Ruggiero Pasquale *
RUGGIERO PASQUALE
San Marzano sul Santo (Salerno) 1851- Napoli 1915
Avviato all'arte da G. B. Amendola si iscrisse all'Accademia di Napoli e in seguito fu alla scuola di V. Petrocelli, dal quale derivò i soggetti di vita quotidiana ispirati al folclore napoletano. Compì numerosi viaggi all'estero e fu presente alle mostre della Promotrice partenopea fino al 1906 (1869, Un povero; 1876, Il canto del nostro popolo, acquistato dal re per il Museo di Capodimonte). Espose fra l'altro a Milano dal 1873 al 1896 (1877, Un seduttore; La primavera della vita; I primi passi), a Genova dal 1876 al 1893 e a Torino dal 1876 al 1882. All'Esposizione Nazionale di Napoli del 1877 figurò con Il primo saluto e L'ascensione del pallone, entrambi apprezzati dalla critica per il «vago colorito».
Ruggieri Ferdinando *
RUGGIERI FERDINANDO
Napoli 1831 - 1888 ca.
Abbandonati gli studi scientifici, si pose sotto la guida di D. Caldara, iscrivendosi, intorno al 1853, all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Si mise presto in luce per le qualità del disegno mostrate nella ritrattistica (Ritratto del padre, esposto alla Mostra Borbonica del 1855) e affrontò la pittura di storia sugli esempi di D. Morelli e di B. Celentano; ottenne la prima affermazione con Cristoforo Colombo alla corte di Spagna (esposto alla Mostra Borbonica del 1859) e con Giovan Battista Vico vende la gemma (esposto a Milano nel 1863, acquistato da G. Vonwiller). Fu presente alle promotrici di Napoli fino al 1888, presentando anche numerosi soggetti di genere e popolari, dove si potevano riconoscere rimandi alla tavolozza di F. Palizzi (1864, Una crestaia; 1871, Sospetto, Uno scherzo amoroso). Nel 1866 eseguì Gesù al tempio e L'ultima cena per la Real Cappella di Napoli. Fu anche presente alle mostre di Genova (1873), Vienna (1873) e Roma (1883).
Rubio Luigi *
RUBIO LUIGI
Roma 1808 - Firenze 1882
Si formò all'Accademia di San Luca, dove si conservano alcune sue opere giovanili (Il buon samaritano, 1824, premio Clementino; Autoritratto, 1827). Il dipinto Priamo ai piedi di Achille (Parma, Pinacoteca Nazionale) fu premiato nel 1826 al concorso dell'Accademia parmense. Dal 1827 al 1830 ca. si recò a lavorare in Polonia; quindi si trasferì a Parigi, dove rimase per diciotto anni. Il successo del Matrimonio di Salvator Rosa sul letto di morte, esposto al Salon del 1836, gli valse la commissione per alcuni quadri destinati alla reggia di Versailles e l'incarico per opere devozionali. Tornò in patria, da dove ripartì per alcuni viaggi in Oriente. Nonostante i frequenti soggiorni all'estero, continuò a inviare diversi dipinti storici e di costume alle mostre di Roma (1844, Donna che attinge acqua al fonte), di Milano (1851, Il pittore Rubens persuade il giovane Van Dick a partire da Saventhem, villaggio in Fiandra, ove era trattenuto dall'amore per una giovane; 1860; 1864), di Firenze (1861, Costume dei dintorni di Roma, Una filatrice) e di Torino (1861, Pastore della campagna romana, Contadina che fila; 1863, L'elemosina, Pescatore napoletano, Episodio dell’Assedio di Ancona del 1174; 1866). Nel 1870, alla Nazionale di Parma, espose Marcello celebre compositore di musica classica.

