Porchera Giacomo *
PORCHERA GIACOMO
Monza (Milano) 1826 - 1895
Laureatosi in giurisprudenza, frequentò la milanese Accademia di Brera sotto la guida di G. Bisi. Dedicatosi al genere della veduta, arricchì il proprio repertorio con motivi tratti da viaggi compiuti in Oriente (Veduta tolta dall’Oriente-paesaggio, Rovine di un castello dei Drusi nel Monte Libano, esposti a Milano nel 1859; Saida sulle coste di Siria, esposto a Torino nel 1866), in Inghilterra, nelle Fiandre e in Sicilia (Gli scogli de' Ciclopi presso Catania, esposto a Genova nel 1869). Riprese anche paesaggi montani e lacustri lombardi (Paesaggio sul lago Maggiore, Milano, Galleria d'Arte Moderna).
Porcelli Antonio *
PORCELLI ANTONIO
Roma 1800 ca. - 1870
Poche le notizie biografiche sicure su questo artista, che esordì con quadri di tema storico e fantastico (Il nano misterioso nella spianata di Pietra Nera, da W. Scott, Ravenna, Pinacoteca Civica). Con dipinti di genere e scene di costume popolare si presentò dal 1836 alle mostre romane degli Amatori e Cultori (1839, Stanza con famiglia di contadini; 1844, Un pastore Saracinesco; 1846, Piazza Colonna a Carnevale; 1847). Iscritto dal 1838 alla Congregazione dei Virtuosi al Pantheon, alla metà del secolo veniva ricordato anche come pittore di bambocciate. Di largo impianto scenografico è Carnevale romano, del 1860 (Bologna, Collezioni Comunali d'Arte).
Pontremoli Raffaele *
PONTREMOLI RAFFAELE
Chieri (Torino) 1832 - Milano 1905
Studiò a Nizza Marittima (dove il padre si era trasferito nel 1833 come rabbino della locale comunità ebraica) e all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di C. Arienti. Si perfezionò alla scuola di H. Vernet a Parigi e in seguito soggiornò a Firenze, a Roma e infine a Milano. Nel 1859 combattè nella II guerra d’Indipendenza e, come cronista di L'Illustration, seguì le truppe piemontesi nelle Marche e nel Napoletano. Da questa esperienza trasse lo spunto per la descrizione puntuale di episodi militari (La battaglia di San Martino, La battaglia di Custoza, Asti, Pinacoteca Civica; La giornata del Garigliano, esposto alla Promotrice torinese del 1862, Torino, Museo del Risorgimento). Fu anche autore di ritratti e quadri di soggetto storico-letterario, che espose fino al 1891 alle mostre di Torino (1862, Medora; 1863, Macbeth; 1866, Le ultime ore di Massimo D'Azeglio).
Pontremoli Giuseppe *
PONTREMOLI GIUSEPPE
La Spezia 1836 - 1899
Paesaggista, si formò a Milano all’Accademia di Brera. Dopo aver esordito all’Esposizione braidense del 1860 (Studio di paesaggio), frequentò soprattutto rassegne liguri e torinesi con quadri di marine (Il piccolo porto, esposto a Torino nel 1877; Bonaccia, esposto a Genova nel 1878). Si dedicò inoltre all’attività didattica, insegnando presso il collegio Nazionale di Torino.
Ponticelli Giovanni *
PONTICELLI GIOVANNI
Napoli 1829 ca. - 1880
Si formò all’Accademia napoletana, seguendo l’indirizzo romantico del quadro di storia e di soggetto religioso. Esordì alla Mostra Borbonica del 1855 (La parabola delle dieci vergini, La gran madre di Dio, La SS. Vergine col Bambino e San Giuseppe) e nel 1859 presentò S. Elisabetta regina d'Ungheria che visita un tugurio. Nelle opere successive aderì al Realismo d’impronta palizziana, affrontando soggetti d'ispirazione risorgimentale e di genere (Un garibaldino ferito che racconta le sue gesta a due giovanetti, presentato all’Esposizione Nazionale di Firenze del 1861). Guardò anche alle ricerche della Scuola di Resina (Una confidenza d'amore, esposto alla Promotrice di Napoli del 1862, forse da riconoscere in un dipinto dello stesso anno apparso recentemente sul mercato). Presente alle mostre partenopee fino al 1871, nel 1877 vi fece ritorno con II vizioso e La casa del rigattiere. I dipinti di soggetto storico (La convalescenza del Cavaliere Baiardo, 1867, Napoli, Amministrazione Provinciale; Sollevazione dei villici contro i soldati del Cardinal Vitelli, esposto a Milano nel 1872; L'entrata del Cardinal Ruffo in Napoli nel 1799, Napoli, Museo di San Martino) e quelli di vita popolare (La sparata del vino nuovo, Torino, Galleria Civica d'Arte Moderna) non furono immuni dal gusto bozzettistico, anche se condotti con attraente vivacità d'espressione.
