Prati Enrico *
PRATI ENRICO
Piacenza 1842 - Paderna (Alessandria) 1913 ca.
Figlio di Antonio, pittore di vedute e scenografo, fu ammesso all'Accademia di Parma nel 1858 e studiò sotto la guida di L. Marchesi e G. Magnani. Il percorso accademico è documentato dai premi scolastici, che preannunciano una solida tecnica di costruzione prospettica (Mulino di Santo Spirito a Parma, esposto alla Mostra della Società d’Incoraggiamento di Parma del 1860, Parma, Galleria Nazionale). Gli esiti migliori della sua produzione appartengono agli anni successivi, dopo il suo rientro a Piacenza, quando affiancò il padre nell'attività di quadraturista, rielaborando la lezione di Marchesi. All’Esposizione di Parma del 1870 partecipò con L'interno del duomo di Piacenza e La chiesa di San Sisto. Fu anche apprezzato ritrattista (Ritratto di Monsignor Mascaretti, convento dei Carmelitani, Concesa, Milano).
Pratella Attilio *
PRATELLA ATTILIO
Lugo (Ravenna) 1856 - Napoli 1949
Studiò dapprima all’Accademia di Bologna sotto la guida di A. Puccinelli e dal 1876 presso quella di Napoli, avvicinandosi a D. Morelli, a F. P. Michetti e a E. Dalbono. Nel 1881 esordì con Dopo il lavoro alla Promotrice partenopea. In questi anni approfondì la lezione della Scuola di Resina, derivandone la finissi-ma ricerca tonale e il rigoroso impianto compositivo che caratterizzano i paesaggi e le vedute cittadine del primo periodo. In esse si riconosce inoltre, pur nell'accezione di un vedutismo tutto partenopeo, la sintonia con opere di A. Sisley per la sensibilità tonale, in particolare sulla scala dei grigi. In seguito, pur mantenendo il piccolo formato, il tocco si appesantì per adeguarsi a un più vivace e pastoso bozzettismo, gradito al mercato. Alle mostre napoletane fu presente fino al 1911 (1882, Impressioni, Marina del Carmine; 1890, Paese del Vesuvio, Impressione, Di mattino). Espose fra l’altro a Milano (1884, 1889, 1890), dove nel 1906 inviò anche due sculture. Nel 1902 fu nominato professore onorario dell’Accademia di Napoli.

