Rinaldo Antonio *
RINALDO ANTONIO
Attivo a Venezia fra il 1879 e il 1888
Assai scarse le notizie su questo pittore, che si dedicò esclusivamente ai soggetti di genere, prediligendo le scenette popolari di vita veneziana, colte con intonazione verista. Sue opere comparvero negli anni '80 alle esposizioni di Milano (1880, Costumi veneziani; 1881, Fruttajolo; 1883, In riposo; 1888, La merendata), di Venezia (1879, L'occupazione senile; 1887, La mascheretta), di Torino (1880, L'orfanella; 1882, Pe-scivendolo; 1884, Visita ai casotti). Espose anche a Firenze (1884) e Roma (1882, Una bottega a Venezia, La ricerca di bei numeri; 1883, Il mio moroso, Non c'è più acqua).
Rinaldi Giuseppe *
RINALDI GIUSEPPE
Camerino (Macerata) 1808 - 1875
Allievo di L. Spazza, dal quale derivò il soprannome (lo Spazza), operò quasi esclusivamente nell’ambito della sua città: eseguì gli affreschi nella volta della chiesa di Santa Maria in Via e Gli episodi della vita della Vergine nella cappella della Santissima Annunziata, nella cattedrale. Restaurò i dipinti del teatro cittadino F. Marchetti e, come decoratore, realizzò composizioni di soggetto profano, con scene pastorali e cortei cavallereschi.
Rinaldi Claudio *
RINALDI CLAUDIO
Firenze 1852 - dopo il 1909
Frequentò l’Accademia di Belle Arti di Firenze, ottenendo un premio al concorso del 1879. Trattò di preferenza i temi di genere ed espose, seppure saltuariamente, alle mostre di Milano (1882, Per l'onomastico della mamma), Torino (1884, La stanchezza, La pappa della nonna), Genova (1889, Terza luna di miele) e Roma, con l'Associazione “In Arte Libertas” (1902, Pater Noster).
Rinaldi Alessandro *
RINALDI ALESSANDRO
Cremona 1837 - Milano 1890
Avviato allo studio del disegno dal pittore cremonese G. Gallina, completò la propria formazione a Milano presso l’Accademia di Brera, dove seguì l’indirizzo della pittura di storia. Nel 1859 si arruolò nei Cacciatori delle Alpi partecipando alla II guerra d’Indipendenza con G. Garibaldi (Sentinella garibaldina, 1859, Pavia, Museo Civico). Dal 1860 fu assiduo alle mostre milanesi con quadri di soggetto storico (1863, Alessandro Volta nell'atto che raggiunge la prova della elettricità metallica), spesso ispirati ai testi della letteratura romantica (1867, Il convoglio funebre di Raffaello e la Fornarina; 1872, Alfieri declama la Mirra alla contessa d'Albany; 1881, Va a farti monaca: Amleto; 1883, Michelangelo morente contempla i lavori ideati per la basilica di San Pietro). Sostenuto dal collezionismo lombardo (D. Locatelli, L. Ponti, E. Cantoni, F. Villani), perfezionò la tipologia del ritratto commemorativo e un repertorio di successo di soggetti di genere.

