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Rossi Lucio *

ROSSI LUCIO
Roma 1846 - Parigi 1913
Pittore di genere e ritrattista, si formò a Roma nel momento di maggior successo di M. Fortuny e del fortunismo: da quello stile brillante e brioso colse gli elementi per la sua opera. Nel 1867 si trasferì a Parigi, dove lavorò per il mercante A. Goupil e fu illustratore per i giornali The Graphic e Le Figaro illustrè. Nel 1868 espose al Salon parigino (Le jeu de la morra-scène de moeurs romaines, La dispute); fu presente alle mostre di Parma nel 1870 (La signatura musulmana) e di Venezia nel 1887 (Un ricevimento del XVIII secolo). Nel 1893 presentò a Milano il ritratto del Principe Odescalchi (Torneo di Roma 1883).


Rossi Giuseppe *

ROSSI GIUSEPPE
Perugia 1820 - 1899
Artista versatile e precoce, dopo il tirocinio presso l’Accademia perugina, inaugurò appena ventenne una brillante carriera di scenografo (teatro di Spoleto), destinata a condizionare in seguito anche la sua produzione da cavalletto. Viaggi di studio a Roma, a Napoli e a Bologna alimentarono la formazione di un linguaggio eclettico: nei lavori per i teatri di Foligno, di Cannara, di Perugia (Morlacchi, Pavone e della Minerva), di Sant’Angelo in Vado (Pesaro e Urbino) tradusse, in un decorativismo esuberante e venato di esotismo, le proprie invenzioni (documentate dagli studi presso l’Accademia di Perugia). Si ricordano suoi interventi decorativi anche in edifici sacri (convento della Chiesa Nuova e monastero di Santa Lucia a Perugia) e una fecondissima produzione di dipinti di paesaggio, oggi in gran parte dispersi, destinati alla ricca committenza perugina. Il suo vedutismo mantenne forme di matrice settecentesca, anche se vi si scorge qualche timida accensione romantica; un particolare valore documentario ha la serie di Vedute di Perugia (Perugia, Galleria Nazionale), mentre le migliori qualità dell’artista emergono nei veloci schizzi e negli appunti di taccuino dedicati a scorci perugini e di altre città umbre.


Rossi Erminio *

ROSSI ERMINIO
Sannazaro de' Burgondi (Pavia) 1871 - Pavia 1942
Abbandonati gli studi di farmacia, s'iscrisse nel 1895 alla Civica Scuola di Pittura di Pavia e dal 1899 all’Accademia di Brera a Milano, dove fu allievo di C. Tallone. Autore di ritratti e paesaggista, predilesse i soggetti pavesi e gli scorci cittadini, in opere di piccolo formato, fedele a una pittura di solide radici otto-centesche, amata dalla commitenza locale. Fu presente alle esposizioni milanesi di Brera e a quelle della Permanente nei primi anni del nuovo secolo. Un consistente nucleo di opere si conserva presso il Museo Civico di Pavia (Barconi sul Ticino, Cortile di via Alboino).


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