Rastellini Gian Maria *
RASTELLINI GIAN MARIA
Buttogno (Novara) 1869 - Milano 1927
Formatosi nell’ambiente d’origine, aprì uno studio a Milano con il fratello, Gian Battista, e nel 1889 presentò alla Permanente Il nido; nel 1891 espose alla I Triennale l’opera che lo rese noto, il grande olio dal titolo Sognando (Il sogno). Fra le sue opere giovanili, di modi consonanti con il tardo Naturalismo lombardo e piemontese, compaiono soggetti agresti e paesaggi. Si affermò poi come ritrattista presso gli ambienti dell’aristocrazia e della ricca borghesia lombarda (Eugenia Litta Visconti, Carlotta Belloni Bianchi, 1907, Milano, Quadreria dell’Ospedale Maggiore).
Rapisardi Michele *
RAPISARDI MICHELE
Catania 1822 - Firenze 1886
Figlio del pittore Giuseppe, che fu il suo primo maestro, si dedicò inizialmente agli studi letterari e dal 1843, sostenuto da una pensione del decurionato catanese, si trasferì a Roma presso il conterraneo N. Carta; nel 1845 e nel 1846 partecipò con merito ai concorsi dell'Accademia di San Luca. La sua formazione, basata sullo studio dei maestri antichi, è documentata da disegni e bozzetti (Catania, Museo Civico). Trasferitosi a Firenze nel luglio del 1847, vi svolse interamente la sua attività successiva, tranne che per un ritorno a Catania fra il 1849 e il 1850 e alcuni viaggi di studio. Nel 1848 presentò alla Mostra accademica fiorentina L'Angelo d'Italia ovvero Iddio lo vuole (coll. privata), in cui mostrava attenzione per i modi di ascendenza nazarena di A. Gendron. Fu tra i primi frequentatori del Caffè Michelangiolo e partecipò al fermento innovativo che in quegli anni interessò la pittura di storia. Nei dipinti inviati alle mostre fiorentine della Promotrice scelse soggetti a carattere filologico e rievocativo, con una predilezione per temi sentimentali di origine letteraria e fantastica (tra gli altri, 1852, L'esilio di Aristide; 1853, Uno sguardo a Venezia attraverso cinque secoli, La fuga di Bianca Cappello; 1854, Le vergini di Sion). All'Esposizione accademica del 1854 inviò I primi poeti italiani alla corte di Federico II in Sicilia (bozzetto a Catania, Museo Civico). Iniziò parallelamente la produzione di ritratti e quadri di genere, sempre condotti con la medesima attenzione evocativa (Costume di Catania, Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna). Nel 1859 partecipò al concorso Ricasoli per la sezione di storia antica (La battaglia di Legnano). Nel Museo Civico di Catania si conservano diversi esempi della sua attività più nota, legata a soggetti medievali (I Vespri Siciliani, 1864; Calendimaggio, 1864-1865; Le castellane e il Menestrello, 1869; Margherita e Fausto, 1868), accanto a ritratti e a piccoli studi di paesaggio. Fra le ultime opere sono Sant'Antonio da Padova (1882, chiesa madre di Nicolosi, Catania) e Ore felici (1883, Catania, Museo Civico).
Rapisardi Giuseppe *
RAPISARDI GIUSEPPE
Catania 1799 - 1853
Salvo un breve viaggio a Roma verso il 1843, la sua formazione avvenne esclusivamente in ambito locale, dapprima presso il laboratorio artigianale del padre e poi presso M. Desiderato, interprete in Sicilia del tardo Barocco romano. Si perfezionò inoltre copiando dalle incisioni i maestri antichi, in particolare P. Novelli. Esordì nel 1826 decorando alcune residenze di Catania con figure di illustri siciliani (perdute). Attivo poi come ritrattista della borghesia catanese e pittore di soggetti religiosi in chiese della regione, mantenne uno stile strettamente accademico in opere come San Giuseppe da Copertino (1830, chiesa di San Francesco d’Assisi, Catania), Santa Lucia condotta al martirio (1843, monastero di Santa Lucia, Adrano), L'Assunta (chiesa di San Benedetto, Cerami). Di maggior interesse appaiono Ritratto di famiglia (1848, Catania, Museo Civico) e gli affreschi con S. Pietro affida a S. Giuliano la missione di evangelizzare (1842, chiesa di San Giuliano, Catania).

