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Semino Francesco *

SEMINO FRANCESCO
Genova 1832 - 1883
Allievo dal 1844 delI'Accademia Ligustica di Genova, esordì alla Promotrice della sua città (1850, La Samaritana al pozzo; 1851, Tancredi e Erminia; 1854, Ritratto di una famiglia). Nel 1857, con l’amico N. Barabino, si trasferì a Firenze dove frequentò il Caffè Michelangelo ed entrò in contatto con l’ambiente dei Macchiaioli. Dal 1861 al 1865, grazie alla pensione Traverso, soggiornò a Roma (La ciociara, esposto a Genova nel 1865). Il nucleo principale della sua produzione è costituito da opere di tema storico e religioso, a fresco (volta del teatro Carlo Felice di Genova, 1859-1860, perduto; cupola della chiesa della Consolazione di Genova; Villa Zirio a San Remo, Imperia) e su tela (I genovesi condotti da Guglielmo Embriaco scoprono le mura di Gerusalemme, 1856, Genova, prefettura). Nei paesaggi mostrò di con-dividere le ricerche della Scuola Grigia genovese.


Selvatico Luigi *

SELVATICO LUIGI
Venezia 1873 - Roncade (Treviso) 1938
Fratello minore di Lino, ricevette i primi insegnamenti di pittura da C. Laurenti ed esordì a Torino nel 1896 con In laboratorio che, insieme a Macchine sotto pressione (1903, Venezia, Galleria d’Arte Moderna di Ca' Pesaro), testimoniano i suoi interessi scientifici. Dipinse soggetti di argomento sociale, colti in chiave patetica (Umili esequie, esposto a Venezia nel 1897; Partenza mattutina, 1899, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna), fermando poi, in una serie di opere, l’immagine della decadenza della sua città: (Decadimento, esposto a Venezia nel 1901). Le sue vedute veneziane acquistarono nitidezza realistica con l’aiuto della tecnica fotografica.


Selvatico Lino *

SELVATICO LINO
Padova 1872 - Treviso 1924
Figlio del poeta e commediografo Riccardo, fondatore della Biennale veneziana, si formò sotto la guida di C. Laurenti ed E. Tito. Si dedicò alla ritrattistica rifacendosi agli esempi della pittura inglese (A. M. Whistler) e ai più recenti sviluppi europei presenti alle mostre veneziane (F. von Lembach, J. Lavery). Interessato inizialmente all’analisi psicologica del soggetto (Il Professor G. Bordiga, esposto a Venezia nel 1899, Venezia, Galleria della Fondazione Querini Stampalia) e propenso ad atmosfere intimiste nei soggetti infantili (Cuffietta bianca, esposto a Venezia nel 1901, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), predilesse in seguito eleganti figure femminili in forme idealizzate (Irma Gramatica, esposto a Venezia nel 1903; La Contessa Annina Morosini, 1909, Venezia, Galleria d'Arte Moderna di Ca’ Pesaro). Presente alle biennali di Venezia, espose anche alle mostre di Torino (1902, Pensieri lontani), di Milano (1906, La bella Rosy) e di Roma (1907, Nina).


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