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Tamburini Arnaldo *

TAMBURINI ARNALDO
Firenze 1853 - 1908
Esordì a Firenze nel 1874 con un'Impressione dal vero. Pittore di paesaggio e ritrattista, dedicò numerose opere ai temi di genere e adottò una stesura spigliata dai forti risalti cromatici. Presente in modo saltuario alle mostre, figurò fra l’altro all'Esposizione Nazionale di Venezia del 1887 (Nello studio) e alla Promotrice di Genova del 1892 (Ritratto di S. M, il Re Umberto I, acquistato dal governo per il Palazzo Reale di Pisa).


Tallone Cesare *

TALLONE CESARE
Savona 1853 - Milano 1919
Nato da genitori piemontesi, si formò con il pittore alessandrino P. Sassi; dal 1873 al 1876 fu allievo di G. Bertini presso l'Accademia di Brera a Milano ed esordì alla Mostra braidense del 1877 con quadri di prospettiva; nel 1879 inviò Una pia donzella che difende dalla rapacità di un Goto gli arredi sacri affidati alla sua custodia. Tra il 1883 e il 1885 lavorò a Roma, accanto all’amico A. Mancini. Impegnato nello studio dei modelli secenteschi, cercò in essi il senso plastico e il vigore realistico che segnarono la successiva attività di ritrattista: esemplari della forza espressiva delle sue opere, apprezzate da una ricca committenza borghese, sono il ritratto di Guido Rey (1887, Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna), quello di Irene Tallone (esposto a Venezia nel 1897, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), quello della Signora Castelli (premio Principe Umberto nel 1908), o la coppia di ritratti di Alessandro e Amalia Pirovano (Milano, Pinacoteca di Brera). Assiduo alle principali esposizioni nazionali, l’artista si dedicò per oltre un ventennio all’attività didattica: dal 1885 insegnò presso l’Accademia Carrara di Bergamo, quindi dal 1898 sostituì G. Bertini alla cattedra di pittura dell’Accademia di Brera, dove ebbe tra i suoi allievi C. Carrà e G. Pellizza. Poco noto ai contemporanei fu il suo interesse per il paesaggio in cui diede prove di lucido verismo.


Talarico Achille *

TALARICO ACHILLE
Catanzaro 1837 - Napoli 1902
Studiò a Napoli con G. Mancinelli e in seguito si iscrisse all’Accademia di Belle Arti. Esordì con alcuni dipinti di carattere storico-romantico nei quali seguì l'esempio di D. Morelli (Un paggio, Amilcare fa giurare ad Annibale odio eterno contro i Romani, esposti a Milano nel 1865). Presto preferì applicarsi ai ritratti con cui già dai primi anni '80 ottenne un’ampia affermazione. Sfruttando il mezzo fotografico, giunse talora a esiti originali per il taglio dell’inquadratura; la forza plastica e l’attenzione al dato realistico si accompagnavano spesso a raffinatezze cromatiche di sapore morelliano (Ritratto di Mendelssohn, 1888, Napoli, Conservatorio di Musica; Ritratto di Antonio Villari, Napoli, Museo di San Martino). Dipinse anche soggetti sacri, nature morte di grande precisione descrittiva e scene di interni dalla resa bozzettistica. Espose tra l’altro a Napoli dal 1864 al 1891 (1867, Dopo una festa in maschera, Napoli,Museo di Capodimonte), a Torino (1875, Cacciagione; 1877, Costumi napoletani), a Roma (1882, 1883) e a Genova (1886, Ricordi, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).


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