del 1859 due saggi scolastici. Si specializzò poi nei paesaggi e nelle marine, ma trattò anche quadri di genere che espose alle promotrici napoletane dal 1867 al 1891 (1867, Amor di patria; 1870, Prima delle nozze; 1871, L'ammalata del popolo; 1880, Paese in primavera, Cattivo tempo; 1888, La cappella dell'Immacolata ai Gerolimini). Suoi dipinti figurarono nelle esposizioni di Torino (1878), Milano (1880, 1883, 1884) e Genova (1881, 1889).


Torchi Angelo *

TORCHI ANGELO
Massa Lombarda (Ravenna) 1856 - 1915
Allievo di L. Gelati, nel 1880 esordì a Firenze con studi dal vero tratti in Romagna e a Venezia; nello stesso anno frequentò a Napoli la scuola di A. Campriani, dal quale apprese l’uso degli effetti ottici e luministici nella definizione del paesaggio. Nel 1881 presentò alla Promotrice napoletana A Mergellina e Sulla terrazza. Rientrato a Firenze, frequentò con assiduità i vecchi esponenti della “macchia”: D. Martelli, del quale fu più volte ospite a Castiglioncello a partire dal 1885, S. Lega con il quale percorse le campagne del Gabbro e, soprattutto, T. Signorini. Recatosi a Parigi fra il 1890 e il 1891, ebbe modo di aggiornare la sua pittura meditando sull’opera dei Postimpressionisti. Da questa esperienza nella capitale francese e dal suc-cessivo soggiorno in Liguria con G. Kienerk e P. Nomellini, fu spinto in direzione divisionista (Granturco sull'aia, esposto a Livorno nel 1892, coll. privata). La conoscenza di A. Morbelli e di G. Pellizza da Volpedo lo confortò nelle proprie scelte; dalla seconda metà degli anni '90 il tessuto puntinista della sua pittura fu sostituito da una trama di pennellate più diradate.


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