Picasso Matteo *
PICASSO MATTEO
Recco (Genova) 1794 - Genova 1879
Scrivano sulle navi del padre armatore, si dedicò alla pittura per interessamento del marchese S. Rivarola, grazie al quale nel 1817 ottenne una pensione per studiare a Roma. Qui si indirizzò verso il ritratto, genere che gli procurerà fama in patria e all'estero; entrò in contatto con V. Camuccini e conobbe la pittura degli artisti francesi presenti nella capitale. Se nel Ritratto del Governatore di Genova E. Veuillet d'Yenne (1823 ca., Genova Nervi, Galleria Civica d’Arte Moderna) traspaiono ancora i modi della cultura neoclassica ligure, il Ritratto di Maria Brignole Sale duchessa di Galliera (Genova, Galleria di Palazzo Rosso), caratterizzato da un misurato romanticismo, risente dell’esperienza romana. Nella produzione successiva si mantenne su modi graditi alla committenza di prestigio (Camilla Litta Lomellini, Milano, Quadreria dell'Ospedale Mag-giore). Espose alla Promotrice di Genova fino al 1877 anche soggetti religiosi (1862, 1870) e realizzò La predica del Battista nella parrocchiale di Recco (Genova).
Piatti Prospero *
PIATTI PROSPERO
Ferrara 1840 ? - Roma 1902
Nel 1847 si stabilì con la famiglia a Roma, dove più tardi entrò in contatto con il conterraneo A. Mantovani, che affiancò nella decorazione della terza loggia Vaticana. A quello stesso periodo risale anche la conoscenza con lo scultore e decoratore P. Galli, il quale lo sostenne e indirizzò verso la scuola di T. Minardi e quella di F. Overbeck, di cui fu allievo per un anno. Muovendo da questa formazione tardopurista e classicista, maturò nel tempo un’ampiezza di forme e una solidità di costruzione proprie della migliore tradizione romana e alle quali non furono estranee caute aperture verso il Realismo. Sempre grazie a Galli nel 1865 ottenne l’incarico per la decorazione della cappella del coro della basilica di San Paolo fuori le Mura, dove illustrò Episodi della vita di Gregorio VII. A Roma lavorò anche nella cappella delle Reliquie a Sant’Apollinare e, come decoratore, nella sala da Gioco del Villino Hufer di via Nazionale (La sorte, 1884) e nella camera di Riposo del duca L. Torlonia (Le ore della notte, 1886). Fu attivo nella cattedrale di Ferrara (Il Battesimo di Gesù, 1879), nella chiesa del Buon Consiglio a Genazzano (Roma) e nella chiesa della SS. Addolorata di Mosciano Sant’Angelo (Teramo). Nella pittura da cavalletto realizzò quadri storici e di costume (Il dì delle Ceneri, esposto a Roma nel 1892).
Piatti Giulio *
PIATTI GIULIO
Firenze 1816 - 1872
Studiò con G. Bezzuoli all’Accademia di Firenze, dove debuttò nel 1837 con Raimondo de' Pazzi che si stacca dalla consorte per unirsi ad altri congiurati (Pistoia, Museo Civico). Nel 1838 si recò a Venezia per un viaggio di studio offertogli da N. Puccini, per il quale aveva dipinto nella Villa di Scornio, presso Pistoia, un Ritratto di Michelangelo Buonarroti. Da allora si dedicò al quadro di storia talvolta di soggetto letterario, ai temi allegorici e didascalici. Al 1839 risale L'origine del Vespro Siciliano (Pistoia, Museo Civico) e al 1840 La piena del diluvio, eseguito dopo un soggiorno a Milano, ospite di L. Sabatelli. Nel 1842 dipinse il sipario per il teatro Rossini di Livorno (La legge civilizzata dei popoli) ed espose alla Mostra dell’Accademia fiorentina Pietro Micca, acquistato da Carlo Alberto di Savoia e tradotto più volte in litografia. Partecipe delle vicende contemporanee, nel 1847 fu tra i promotori del pellegrinaggio a Gavinana, assurto a luogo storico delle idealità risorgimentali.

