Prosdocimi Alberto *
PROSDOCIMI ALBERTO
Venezia 1852 - dopo il 1895
Figlio del miniaturista Germano, che era comparso alle mostre veneziane alla metà degli anni '50 (1854, Veduta della cittadella di Gerusalemme; 1855, Imitazione delle antiche pergamene sacre del 1500), frequentò l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dedicandosi alla realizzazione di vedute (Battistero diS. Marco, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna), dipinte soprattutto all'acquerello. In seguito, sulle orme del padre, si specializzò nella miniatura, eseguendo sia opere originali sia riproduzioni di celebri capolavori. Realizzò inoltre i cartoni per le cromolitografie destinate a corredare i volumi sulla Basilica di S. Marco, editi da F. Ongania.
Priora Rinaldo *
PRIORA RINALDO
Torino 1864 - 1942
Compiuta la formazione accademica presso l'Accademia Albertina di Torino, esordì a Roma nel 1883 con due nature morte, genere che insieme al paesaggio caratterizzerà la sua produzione pittorica. Sin dal 1884 frequentò con assiduità le manifestazioni artistiche torinesi (1891, L'ora triste; 1892, Riva solitaria, Ultima luce) e più raramente quelle milanesi (1885, Viottolo ai campi, Note grigie, Rustico). Fu anche critico d'arte e letterato.
Priolo Francesco Paolo *
PRIOLO FRANCESCO PAOLO
Palermo 1818 - 1892
Allievo di G. Patania, si perfezionò a Roma e negli anni '40 avviò una produzione di copie e di soggetti storici e religiosi, spesso disegnati o realizzati all’acquerello per la traduzione litografica: ne comparvero saggi alle mostre di Palermo del 1841 e a quella di Napoli del 1843. La formazione neoclassica informò sia gli studi per l’illustrazione di opere letterarie, sia quelli per i ritratti (Giuseppe Scordato, Lo Faso di Pietrasanta, Palermo, Museo del Risorgimento). Dopo il 1856 lavorò come decoratore in Gran Bretagna, a Edimburgo. Acquerelli con soggetti storici comparvero alle mostre di Londra del 1888 e di Genova del 1892.
Prinetti Costantino *
PRINETTI COSTANTINO
Cannobio (Novara) 1825 ? - Milano 1855
Studiò a Milano negli anni '40, cogliendo i diversi orientamenti della contemporanea pittura di paesaggio, dalla veduta nordica di G. Canella al paesaggio storico di M. d’Azeglio. A quest'ultimo pare avvicinarsi con La distruzione di Milano-notturno con effetto di luna, presentato all’Esposizione di Torino del 1849 o con Ritorno di Riccardo Cuor di Leone in Inghilterra (Milano, Accademia di Brera). Trasse i motivi delle sue opere dai viaggi in Europa e dalle escursioni sui laghi lombardi e nelle vallate piemontesi (Scena alpestre, Veduta di Lagune, Milano, Pinacoteca Ambrosiana; Battello sul Lago Maggiore, Milano, Accademia di Brera). Nella sua breve carriera espose a Torino (1846, Veduta di Cannobio), a Milano (nel 1851 vi inviò due paesaggi eseguiti per G. Bernasconi e tre commissionatigli dal pittore E. Sala) e a Genova (fra il 1851 e il 1854).

