Piccioni Gino *
PICCIONI GINO
Foligno (Perugia) 1873 - Biella (Vercelli) 1941
Poco nota l’attività di questo pittore che, dopo avere ricevuto la propria formazione a Roma, sotto la guida di A. Vertunni e R. Franzi, soggiornò a lungo in Germania. Dai cataloghi delle esposizioni si desume che dovette concentrare la sua produzione nell'arco di un quindicennio (1899-1912), misurandosi per lo più con temi di paesaggio, non estranei a toni di compiaciuto sentimentalismo. Dopo la Mostra veneziana del 1899 (L’Aniene presso Tivoli), comparve nel 1900 alla Triennale milanese (Contadino del Lazio, Mattino grigio nell'Oliveto), nel 1901 a Roma con il gruppo “In Arte Libertas” (Giovinezza rigogliosa, Il sole tramonta, Sentimenti), nel 1902 a San Pietroburgo (Giovinezza, Saluto dei beneficati), tra il 1902 e il 1905 ancora a Roma (Festa dell'anima, Vita sterile, Mesti pensieri), nel 1910 e nel 1912 a Milano (Sulla libera spiaggia, Il tè all'aperto). Dal 1916 i suoi interessi artistici si orientarono in prevalenza verso la scultura.
Piccinni Antonio *
PICCINNI ANTONIO
Trani (Bari) 1846 - Roma 1920
Frequentò a Napoli lo studio del concittadino B. Molinaro e, dal 1861, fu allievo dell’Accademia di Belle Arti, conseguendo nel 1865 il pensionato della provincia di Bari. Nel 1872 ottenne di potersi perfezionare a Roma, dove si trasferì l’anno successivo. Divenne noto soprattutto per la fertilissima attività di illustratore, con la quale si presentò all'Esposizione di Parigi del 1878 (Souvenir d'Italie, dodici acqueforti); fu anche autore di dipinti a olio e ad acquerello, in cui ritrasse un vivace repertorio di personaggi e costumi popolari (L'avaro, esposto a Parigi nel 1878, Bari, Pinacoteca Provinciale; Una bambina risentita, esposto a Napoli nel 1879, Napoli, Museo di Capodimonte). Cominciò a esporre alle promotrici partenopee dal 1864 e fu presente fino al 1917 alle mostre di Torino (1881, Giovanna), di Genova (1882, La fontana di Ravello), di Venezia (1887, Fiammiferaio), di Milano (1893, Venditrice ambulante). A Roma prese parte alle mostre del gruppo “In Arte Libertas” (1901, 1902) e a quelle dell’Associazione degli Acquarellisti (1900, 1908). In qualità di cartografo dell'Istituto Idrografico della Real Marina di Genova, fra il 1889 e il 1917 svolse l'inca-rico di eseguire i rilievi delle coste italiane e nordafricane, durante il quale poté anche ritrarre i costumi dei luoghi visitati (studi presso la Pinacoteca Provinciale di Bari).
Picchi Pietro *
PICCHI PIETRO
Attivo a Firenze fra il 1877 e il 1901
Pittore di paesaggi, dal 1877 cominciò a presentare alle mostre fiorentine nature morte e vedute della campagna toscana, prediligendo luoghi del Casentino e del Valdarno superiore, spesso definiti in catalogo come «motivi dal vero», secondo un costume che era stato tipico dei paesisti degli anni '50 (1878, Mugello- studio dal vero). Solo negli anni '90 presentò opere con titoli che suggeriscono un rinnovamento del suo repertorio figurativo verso espressioni del Naturalismo toscano (Ferratura, Ottobre, esposti a Firenze nel 1891-1892).


