Pellegrini Riccardo*
PELLEGRINI RICCARDO
Milano 1863 - Crescenzago (Milano) 1934
Iniziò gli studi a Milano e li proseguì a Roma e a Napoli, dove fu allievo di D. Morelli. Esordì a Milano nel 1880 (La sagra del Villaggio), tornando successivamente alle mostre braidensi con vedute napoletane (1881, Sorrento: paese). Visitò l’Europa, traendo spunto dai suoi numerosi viaggi per i dipinti esposti a Milano fra il 1883 e il 1888: animati scorci di città spagnole, vivaci scene di genere e in costume settecentesco. Nel 1892 partecipò anche all’Esposizione di Genova con diversi quadri, fra i quali alcune vedute di Siviglia. Si affermò all'estero come illustratore e nel 1912 vinse il concorso londinese della Casa Muller per eseguire le tavole di Gil Blas de Santillane di A. R. Lesage.
Pellegrini Maurizio *
PELLEGRINI MAURIZIO
Pinerolo (Torino) 1866 - dopo il 1898
Dopo la formazione all’Accademia Albertina di Torino, sotto la guida di G. Grosso e A. M. Gilli, trascorse qualche anno all’estero, soprattutto a Parigi, dove frequentò J. Lefebvre e T. Robert- Fleury. Soggiornò ed espose in Svizzera, nel Principato di Monaco, in Belgio e in Germania e si stabilì infine a Rapallo. Elaborò uno stile piacevole, anche se poco originale, guadagnandosi il favore della borghesia. Prese parte alle rassegne della Promotrice e del Circolo degli Artisti di Torino con vedute piemontesi, quadri di genere e ri-tratti; nel 1889, con tre bozzetti per affiches e l’olio Notre-Dame de Paris, risultava ancora presente all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino.
Pellegrini Domenico *
PELLEGRINI DOMENICO
Galliera Veneta (Padova) 1759 - Roma 1840
A Venezia, dove si iscrisse all’Accademia nel 1782, fu allievo prima di P. e A. Longhi, poi del ritrattista bergamasco L. Gallina. Trasferitosi nel 1784 a Roma, presso l'ambasciatore della repubblica veneta, entrò in contatto con la cerchia del Neoclassicismo internazionale. Risentì particolarmente dell'influenza dei soggetti di A. Canova e dello stile elegante di A. Kauffmann, evidente nei dipinti di tema mitologico e letterario (Ebe, Roma, Accademia di San Luca; Rinaldo e Armida, esposto a Palazzo Venezia nel 1788) e nella ritrattistica, che sembrò rivaleggiare con quella di E. Vigée-Le Brun. Dopo una breve permanenza a Venezia (Caterina e Vettor Pisani come Amore e Psiche, Venezia, Palazzo Pisani Moretta), nel 1792 raggiunse Londra, dove fu pronto ad accogliere la lezione di grandi ritrattisti inglesi. Nella capitale britannica poté contare sugli incisori bassanesi lì residenti (Ritratto di Francesco Bartolozzi, Venezia, Galleria dell’Accademia) per la traduzione calcografica di sue opere, oggi non altrimenti documentate (La morte di Marat). Seguì una fortunata permanenza a Lisbona, fra il 1803 e il 1812 (Ritratto di M. me Junot, duchessa d'Albrantès e di sua figlia Valentina, 1805, Bordeaux, Musées des Beaux-Arts), quindi, dopo alcune tappe a Parigi, a Venezia e a Napoli, venne il definitivo spostamento a Roma, da dove inviò nel 1820 all’Accademia di Parma Carlo V che raccoglie i pennelli a Tiziano (Parma, Galleria Nazionale). Nella sua produzione tarda, di carattere piuttosto discontinuo, risalta Autoritratto del 1827 (Roma, Accademia di San Luca), notevole per intensità e naturalezza espressiva.
Pellegrini Carlo *
PELLEGRINI CARLO
Albese (Como) 1866 - dopo il 1930
Formatosi all'Accademia di Brera a Milano, si dedicò alle composizioni di genere e soprattutto al paesaggio, sia a olio sia ad acquerello. Esordì nel 1888 a Milano (Premana, Frutta, Via ai monti) e dal 1892 presentò alle esposizioni vedute montane e soggetti di vita agreste. Nel 1896 inviò alla Promotrice di Torino Caccia al Camoscio, Livigno, In montagna e nel 1897, dopo la Mostra di Brera, ottenne la nomina a socio onorario dell'Accademia milanese.

