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Telasio Attilio *

TELASIO ATTILIO
Brescia 1847 - 1872
Formatosi nella città natale, frequentò poi l'Accademia di Brera a Milano, dove nel 1867 ottenne un premio della Scuola di Prospettiva con Veduta interna del Duomo di Milano e Scena in un cortile del Medio Evo. Della produzione successiva, al suo ritorno a Brescia, sono ricordati quadri di figura e temi storico-letterari conservati in collezioni private locali (Dante visita Giotto).


Teerlink Abraham *

TEERLINK ABRAHAM
Dordrecht (Olanda) 1776 - Roma 1857
Formatosi sui paesaggisti olandesi del XVII secolo, giunse a Roma nel 1808 e vi si stabilì definitivamente. Vicino all'ambiente dei pensionnaires francesi e degli artisti nordici che frequentavano il Caffè Greco, strinse amicizia con J. C. Reinhart, J. M. von Rohden, J. A. Koch, H. Voogd, accostandosi al classicismo di questi e fondendo armonicamente elementi presi dal vero e di invenzione. Il collezionismo internazionale mostrò di apprezzare i toni romantici dei suoi paesaggi, alcuni dei quali comparvero alle mostre della Società Amatori e Cultori di Roma (1830, Paesaggio con pastore vicino al suo villereccio; 1840, fra gli altri Una veduta delle isole di Napoli dal convento de' Cappuccini sopra il lago Agnano; 1856, fra gli altri Firenze veduta da S. Miniato).


Tedesco Michele *

TEDESCO MICHELE
Moliterno (Potenza) 1834 - Napoli 1918
Studiò all’Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida di R. Postiglione e di G. Maldarelli. Nel 1859 espose alla Mostra Borbonica il piccolo dipinto IIdegonda insieme alla tela II paggio Folchetto, apprezzato dalla critica per la «pacatezza di luce» e per la «profonda malinconia». Arruolatosi nella Guardia Nazionale, esperienza a cui è legato Prigionieri borbonici sulla linea del Volturno (Roma, Museo Centrale del Risorgimento), giunse nel 1860 a Firenze. Qui, insieme al napoletano G. Abbati, si legò presto agli artisti del Caffè Michelangiolo e nell'estate del 1861 fu con T. Signorini e Abbati tra i primi ospiti della casa di D. Martelli a Castiglioncello. Il rapporto si protrasse anche negli anni seguenti (A Volterra, già nella coll. Martelli, Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti), animati dal fervore dei dibattiti artistici. Nel frattempo affiancò dipinti di soggetto storico-romantico (Buondelmonte, esposto a Torino nel 1862) a quadri di figura dove si possono cogliere riferimenti alla poetica della Scuola di Piagentina (Una ricreazione alle Cascine di Firenze, 1863, Bologna, Galleria Comunale d'Arte Moderna), seguiti da un interesse per la cultura purista (I viaggiatori aerei, esposto a Torino nel 1865, Torino, Museo Civico) e recuperi classicisti e biedermeier (Ragazza nella propria camera, esposto a Milano nel 1872, Milano, Galleria d’Arte Moderna). Nel 1874 sposò la pittrice J. Hoffmann, grazie alla quale si avvicinò al mondo artistico tedesco. Dopo un soggiorno a Roma, si stabilì definitivamente a Portici, vicino a Napoli, riprendendo anche i contatti con i luoghi d'origine. Restò legato alla pittura di storia e ai temi di realismo domestico, come Un figlio naturale, esposto a Napoli nel 1877 e definito da F. Netti un «grande acquerello ben incominciato» o II testamento fraudolento, esposto a Roma nel 1883 (Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica). Nel 1892 ottenne la cattedra di figura all’Accademia di Napoli.


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